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1- TUTTO SU “HOSTESSWEB”. ECCO CHI SONO GLI ARTEFICI DELLA SCENEGGIATA RELIGIOSA CHE HA RECLUTATO 600 ’GHEDDAFINE’ DA CONVERTIRE A MAOMETTO PER 80 EURO - 2- NON DITE AL ’PETROLIFERO’ SAPELLI QUANTO IL RAìS SE NE FREGHI DEI DIRITTI UMANI - 3 - IMPERIA, CHE BRUTTO PANORAMA PER FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE: ANCHE LA CORTE DEI CONTI ACCENDERÀ UN FARO SUL NUOVO PORTO PER CAPIRE LA LIEVITAZIONE DEI COSTI DA 30 A 145 MILIONI, E IL FONDAMENTO DELLE ACCUSE SUI DANNI AMBIENTALI - 4- MENTRE BELLAVISTA PASSA I SUOI GUAI CON IL PORTO DI IMPERIA, IL “CUGINO BUONO E RICCO”, SUOCERO DI PIERFURBY CASINI, HA GODUTO COME UN PAZZO QUANDO GIOVEDÌ SCORSO HA LETTO I GIORNALI FRANCESI. SU UNO DI QUESTI (“AUJOURD’HUI EN FRANCE”) È APPARSA A CARATTERI CUBITALI LA NOTIZIA CHE GDF SUEZ, SOCIO DI CALTAGIRONE IN ACEA, HA GONFIATO OLTRE IL 40% LE FATTURE DEGLI UTENTI FRANCESI

1 - CHI SONO GLI ARTEFICI DELLA SCENEGGIATA RELIGIOSA CHE HA RECLUTATO 600 'GHEDDAFINE'
Una pagliacciata, un teatrino, lo spezzone di un film di Mel Brooks con i cavalli di Ben Hur, il secondo Atto di "Amici Miei".

GAUCCI-GHEDDAFIxGAUCCI-GHEDDAFIx

Sono alcuni giudizi sulla folcloristica visita del "missionario" Gheddafi che corrono all'indomani della grande cena dove mancava soltanto Gaucci, il battistrada sessuale di Gianfranco Fini che fu generoso fino al punto di ingaggiare il figlio del Grande Beduino nella squadra del Perugia.

Ambasciatore Libico in Italia GaddurAmbasciatore Libico in Italia Gaddur

Lasciando da parte l'ironia sul teatrino folcloristico, il giudizio più pesante arriva dal "Corriere della Sera" dove il giornalista Franco Venturini, uno dei pochi che ne capisce di politica estera, scrive che si è superato ogni limite e pone alcune domande.

RENATO BRUNETTARENATO BRUNETTA

Un paio di queste sono davvero curiose e riguardano la platea "in fiore" delle vergini romane da convertire all'Islam. "Come si è giunti a queste riunioni che per la loro evidente selettività di sesso e di estetica offendono le donne?", si chiede Venturini, e ancora: "chi ha finanziato una ricerca tanto accurata e tanto difficile (pensiamo alle implicazioni in materia di sicurezza)?".

larussa soldatolarussa soldato

Ai quesiti potrebbe rispondere soltanto il pallido ministro Frattini oppure l'ambasciatore libico a Roma Hafed Gaddur, l'uomo che tiene i rapporti con i big dell'economia e che in via Cortina d'Ampezzo dove ha sede l'ambasciata ha trovato lo spazio per la tenda del profeta.

Resta il fatto che le 600 fanciulle da convertire velocemente sono state ingaggiate dall'agenzia romana "Hostessweb", la stessa che ne aveva prenotate 420 quando Gheddafi arrivò a Roma nel novembre scorso per il vertice Fao.

MarcegagliaMarcegaglia

Il titolare di questa agenzia si chiama Alessandro Londero e in un paio di interviste ha dichiarato il suo entusiasmo per il Colonnello rifiutando con sdegno le insinuazioni di procacciatore di escort. Per mettere insieme il paradiso delle vergini, Londero (romano di 49 anni) ha lavorato come una bestia, ma lo ha fatto volentieri perché dopo la prima esperienza del vertice Fao è stato in Libia dove ha passato ore magnifiche nel deserto insieme ad alcune ragazze della sua agenzia, e a Yvonne Di Vito, la responsabile delle risorse umane di "Hostessweb" che tratta direttamente con l'ambasciata e con la famiglia Gheddafi.

RIOTTARIOTTA

L'agenzia vanta un database di oltre 40mila donne impegnate in Italia e in Europa per coprire qualsiasi evento; tra i suoi clienti annovera aziende come Ferrari, Tim, Piaggio, Fiera di Roma e Lottomatica.

Il Cavaliere di Palazzo Chigi, folgorato sulla via di Tripoli, ha conosciuto "Hostessweb" nel dicembre 2008 quando insieme a Renatino Brunetta e Ignazio La Russa fu lanciato il calendario "Mamma Italia Onlus". Ad oggi risulta che la proprietà dell'agenzia sia in mano a due soci; il primo con una quota maggioritaria di 4.000 euro è lo stesso Londero che è stato nominato amministratore nel febbraio 2004; il secondo, con una quota di 1.000 euro, è un soggetto misterioso che si chiama Omarov Sultan Temir e viene dal Kazakistan.

Sono loro gli artefici della sceneggiata religiosa, ma resta in piedi la domanda centrale dello sdegnato giornalista Venturini: "chi ha finanziato una ricerca tanto accurata e tanto difficile?".

Giulio SapelliGiulio Sapelli

2 - NON FATE SAPERE A SAPELLI QUANTO GHEDDAFI SE NE FREGHI DEI DIRITTI UMANI
Nessun economista di valore è stato invitato alla cena di Gheddafi, ma tra gli studiosi e gli economisti non mancano le perplessità sul valore economico del grande business italo-libico.

