LA BOLLA DEI BITCOIN – ALLARME DI BANKITALIA. IN UN GIORNO LA CRIPTOVALUTA HA SUPERATO GLI 11 MILA DOLLARI (+13%) PER POI SCIVOLARE SOTTO I 10 MILA – PANETTA: “ANCHE LA CINA NON E’ RIUSCITA A REGOLAMENTARE IL SETTORE. E LI’ SANNO COME IMPORRE LE REGOLE” – PER JAMIE DIMON DI JPMORGAN E’ “UNA GRANDE FRODE A CIELO APERTO”

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L.Mar. per il Messaggero

 

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Nuovo record per il Bitcoin, che ieri mattina è arrivato oltre quota 11.000 dollari: in un solo giorno ha guadagnato il 13% per poi sprofondare in serata a quota 9.500. La corsa è ormai senza freni, al punto che la Banca d'Italia, attraverso le parole del vicedirettore generale Fabio Panetta, si è convinta a lanciare alcuni avvertimenti.

 

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Il Bitcoin e le criptovalute in genere sono anzitutto «contratti vulnerabili a crisi di sfiducia che possono essere repentine», ha detto ieri Panetta parlando davanti ai membri della Commissione Finanze della Camera. Ma ha aggiunto che si tratta di fenomeni difficili da regolamentare, come ha dimostrato l'esperienza cinese. «Non vorrei essere nei panni di chi dovrà scrivere le norme», ha aggiunto. Peraltro, «non abbiamo nessuna visibilità sul volume delle transazioni tranne quanto vengono convertite in euro ma queste sono la punta dell'iceberg». Va detto che a livello internazionale le valutazioni sui Bitcoin sono fortemente contrastanti per Jamie Dimon, ceo di JpMorgan, che li giudica «una grande frode a cielo aperto». 

 

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Visto da Bankitalia, «non si vede la forza intrinseca di questi strumenti». Ma è possibile immaginare una regolamentazione, visti i rischi di bolla che fatalmente si portano? «Il tentativo cinese non ha avuto successo - ha precisato lo stesso Panetta - nonostante quello sia un Paese che sa come imporre le norme». Dunque, è difficile immaginare come il fenomeno possa essere imbrigliato. «Il grafico con la dinamica del valore del Bitcoin», ha concluso il vicedirettore generale, «mi ha ricordato l'evoluzione del prezzo dei tulipani in Olanda di qualche secolo fa (una delle più famose bolle finanziarie finite in tragedia, ndr), vediamo se avrà la stessa evoluzione».

 

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Va però anche detto che cresce l'esercito di chi non vuole rimanere fuori. Dopo Cme Group, il mercato dei future di Chicago, anche il Nasdaq e il broker Cantor Fitzgerald stanno valutando se lanciare future di Bitcoin. Stando al Wall Street Journal, il Nasdaq punterebbe a farlo nella prima metà del 2018 seguendo le orme dell'operatore di Borsa con sede a Chicago. E anche il questo caso il rischio bolla non sembra una preoccupazione. Infine, sempre ieri Panetta ha parlato dell'«opportunità Fintech», che tuttavia obbliga le banche a investire molto visto che «può intaccare il 60% dei profitti dall'attività al dettaglio».

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