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#1 - ALLA FINE DELLA PROSSIMA SETTIMANA CON LA DESIGNAZIONE DEI CONSIGLIERI PER LE GENERALI, GERONZI CONQUISTERÀ IL LEONE DI TRIESTE (PAGLIARO GARANTE MEDIOBANCA) - #2 - COSA DIAVOLO VUOLE FARE DA GRANDE IL FURBO PALENZONA, 57 ANNI E 55 POLTRONE? QUESTO COLOSSO DEMOCRISTIANO DI DUE QUINTALI ALTO DUE METRI CHE NEI CONTI CORRENTI DI MONTECARLO SI FACEVA CHIAMARE “CHOPIN” MENTRE PACINI BATTAGLIA (UNO DEI PROTAGONISTI DI TANGENTOPOLI) USAVA L’APPELLATIVO “PALLENZONA” - #3 - RATAN TATA, DALL'INDIA AL MOLISE: UN PIEDE NEL MERCATO ITALIANO DELLE TELECOMUNICAZIONI - #4 - L'IDEA DELL'ECONOMISTA MICOSSI PER REGOLARE L'IMPOSSIBILE: I MERCATI FINANZIARI - #5 - NEGLI AMBIENTI DELLA LEGA SI DÀ PER CERTA L’IPOTESI CHE DANILO BROGGI DIVENTI PRESIDENTE DELLE FERROVIE DELLO STATO AL POSTO DELL'USCENTE CIPOLLETTA

1- ALLA FINE DELLA PROSSIMA SETTIMANA CON LA DESIGNAZIONE DEI CONSIGLIERI PER LE GENERALI, GERONZI CONQUISTERÀ IL LEONE DI TRIESTE (PAGLIARO GARANTE DELLE PARTECIPAZIONI MEDIOBANCA) - COSA VUOLE FARE DA GRANDE IL FURBO PALENZONA, 57 ANNI E 55 POLTRONE?
Gli uscieri di Mediobanca sono persone profondamente riservate e religiose. Per decenni hanno custodito il tempio di Piazzetta Cuccia e conoscono alla perfezione il rito ambrosiano. A chi li interroga spiegano che secondo questo rito il segno della pace viene scambiato tra i fedeli prima della Comunione e non dopo come avviene nel rito romano.

JOHN ELKANNJOHN ELKANN

E ieri nel cortile della merchant bank questi segni sono apparsi molto evidenti quando Cesarone Geronzi è sceso per accompagnare alla macchina Abramo-Bazoli con un gesto che il "Messaggero" definisce di "visibilità segnaletica". Poi il presidente di Mediobanca ha accompagnato a piedi John Elkann per andare nella vicina sede di Italcementi dove i soci del Gruppo editoriale Rcs preparavano il consiglio di amministrazione che si tiene oggi.

Per gli uscieri questi sono i segni di pace di un rito che il banchiere romano sembra avere assimilato rapidamente nei due anni di permanenza sulla poltrona di Enrico Cuccia. D'altra parte la sua amicizia con Bazoli non è mai stata in discussione e la "visibilità segnaletica" è l'ennesima conferma del rapporto che lega i due Grandi Vecchi.

CESARE GERONZI AL LAVORO - copyright PizziCESARE GERONZI AL LAVORO - copyright Pizzi

La processione era cominciata intorno alle 10 quando a varcare il cancello è arrivato il massiccio Fabrizio Palenzona, il 57enne vicepresidente di Unicredit che sta giocando la parte da protagonista nel risiko bancario-assicurativo. Ed è su quest'uomo, nato nel segno della Vergine ma sverginato in età precoce dalla politica, che si devono fermare i riflettori perché con le mosse degli ultimi giorni è salito definitivamente nella prima categoria dei banchieri.

È stato lui il grande mediatore nello scontro tra Alessandro Profumo, l'ostinato difensore del potere manageriale, e le Fondazioni, difensori del potere sul territorio. E con la cessione da parte di Unicredit del 2,84% di Generali alla Cassa di Risparmio di Torino, il massiccio Palenzona si è messo al centro delle trame che si stanno consumando tra Milano e Trieste.

