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attacco cardia-co allo STILE CONSOB - scriveva nel marzo 2009 Malagutti su ’l’espresso’: "quando il presidente della Consob Lamberto Cardia sarà chiamato a valutare il progetto di riorganizzazione del gruppo Burani quotato in Borsa dovrà tener presente una questione supplementare. Una questione di famiglia. Suo figlio Marco, 45 anni, avvocato, è infatti partner d’affari dei Burani"....

1- STILE CONSOB
Vittorio Malagutti per "l'Espresso
" (n. 12 - 2009)

CARDIACARDIA

Le carte dell'operazione arriveranno sul suo tavolo al più tardi in aprile. Ma quando il presidente della Consob Lamberto Cardia sarà chiamato a valutare il progetto di riorganizzazione del gruppo Burani quotato in Borsa dovrà tener presente una questione supplementare. Una questione di famiglia. Suo figlio Marco, 45 anni, avvocato, è infatti partner d'affari dei Burani.

Nel 2008, in ottobre, è stata costituita a Reggio Emilia la società Bca, che si occupa di "consulenza e assistenza sul tema della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche". Per i Burani, attivi nella moda, è un esordio in campo legale. Cardia junior invece, grazie ai nuovi soci emiliani, ha allargato il suo raggio d'azione professionale. Il figlio del presidente Consob possiede il 50 per cento della neonata società. Ai Burani fa capo il 44 per cento.

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2- QUEL PRESIDENTE È PIENO DI CONFLITTI
Vittorio Malagutti per "L'espresso
" (n.14 - 2010)

...Solo che di lì a qualche mese l'argomento torna d'attualità. E questa volta al centro di tutto c'è la griffe Burani, marchio della moda controllato dall'omonima famiglia emiliana. Cardia junior si era messo in affari anche con loro. Una decisione doppiamente sfortunata. In primo luogo perché il rapporto si è sciolto dopo meno di un anno, nell'agosto 2009. E poi perché il 17 marzo scorso i Burani hanno fatto crack, travolti da oltre 500 milioni di debiti.

Il tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato lo stato d'insolvenza della Mariella Burani Fashion group, la holding quotata in Borsa del gruppo. Lo stop dei giudici è arrivato dopo un'agonia durata almeno un paio di anni. Un'agonia scandita da manovre sui titoli e disperati tentativi di salvataggio. Proprio in quel periodo a dir poco travagliato l'azienda emiliana ha finito per incrociare la rotta di Cardia junior.

Walter e Giovanni BuraniWalter e Giovanni Burani

Vediamo come è andata. A ottobre del 2008 Marco Cardia crea insieme ai Burani una società, battezzata Bca, che si dovrebbe occupare, come recita l'oggetto sociale, di "consulenza e assistenza sul tema della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche". Proprio in quelle settimane, tra settembre e ottobre, la famiglia Burani lancia un'offerta pubblica d'acquisto (Opa) su una parte dei titoli della propria holding quotata in Borsa. L'operazione, al centro di voci e pettegolezzi negli ambienti finanziari, ottiene comunque il via libera della Consob.

Mariella BuraniMariella Burani

In questi giorni, però, il dossier è tornato all'attenzione della Procura di Milano che sta indagando sul crack. Il sospetto è che l'opa parziale sia servita a dare una via d'uscita ad alcuni soci privilegiati prima che il dissesto fosse evidente. Intanto, a marzo del 2009, un articolo de "L'espresso" rivela i rapporti tra l'avvocato Cardia e i Burani provocando la reazione del presidente della Consob, che non partecipa ai lavori della Commissione quando entra in ballo il gruppo emiliano.

Va detto che a partire dalla scorsa estate, quando la situazione del gruppo ha cominciato a farsi critica, l'authority di vigilanza ha marcato stretto i Burani. È stata deliberata un'ispezione e proprio di recente sono stati impugnati gli ultimi bilanci del gruppo. ...

 

 
[29-07-2010]