Basta vedere come il giornale di Confindustria (l'Associazione guidata dalla Marcegaglia platealmente assente ieri sera) ha relegato a pagina 16 il resoconto sugli accordi colossali che dovrebbero nascere tra i due paesi. Al direttore del "Sole 24 Ore", Gianni Riotta, non sfugge l'allergia che il mondo americano ha nei confronti del Colonnello che invece di portare cammelli ha portato cavalli senza regalare tappeti, e ricatta l'Europa con la richiesta di 5 miliardi di euro.

FRANCESCO CALTAGIRONE BELLAVISTA - Copyright PizziFRANCESCO CALTAGIRONE BELLAVISTA - Copyright Pizzi

L'unico cervello economico che si è davvero sprecato in elogi sulla politica di Gheddafi è Giulio Sapelli, l'economista torinese che ha il merito di parlare sempre con toni veraci e passionali. Le esperienze di Sapelli come studioso riempiono almeno 4 pagine, e ha fatto bene ieri sera Sarah Varetto di "SkyTg24" a chiedergli un'opinione sulla presenza dei capitali libici in Italia.

La bionda giornalista (leggermente abbronzata) ha pensato di mettere Sapelli a confronto con Giampiero Gramaglia, un altro piemontese che ha diretto l'Ansa per 3 anni e ha lavorato a Washington dal 2000 al 2006, oggi collaboratore de "Il Fatto".

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Le scintille sono state inevitabili perché Gramaglia con la sua aria sofferta ha detto che i cavalieri berberi e le amazzoni non possono far dimenticare i diritti umani. A questo punto il massiccio Sapelli si è scatenato in una difesa di Gheddafi e della Libia sdoganata dai business con l'Italia. "Sono contento - ha esclamato l'economista - perché Gheddafi ha scelto di diventare partner e questa scelta rafforzerà i rapporti nella security, nelle infrastrutture e negli sbocchi archeologici. Finalmente la Libia sfugge alla monocultura petrolifera".

Mentre il povero Gramaglia si agitava sulla sedia di Sky, il pluridecorato Sapelli ha ricordato Montesquieu e un suo incontro con il cardinale Casaroli, il prelato che inaugurò i rapporti con l'Unione Sovietica.

Forse vale la pena ricordare per inciso che oltre ad essere rimasto fino a poco tempo fa nel consiglio di amministrazione della Sator di Matteuccio Arpe, il buon Sapelli è stato per 6 anni consigliere di amministrazione dell'Eni e ancora oggi fa parte della Fondazione Enrico Mattei.

PIERFURBY CASINIPIERFURBY CASINI

3 - IMPERIA, CHE BRUTTO PANORAMA PER BELLAVISTA CALTAGIRONE: ANCHE LA CORTE DEI CONTI ACCENDERÀ UN FARO SUL NUOVO PORTO PER CAPIRE LA LIEVITAZIONE DEI COSTI DA 30 A 145 MILIONI, E IL FONDAMENTO DELLE ACCUSE SUI DANNI AMBIENTALI
Vestito in modo impeccabile ma con l'aria un po' dimessa, questa mattina Francesco Bellavista Caltagirone, cugino del Caltariccone editore-banchiere, ha varcato la soglia del Comune di Imperia dove l'aspettava il sindaco per un incontro a porte chiuse.

Francesco Gaetano Caltagirone e giovane compagnaFrancesco Gaetano Caltagirone e giovane compagna

Per l'imprenditore romano che negli anni delle cronache rosa si infilava al Casinò di Montecarlo con l'aria del Grande Gatsby, agosto è stato un mese molto travagliato. La ragione è da cercare nella grana scoppiata intorno al nuovo porto di Imperia dove la società Acquamare di Caltagirone è incappata in una serie di guai.

LONDERO E BERLUSCONILONDERO E BERLUSCONI

Eppure quando fu lanciata l'iniziativa del nuovo porto per 800 posti barca, Francesco Bellavista e l'ex-ministro dell'aeroporto di Albenga, Sciaboletta Scajola, si squagliavano nell'orgoglio. Il nuovo porto avrebbe dovuto dare una spinta fondamentale al settore della nautica e Scajola ne affidò il progetto a un suo fedelissimo, l'architetto Emilio Morasso che a Ferragosto ha tagliato la corda per il mancato pagamento della parcella da 500mila euro.

Alessandro LonderoAlessandro Londero

Non è solo questo il fastidio dell'imprenditore romano, grande e generoso amico della defunta Maria Angiolillo e titolare del Gruppo Acqua Marcia che gestisce alberghi in Sicilia e immobili di pregio nella Capitale.

Anche la Corte dei Conti accenderà un faro sul nuovo porto per capire la lievitazione dei costi da 30 a 145 milioni, e il fondamento delle accuse sui danni ambientali.

Alessandro LonderoAlessandro Londero

4 - E CALTA-RICCONE GODE
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che mentre Francesco Bellavista Caltagirone passa i suoi guai con il Porto di Imperia, il "cugino buono e ricco", suocero di Pierfurby Casini, ha goduto come un pazzo quando giovedì scorso ha letto i giornali francesi.

Su uno di questi ("Aujourd'hui en France") è apparsa a caratteri cubitali la notizia che GDF Suez, socio di Caltagirone in Acea, ha gonfiato le fatture degli utenti francesi. Secondo le testimonianze raccolte dal giornale la società avrebbe inviato a casa di poveri vecchietti fatture con un aumento da un anno all'altro di oltre il 40%".

 

 
[31-08-2010]