DA SCHETTINO A BERLUSCONI SULLA 'NAVE DEI FOLLI' - L'ONIRICO MONDO DI PATRIZIA COMAND FINO AL 12 NOVEMBRE 'APPRODA' AL MUSEO DI PALAZZO CIPOLLA A ROMA, INSIEME A 20 DISEGNI PREPARATORI - E.EMANUELE (FONDAZIONE TERZO PILASTRO): ‘LA COMAND PER ME È L'ARTISTA DELLA FANTASIA’

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Daniela Giammusso per l’ANSA

 

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C'è il prestigiatore Gad Lerner, cilindro e antenne tv in mano, "simbolo dei media". Capitan Schettino, pronto a saltar giù dalla nave, ciambella già indosso, "non ci fosse la scialuppa". E poi Di Pietro, a cavallo di un asino imbizzarrito. E Berlusconi, un po' giullare, un po' barzellettiere, con le scarpe rosse su una bara aperta, come recitano i versi. E' l'onirico mondo de La nave dei folli, opera pittorica di Patrizia Comand ispirata al poema satirico di Sebastian Brant (Das Narrenschiff) del 1494, che fino al 12 novembre 'approda' al Museo di Palazzo Cipolla a Roma, insieme a 20 disegni preparatori.

 

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Un racconto "simbolico e ironico", racconta l'artista, formatasi a Brera, che negli anni ha esposto anche al Phantasten Museum di Vienna, alla 54/a Biennale di Venezia, a Expo - Arte Italiana 2015, alla Triennale di Roma, al Grand Palais di Parigi, oltre a firmare i ritratti ufficiali di Papa Benedetto XVI e Papa Francesco alla Basilica di Superga a Torino e di Rita Levi Montalcini al Frauenmuseum di Bonn.

 

"L'arte non ha tempo, non esiste passato, presente o futuro - spiega Emmanuele F. M. Emanuele, presidente Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo - Per questo, in quasi vent'anni di mostre, oltre a raccontare l'arte romana dal '400 in poi, ho voluto aprire al presente e al contemporaneo, da Mitoraj a Pepper. Appena ho visto La nave dei folli, ho avuto le stesse emozioni di quando in gioventù vidi per la prima volta La caduta degli angeli ribelli di Brueghel Il Vecchio. La Comand per me è l'artista della fantasia, elemento al quale, nella vita, bisognerebbe sempre affidarsi".

 

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Nella sua grande tela corale lunga oltre 8 metri, la Comand si è concentrata su 20 dei 112 capitoli del celebre poema (al tempo illustrato da Durer). Al centro della storia, una grande nave stipata di folli, in un viaggio fantastico verso il paradiso di Narragonia in cui Brant metteva all'indici vizi e debolezze umane. "Ho iniziato a lavorarci nel 2013-2014 - racconta l'artista - E leggendo i versi (che cita tutti a memoria ndr), mi sembravano scritti su alcuni personaggi che conosciamo tutti".

 

Ecco allora che si va da 'Dei buoni ministri' a 'Del non ascoltare l'autocompiacimento', riconoscendo, tra gli altri, anche Marco Travaglio sui trampoli, a giocare sulla scacchiera della politica. E poi la signoria Cupidigia, ornata di piume e preziosi, che non si accorge dell'avvoltoio sul suo capo. O il 'Princeps rinascimentale, che rappresenta la finanza', circondato da cani con l'osso d'oro e pesciolini rossi diventati squali.

 

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Ai suoi piedi, le tre donne che governano l'universo, Stati Uniti, Cina e Germania, mentre un cardinale nascosto dietro il trono ricorda lo scandalo Ior. "Oggi forse avrei disegnato altri personaggi - riflette la Comand - Avrei ad esempio messo l'Arabia tra le grandi potenze". Intanto tre specchi a diverse altezze "invitano a guardarsi e riflettere". E, con un filo di speranza, "una signora dal cuore rosso si avventura in cerca dell'amore".

EMMANUELE EMANUELE EMMANUELE EMANUELE la nave dei folli patrizia comand la nave dei folli patrizia comand

 

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