AD AVVOLTOIO, AVVOLTOIO E MEZZO! - ELLIOTT CONTRO VIVENDI: ‘FAR DIMETTERE I CONSIGLIERI È UNA MOSSA CINICA E AL SERVIZIO DEI SUOI INTERESSI, A DANNO DEGLI ALTRI AZIONISTI CHE NON POTRANNO ESPRIMERE IL LORO VOTO NELL’ASSEMBLEA DEL 24 APRILE’ - GLI AMERICANI SONO INDIGNATI ALLO STESSO TEMPO ‘NON SOPRESI DELLA MOSSA’. E RICORDANO CHE LORO SONO IN TELECOM DAL 1999, ‘BEN PRIMA DI VIVENDI’

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(ANSA) - La mossa di Vivendi, che ha fatto dimettere i suoi consiglieri in Tim, viene bollata da Elliott come "cinica e al servizio dei suoi interessi" in quanto "ritarda la possibilità degli azionisti di Telecom Italia di esprimere il loro voto nell'assemblea del 24 aprile". "Questo è un altro esempio di come i diritti delle minoranze in Telecom Italia siano cancellati e della continua indifferenza alla migliori prassi di governo societario”, si legge in una nota del fondo Usa.

 

DE PUYFONTAINE BOLLORE DE PUYFONTAINE BOLLORE

"Considerata la forza dietro la campagna di Elliott in Tim per migliorare sia le performance che la corporate governance di Telecom Italia, Elliott non è sorpreso di aver visto ieri le dimissioni di sette membri del board affiliati con Vivendi”, si legge ancora nella nota. Elliott ricorda anche a Vivendi il suo “track-record di 40 anni di consistente creazione di valore e il suo impegno duraturo e di lungo termine nel mettere in luce le carenze nella corporate governance e catalizzare cambiamenti positivi”. Al riguardo il fondo di Paul Singer sottolinea che “la storia del suo investimento in Telecom Italia risale al 1999, ben prima che Vivendi diventasse azionista della società”.

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