BAZOLIBAZOLI

La domanda che gli uscieri di Mediobanca si pongono a questo punto è che cosa voglia fare da grande questo personaggio che nei conti correnti di Montecarlo si faceva chiamare "Radetzky" mentre Pacini Battaglia (uno dei protagonisti di Tangentopoli) usava l'appellativo "Pallenzona". Tutti gli riconoscono una grande capacità di navigare nell'intero arco politico e la sua storia è lì a dimostrare che destra, centro e sinistra "per lui pari son". Se fate l'elenco delle cariche che ricopre si arriva a 55; questo è il numero delle poltrone che il banchiere-politico è riuscito a collezionare negli ultimi anni.

Fabrizio PalenzonaFabrizio Palenzona

Adesso, con la sua mole da due quintali e l'altezza vicina ai due metri, gioca la parte del pivot e fa sapere ai suoi interlocutori privilegiati (Profumo, Geronzi, Bazoli) che non vuole nessun incarico e non ambisce alla presidenza di Unicredit né a quella di Mediobanca perché è un fautore convinto della stabilità. Continuità nella stabilità sembra essere la sua parola d'ordine e questo leit-motiv viene ripetuto oggi dai giornali.

È una parola d'ordine che va bene per Mediobanca dove l'amministratore delegato Pagliaro può fare da garante, e alle Generali dove i "ragazzi" Perissinotto e Balbinot si sentono forti dei risultati 2009. Il furbo Palenzona ha solo 57 anni e 55 poltrone. Per questa ragione può aspettare il suo momento e assistere con le mani incrociate sulla pancia al prossimo rito ambrosiano.

ALESSANDRO PROFUMO E SIGNORA - copyright PizziALESSANDRO PROFUMO E SIGNORA - copyright Pizzi

Secondo gli uscieri questa cerimonia si svolgerà alla fine della prossima settimana con la designazione dei consiglieri per le Generali, e dovrebbe vedere un Geronzi con gli occhi al cielo mentre tira un grande sospiro e allarga le braccia per l'ultimo sacrificio. È il sacrificio che lo porterà nella società di Trieste dove perfino Kafka ha lavorato da giovane, e a quel punto sarà chiaro che il suo erede naturale è "Pallenzona", un ex-autotrasportatore di Novi Ligure che sta guidando la sua vita con l'abilità di un Grande Vecchio.

Pacini BattagliaPacini Battaglia

2- CHE FINE HA FATTO RATAN TATA, L'IMPRENDITORE INDIANO CHE VOLEVA INVADERE L'ITALIA CON LE SUE AUTOMOBILINE DI PLASTICA DA 2.500 EURO? VORREBBE METTERE UN PIEDE NEL MERCATO ITALIANO DELLE TELECOMUNICAZIONI
Che fine ha fatto Ratan Tata, l'imprenditore indiano che voleva invadere l'Italia con le sue automobiline di plastica da 2.500 euro?

Quando arrivò a Torino nel settembre 2005 fu accolto da Luchino di Montezemolo con grande entusiasmo e nel settembre di quell'anno la Fiat firmò un agreement che sembrava dovesse sposare il Lingotto con il colosso di Mumbay. E anche il tycoon 72enne mostrò grande simpatia per Luchino e le poltrone Frau diventando socio del Fondo Charme.

perissinotto giovanniperissinotto giovanni

Qualcuno sostiene che la Fiat non ha rinunciato all'idea di dare sostanza all'accordo del 2005 e che dopo l'intesa con Chrysler e i piedi sul mercato russo, potrebbe nascere un colosso universale dell'automobile. In realtà le notizie che arrivano dall'India dicono che la holding di Ratan Tata sta attraversando un momento difficile, ma la passione per l'Italia non sembra tramontata nell'animo di quest'uomo senza eredi che dopo un'infanzia sofferta si è laureato in un'università americana.

