#1 - PROCESSIONE A PIAZZETTA CUCCIA. IL PRIMO AD ENTRARE IN MEDIOBANCA PALENZONA, SEGUITO DA BAZOLI. SECONDO GLI USCIERI SI STANNO CHIUDENDO I GIOCHI PER L'ASSETTO FINALE DELLA MERCHANT BANK E DI GENERALI. DOPO L'ANNUNCIO FATTO A LONDRA DA PROFUMO CHE UNICREDIT VENDERÀ LA SUA PARTECIPAZIONE NEL LEONE DI TRIESTE, I BOOKMAKERS DANNO VINCENTE L'ACCOPPIATA PAGLIARO-GERONZI - #2 - "FINANCIAL TIMES": ARPE PER IL DOPO-PROFUMO (COME SI DICE 'MARKETTA' IN INGLESE?) - #3 - CATTANEO, DOPO TERNA, FARà TOMBOLA CON IL SUCCESSO DELLA LEGA ALLE REGIONALI - #4 - IL CARDINAL BERTONE AMA LA CONFINDUSTRIA DI EMMA: UNA BENEDIZIONE PER TUTTI
1 - IL CARDINAL BERTONE AMA CONFINDUSTRIA: UNA BENEDIZIONE PER TUTTI
Alcuni sono atei, altri agnostici e pochi credenti, ma ieri davanti al cardinale Tarcisio Bertone, i vertici di Confindustria avevano l'aria compunta dei seminaristi che il prelato ha conosciuto durante il noviziato con i salesiani di don Bosco.
TARCISO BERTONE
Il più emozionato comunque era Roberto Iotti, il 48enne giornalista milanese che alla fine di gennaio è stato nominato dalla Marcegaglia direttore per la comunicazione e la stampa. L'incontro è filato via in un clima di grande cordialità e il saluto iniziale è toccato alla Marcegaglia che ha parlato della responsabilità sociale dell'impresa e pur sottolineando lo sforzo per trovare lavoro a chi l'ha perso, ha tenuto a ribadire che "non si possono bloccare le ristrutturazioni perché altrimenti non si creano le condizioni per una ripresa".
Pare che a scrivere la versione finale del testo della Presidente sia stato Daniel Kraus, l'uomo che dal febbraio dell'anno scorso occupa la carica di vicedirettore generale. Poi è stata la volta del longilineo Segretario di Stato che ha ricordato l'enciclica di Benedetto XVI e con molto pathos ha ricordato la figura di Adriano Olivetti. Questo riferimento all'imprenditore di Ivrea non è stato casuale perché Bertone nel luglio 1960 ha ricevuto l'imposizione delle mani dal vescovo di Ivrea, monsignor Albino Mensa, un convinto sostenitore delle tesi utopistiche del mitico Olivetti.
Ed è toccato a un piemontese doc come Galateri di Genola riprendere l'esempio del fondatore di Ivrea per sottolineare che la Olivetti è stata "salvata" da TelecomItalia che oggi ne detiene il controllo. In platea qualche imprenditore ha dato di gomito perché si è ricordato di come la Telecom di Tronchetti Provera abbia disintegrato il marchio storico di Olivetti, mentre Franchino Bernabè è riuscito finora a rimetterla timidamente sul mercato.
ALESSANDRO PROFUMO E SIGNORA - copyright Pizzi
Molti occhi "laici" erano puntati sulle belle hostess di Confindustria (ammirate dall'assistente di Bertone) che hanno distribuito santini mentre Bertone benediceva l'Auditorium. E qui alcuni degli industriali hanno tradito la scarsa frequentazione della Chiesa perché non si sono alzati in piedi nella maniera richiesta dal rito e si sono fatti un segno della croce scomposto e frettoloso.
Fabrizio Palenzona
La cerimonia è andata avanti con la presentazione degli 11 vicepresidenti di Confindustria e degli altri membri della Giunta. Per ciascuno di loro Bertone-Spilungone ha avuto una parola affettuosa. A Edoardo Garrone il prelato ha raccomandato di non creare troppi casini nell'Assindustria di Genova, e ad Andrea Moltrasio, vicepresidente per l'Europa, ha chiesto la ragione per cui intende ritirarsi dalla squadra che affiancherà la Marcegaglia il prossimo anno.
Parole affettuose sono state rivolte anche a Federica Guidi ("mi saluti suo padre") e a Cristina Coppola, la bionda vicepresidente per il Mezzogiorno ("è davvero forte Ivan Lo Bello!"). E mentre Ennio Lucarelli, candidato in pectore alla presidenza di Confindustria Servizi Innovativi, spintonava per genuflettersi davanti al cardinale, questi ha allargato le braccia verso l'ex-presidente e imprenditore romano Alberto Tripi sussurrando in un orecchio: "auguri per il suo recente compleanno".
2 -COME È POSSIBILE CHE UN UOMO ASTUTO COME PROFUMO NON ABBIA VALUTATO IN ANTICIPO LE RESISTENZE DELLE FONDAZIONI AL SUO PIANO? - MARKETTA "FT": DOPO-PROFUMO, ARPE
Dopo il terremoto di ieri dove le voci di dimissioni di Alessandro Profumo si sono rincorse per molte ore, a piazza Cordusio tirano il fiato.
SILVIE DE LA SABLIER EMMA MARCEGAGLIA
Gianni Alemanno
Collegati in streaming con la sede di Londra dove alle 8,30 di stamane il banchiere ex-McKinsey ha presentato i risultati di bilancio agli analisti della City, i dipendenti della direzione milanese sono spaccati a metà.
