BANCHE VENETE, PER IL SALVATAGGIO LA UE ALZA LA POSTA. SERVE UN MILIARDO IN PIU’ E LO DEVONO METTERE I PRIVATI, NON PUO’ INTERVENIRE LO STATO - PORTE IN FACCIA DAGLI ISTITUTI PIU’ GRANDI “SOLLECITATI” DA TESORO E BANKITALIA - -

Condividi questo articolo

 

Luca Davi e Marco Ferrando per il Sole 24 Ore

 

assemblea pop vicenza assemblea pop vicenza

Si alza il conto per il salvataggio delle due ex popolari venete: la Commissione europea ha chiesto un miliardo in più per concedere il via libera dello Stato. Il problema è che dovrà trattarsi di contributi a carico dei privati, e non dello Stato nell’ambito della ricapitalizzazione precauzionale disciplinata dalla legge Salva risparmio con il suo budget da 20 miliardi.

 

La notizia, inizialmente diffusa da Reuters, trova conferme e dettagli da più fonti vicine alla trattativa in corso tra le due banche, il Tesoro e la Commissione europea consultate da Il Sole 24 Ore.

 

MARGRETE VESTAGER MARGRETE VESTAGER

Il commissario Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager ha parlato di negoziato «non così avanti» sulle due banche venete in un’intervista a La Stampa, e secondo quanto risulta in effetti il confronto degli ultimi giorni avrebbe radicalmente cambiato lo schema dell’operazione da 6,4 miliardi: il totale dovrebbe rimanere lo stesso, ma il contributo a carico dei privati, attualmente pari ai 940 milioni dell’anticipo versato da Atlante a dicembre più i 700 milioni derivanti dalla conversione dei bond subordinati, è salito di un altro miliardo; al contempo, si ridurrebbe da 4,7 a 3,7 il contributo da parte dello Stato.

 

veneto banca assemblea soci veneto banca assemblea soci

Tutto questo perché negli ultimi passaggi della trattativa si sarebbero aggiornate le valutazioni sui 18,7 miliardi di Npl che al 31 dicembre facevano capo alle due banche: 9,6 miliardi lordi sono sofferenze, già svalutate del 62,2% a Vicenza e del 59,4% a Montebelluna; pulizia è stata fatta, ma i valori sono ancora più alti di quelli medi praticati dal mercato, dunque pesanti svalutazioni saranno necessarie nella fase di uscita.

ignazio visco piercarlo padoan ignazio visco piercarlo padoan

 

Secondo alcune fonti, Dg Comp potrebbe aver chiesto una svalutazione dei crediti a valori immediati di realizzo, punendo così ulteriormente le due venete. Per coprire le perdite, stando alle regole della Brrd rigorosamente applicate dalla Dg Comp, le due banche potranno utilizzare soltanto risorse extra rispetto all’aumento a carico dello Stato: ci sono i 3,9 miliardi di patrimonio netto e i 940 milioni di Atlante, che però in base alle valutazioni - decisamente più basse - delle sofferenze effettuate negli ultimi giorni si sarebbero rivelati insufficienti.

 

alessandro penati alessandro penati

Ma chi ce lo potrà mettere il miliardo in più? Per Bruxelles basta che arrivino. L’ipotesi più realistica è l’ingresso di nuovi investimenti da fuori, verosimilmente da interlocutori più sani del comparto bancario, i più interessati alla complessiva tenuta del sistema: da quando, nelle scorse ore, si è manifestato il nuovo fabbisogno dal Tesoro e dalla Vigilanza sono subito partite le prime comunicazioni informali con le principali banche italiane, ma le risposte non sarebbero state tutte positive.

 

 

Condividi questo articolo

media e tv

DIO PERDONA, FELTRI NO: “SELVAGGIA LUCARELLI, FORMIDABILE SCRITTRICE CHE SI DISTINGUE PER NON DIRE NIENTE DI INTELLIGENTE, SCRIVE CHE SONO UN NONNO RINCOGLIONITO. PER OFFENDERE UN ANZIANO BASTA RAMMENTARGLI DI ESSERLO. UNA TECNICA MISERABILE. C'È CHI SI RIFÀ LA REPUTAZIONE E CHI SI RIFÀ LE TETTE. LA LUCARELLI NON È IN GRADO DI RIFARSI LA PRIMA PERCHÉ NON L'HA MAI AVUTA, LE TETTE SE LE È GIÀ RIFATTE CON RISULTATI MEDIOCRI. SUL SUO CERVELLO NON MI ESPRIMO, NON L'HO SCOVATO”

politica

business

cronache

sport

cafonal