"L’ALLEGRATA" CHE TI ASPETTI – EMRE CAN TERZINO E LE ALTRE MOSSE DI MAX ALLEGRI PER DARE SCACCO MATTO A SIMEONE – TUTTI I COLPI DI GENIO DEL TECNICO DELLA JUVE: HA INVENTATO CUADRADO DIFENSORE, VIDAL TREQUARTISTA, MANDZUKIC MEDIANO SINISTRO, DYBALA TUTTOCAMPISTA, PJANIC CENTROCAMPISTA ARRETRATO – CHI AVEVA ANTICIPATO LA MOSSA DI EMRE CAN TERZINO? FABIO CARESSA, DOMENICA SERA AL “CLUB” DI SKY…

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Emanuele Gamba per la Repubblica

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L' idea gli era venuta già prima di Madrid: arretrare Emre Can e stupire l' Atletico allargando il gioco. Ma poi Allegri preferì andare sul classico e rifugiarsi nelle manovre consuete, perché ormai l' unico suo limite è quello: i colpi di genio gli vengono sempre nelle partite senza rete, nelle situazioni disperate, quando sta con le spalle al muro e per uscirne deve inventarsi quella mossa inattesa, destrutturante, che è entrata nel vocabolario alla voce "allegrata".

 

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Perché è vero che Ronaldo è l' unico calciatore al mondo capace di incornare un pallone svettando tra Godin e Gimenez, ma è vero anche che Allegri è l' unico allenatore in circolazione, almeno a questi livelli, che abbia ancora il gusto di sorprendere, che adatti il pensiero laterale alla fissità tattica generalizzata, che non si vergogni di modellare la sua squadra su quella altrui: quello che altri definirebbero una genialata, per lui è intelligente umiltà. Resta il limite delle spalle al muro: « È in mezzo al casino che do il meglio » , perché perde le remore che ha e trova il coraggio di rendere razionale ciò che l' istinto gli suggerisce.

 

Lui odia il calcio meccanizzato, ripetitivo, costruito sull' insistenza dei movimenti mandati a memoria, che poi rischiano di imballarsi nel pantano dell' imprevisto. Sa che una buona idea può anche funzionare senza provarla e riprovarla all' infinito e difatti la formazione che ha triturato l' Atletico è stata preparata in due giorni, tra domenica e lunedì, anche se in testa ce l' aveva da un po'. Ma lui sa che i calciatori è meglio non ingolfarli di troppe nozioni: in fondo, si tratta pur sempre di giocare al pallone. « Ha trovato il punto debole dell' Atletico e ce l' ha spiegato», ha sintetizzato Bonucci descrivendo l' ultima allegrata.

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Tutto è cominciato da Can, che anche al Liverpool, in particolare nel 2014/ 2015, aveva sporadicamente giocato nella difesa a tre su intuizione di un altro creativo della panchina, il nord irlandese Brendan Rodgers, uno che poi non ha raggiunto il successo che si pensava avrebbe avuto.

 

All' epoca il tedesco non fece dei figuroni, ma è anche vero che un conto è giocare al fianco di Sakho e Skrtel e un altro di Bonucci e Chiellini, che metterebbero a loro agio persino uno stopper di scuola zemaniana.

 

Can in difesa è servito per mettere pressione fisica addosso a Morata, aggredito già all' altezza del centrocampo o dal tedesco o da Bonucci ( e Morata, con un minimo di pressione scompare dalla partita), e per cominciare l' azione alla svelta e con precisione. In realtà, la mossa che ha completamente spiazzato Simeone è stato l' avanzamento in coppia dei difensori centrali sulla linea dei centrocampisti, lasciando Bonucci da solo alle loro spalle per formare una sorta di 1- 4- 3- 1 in cui Chiellini triangolava con Spinazzola e Ronaldo ed Emre Can con Bernardeschi e Cancelo per creare sistematicamente la superiorità numerica e liberare gli attacchi laterali.

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E i gol, come Allegri aveva previsto, sono puntualmente arrivati per via aerea con i cross, sfruttando la superiorità centimetrica di Ronaldo e Mandzukic su Juanfran e Arias. I tre difensori e Pjanic, che ha sostanzialmente giocato sulla linea di Can e Chiellini, hanno operato il 54% per cento dei passaggi totali, 309 su 544: la partita d' attacco Allegri l' ha impostata a trazione posteriore. L' Atletico ha corso complessivamente 400 metri più della Juve, ma con appena il 39% di possesso palla: significa che lo hanno fatto correre a vuoto.

 

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Cose così Allegri le ha fatte spesso. Nella semifinale del 2015 sostituì lo squalificato Pogba con Sturaro, che fece da diga a James e Carvajal. L' anno successivo, negli ottavi, silurò Mandzukic e Dybala e andò a cercare una vittoria in casa del Bayern ( l' andata era finita 2- 2) piazzando una sola punta ( Morata), un terzino all' ala (Alex Sandro) ed Evra a uomo su Müller: dominò fino al 90', sovrastando tatticamente Guardiola che prese la partita per i capelli, anzi per una cavolata di Evra. Nella semifinale del 2017 con il Monaco, mise Barzagli a fare il terzino e Alves la mezzala. In ordine sparso, ha inventato Cuadrado difensore, Vidal trequartista, Mandzukic mediano sinistro, Dybala tuttocampista, Pjanic centrocampista arretrato.

 

mandzukic mandzukic

E non c' è stata stagione finita con lo stesso modulo con cui era cominciata: le rivoluzioni più celebri sono state quelle del 2014, quando da un giorno all' altro, alla vigilia di una partita di Champions con l' Olimpiacos, archiviò lo stantio 3- 5- 2 di Conte e varò il 4-3-1-2, e quando una mattina del gennaio 2017 si svegliò e decise di passare al 4- 2- 3- 1, mandando in campo tutti gli attaccanti che aveva: « Ci stavamo annoiando » . Noia e paura della fine: il genio gli serve per combattere le due cose che lo spaventano di più.

 

 

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