Da una parte c'è chi dice che Alessandro il Grande ha vinto il primo round e a conferma esibiscono i numeri del Gruppo che hanno fatto schizzare il titolo in Borsa del 5%. L'utile è andato oltre il consensus degli analisti, il patrimonio si è rafforzato ed è arrivato finalmente il dividendo tanto atteso dal popolo bue degli azionisti e dalle Fondazioni.
PAPA Ranzinger Benedetto XVI e CArdinale Bertone
Su un altro fronte sono schierati i critici che parlano senza mezzi termini di un Profumo dimezzato e salvo grazie alla mediazione del massiccio Fabrizio Palenzona e del presidente Dieter Rampl.
Che si arrivasse a un compromesso per guadagnare tempo l'aveva previsto anche ieri Dagospia nella sua infinita miseria, e puntuale è arrivato l'accrocco che sposta al 13 aprile la prova della verità, la data finale entro la quale il Bancone dovrà essere approvato. I critici apprezzano in particolare il ruolo del tedesco Rampl, il 63enne banchiere che dal maggio 2005 rappresenta gli azionisti stranieri di Unicredit, ma si pongono alcune domande.
Come è possibile che un uomo astuto come Profumo non abbia valutato in anticipo le resistenze delle Fondazioni al suo piano?, eppure era da prevedere che chi aveva sottoscritto gli aumenti di capitale per 7 miliardi, pretendesse di avere voce in capitolo in una riorganizzazione che rischia di smantellare la presenza sul territorio. Ancora una volta i critici attribuiscono alla supponenza dell'ex-boyscout genovese la causa di questa imprevidenza, e aggiungono che da qui al 13 aprile ne vedremo ancora delle belle.
MATTEO ARPE PAOLA SANTARELLI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE
Dopo le elezioni la Lega alzerà i toni e le pretese, e non è affatto scontato che la Banca d'Italia dia semaforo verde a un modello di governance che concentra nelle mani della Holding le funzioni sparse sul territorio. Inoltre c'è chi sottolinea che nella sua voracità, Alessandro il Grande paga lo scotto della frettolosa fusione con Capitalia che nel 2007 fu risolta in un paio di settimane.
LORENZO BINI SMAGHI E MOGLIE - copyright Pizzi
Tutti gli uomini vengono al pettine e tra questi i vertici della ex-Capitalia, del Banco di Sicilia e del Banco di Roma che rifiutano di essere messi alla porta dalla nuova creatura di Profumo. La fusione con Capitalia viene ricordata oggi anche dal "Financial Times" che in un articolo a firma del corrispondente Paul Betts, scrive: "dopo quell'operazione Profumo è stato visto dagli azionisti come più attento agli intrighi italiani piuttosto che agli interessi dell'azionariato".
PAGLIARO
L'aspetto più curioso dell'articolo si trova nelle parole finali dove si legge testualmente: "mancano possibili successori e non c'è nessun outsider poiché il preferito dal mercato, Matteo Arpe, è impegnato altrove".
Nei pub di Londra si chiedono che cosa vuol dire la parola italiana "marchetta".
3 - CATTANEO, DOPO TERNA, FARà TOMBOLA CON IL SUCCESSO DELLA LEGA
C'è un uomo a Roma che da un po' di giorni cammina sulle punte. È Flavio Cattaneo, il 47enne manager milanese che dirige Terna, la società delle reti per la trasmissione dell'energia.
Nei giorni scorsi è stato a Londra dove alla sua società è stato conferito il premio come miglior utility europea. La motivazione si riferisce al rendimento del titolo negli ultimi tre anni perché dal 2006 alla fine del 2009 le azioni di Terna sono cresciute del 40% rispetto ai concorrenti degli altri paesi. Per il boccoluto milanese che ha studiato da architetto e poi ha infilato una serie di incarichi che lo hanno portato a dirigere la Rai tra il 2003 e il 2005, questo riconoscimento è molto importante perché gli apre la strada ad altri incarichi.
GERONZI IN POLTRONA
Oggi a Roma sarà accanto al sindaco dalle scarpe ortopediche Gianni Alemanno e all'irrequieto Aurelio Regina per parlare del riassetto della rete elettrica nella Capitale, ma anche lui come tanti altri manager aspetta l'esito delle elezioni e in particolare della Lega che lo considera tra i cavalli da far correre sulle poltrone pubbliche.
4 - BINI SMAGHI CERCALAVORO
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che alla fine di marzo Lorenzo Bini Smaghi Bellarmini, il membro italiano nella BCE, discendente da un'antica e nobile famiglia toscana, sarà ospite del Club Canova che si riunisce solitamente all'hotel Parco dei Principi.
In questa occasione il magnifico Lorenzo parlerà del suo libro sull'euro e farà presente che quando scadrà il suo mandato a Francoforte qualcuno dovrà pensare a trovargli un incarico adeguato".
MArio Draghi - Corrado Faissola - Giovanni Bazoli e Cesare Geronzi
5 - PROCESSIONE A PIAZZETTA CUCCIA
Avviso ai naviganti N.2." Si avvisano i signori naviganti che da meta' mattina e' in corso una strana processione a Piazzetta Cuccia. Secondo l'agenzia Radiocor il primo ad entrare in Mediobanca e' stato il massiccio Palenzona, seguito dopo mezz'ora da Abramo Bazoli. Secondo gli uscieri si stanno chiudendo i giochi per l'assetto finale della merchant bank e di Generali. Dopo l'annuncio fatto a Londra da Profumo che Unicredit vendera' la sua partecipazione nel Leone di Trieste, i bookmakers danno vincente l'accoppiata Pagliaro-Geronzi.