È notizia di questi giorni che la conglomerata vorrebbe mettere un piede nel mercato italiano delle telecomunicazioni. Un cenno in questo senso è stato fatto nei giorni scorsi dal quotidiano "Il Tempo" e i dettagli li ha spiegati il "Corriere della Comunicazioni".

CLINTON con Sergio Balbinot e Giovanni PerissinottoCLINTON con Sergio Balbinot e Giovanni Perissinotto

Il Gruppo di Mumbay vorrebbe sfruttare le potenzialità del mercato italiano e avrebbe in mente di trovare una piattaforma nel Centro-Italia, forse in Molise. Questo sarebbe il primo passo per aprire le porte alla tecnologia informatica indiana che sembra ben più robusta delle automobiline di plastica con cui il consigliere di amministrazione di Fiat, Ratan Tata, pensava di fare le pulci alla fabbrica torinese.

Tata SonsTata Sons

3- PER L'ECONOMISTA MICOSSI NON È IMPOSSIBILE REGOLARE I MERCATI FINANZIARI. BASTA UN'UNICA AUTORITÀ AMMINISTRATIVA CHE INTERVENGA IN CASO DI FALLIMENTO DELLE BANCHE
Ogni giorno che passa si fa sempre più strada la convinzione che sia impossibile regolare i mercati finanziari.

Nel mondo delle banche resta sommerso un centinaio di miliardi di prodotti tossici e i discorsi per arginare un'altra bolla sui derivati e la speculazione lasciano il tempo che trovano. Anche Mario Draghi nella sua veste di presidente del Financial Stability Board rischia di dire parole al vento perché la voglia delle regole si scontra con gli annunci sulla crisi del debito pubblico di alcuni paesi per i quali si ipotizza addirittura l'uscita dall'euro.

draghidraghi

Ieri pomeriggio alle 18,30 nella trasmissione di Sky diretta dalla giornalista Sarah Varetto, l'economista Stefano Micossi ha dichiarato che nessuno sa esattamente che cosa significhi uscire dall'euro, poi con una certa supponenza lo stesso Micossi ha svelato di aver messo a punto una nuova architettura della finanza internazionale.

Al giovane direttore generale dell'Assonime che ha guidato il Centro Studi di Confindustria e ha lavorato anche nel servizio studi della Banca d'Italia, non manca il coraggio della provocazione. Questa volta però ha voluto argomentare le sue intenzioni sulla base di una ricerca che è stata condotta da Assonime e dal Ceps (Centre European Policies Studies) di Bruxelles.

Stefano MicossiStefano Micossi

Il report è un tomo di 104 pagine che provoca forti emicranie ed è stato realizzato con il contributo di Unicredit, ma Micossi l'ha presentata come il toccasana per le malattie della finanza internazionale. Da quello che si è capito i pilastri per uscire dalla fragilità dei gruppi bancari riguardano il contenimento dell'azzardo morale per i banchieri con una nuova disciplina sugli azionisti e sui manager, e con l'idea di un'unica autorità amministrativa che intervenga in caso di fallimento delle banche.

Danilo BroggiDanilo Broggi

Alla Banca d'Italia stanno spulciando le idee di Micossi e si chiedono se l'economista dal ciuffo ribelle non abbia esagerato in fantasia.

4- NEGLI AMBIENTI DELLA LEGA SI DÀ PER CERTA L'IPOTESI CHE DANILO BROGGI DIVENTI PRESIDENTE DELLE FERROVIE DELLO STATO
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che negli ambienti della Lega si dà per certa l'ipotesi che Danilo Broggi diventi presidente delle Ferrovie dello Stato.

INNOCENZO CIPOLLETTAINNOCENZO CIPOLLETTA

Costui è un milanese che dopo aver guidato la Confapi e occupato altri incarichi, è arrivato quattro anni fa alla guida di Consip, la società pubblica che gestisce gli acquisti per l'Amministrazione dello Stato. Il settimane "Economy" in edicola oggi lo tira in ballo per la direzione generale dell'Expo 2015 di Milano, ma il nome del 50enne Broggi è in pole position per la poltrona che tra poche settimane sarà liberata da Innocenzo Cipolletta".

 

 
[18-03-2010]