BOLLORE’ AGNELLINO - VIVENDI PRESENTERA’ ALL’AGCOM UN PROGETTO PER DEPOSITARE IN UN BLIND TRUST IL 20% DELLE AZIONI MEDIASET. PRIMA DELL’EVENTUALE VIA LIBERA, L’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI DOVRA’ CONFRONTARSI CON LA CONSOB - LE GARANZIE CHE IL “TRUST” SIA CIECO DAVVERO 

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Aldo Fontanarosa per La Repubblica

 

angelo cardani agcom angelo cardani agcom

Prove tecniche di pace tra Vivendi e il nostro Garante per le Comunicazioni. Oggi stesso, al più tardi lunedì il gigante francese dei media depositerà in AgCom una proposta di accordo. Come già a giugno e poi ad agosto, Vivendi si impegnerà ad affidare a un soggetto finanziario indipendente - a un blind trust - una quota di azioni di Mediaset pari al 20 per cento (su un totale del 29,94).

 

vincent bollore vincent bollore

La mossa, per rispondere alle obiezioni del Garante che da aprile lamenta la presenza simultanea dei francesi in Mediaset e Telecom Italia, in violazione delle nostre norme anti-concentrazione. La novità di oggi è che i francesi, più che in passato, accettano l' idea che questo trust sia davvero "cieco" e indipendente. Più che in passato, Vivendi acconsente a mettere in campo un trust autonomo dalle sue volontà, impermeabile a qualsiasi condizionamento o influenza. Gli uffici tecnici dell' Ag-Com - che secondo le agenzie Reuters e Ansa hanno già esaminato la nuova proposta francese - la considerano piuttosto convincente.

mediaset vivendi mediaset vivendi

 

Il giudizio dei tecnici può pesare, certo. Ma la decisione finale spetterà al Consiglio dei commissari del Garante, che si riunirà mercoledì della prossima settimana. Peraltro non è scontato che il Consiglio si pronunci già mercoledì perché l' AgCom è orientata a sentire la Consob, sentinella del risparmio e dei mercati borsistici, che pure ha acceso un faro sul nodo Mediaset-Vivendi.

 

berlusconi confalonieri mediaset berlusconi confalonieri mediaset

Oltre alle caratteristiche del trust, che il Garante vuole del tutto indipendente, l' altro punto chiave è rappresentato dalle assemblee straordinarie del gruppo televisivo della famiglia Berlusconi. A lungo, i francesi hanno chiesto di conservare i diritti di voto nelle straordinarie, così da mantenere il potere di veto su decisioni sgradite o contrarie ai loro interessi.

 

Anche su questo punto, adesso Vivendi avrebbe fatto retromarcia. Spetta sempre ai commissari del Consiglio AgCom verificare, mercoledì e nei giorni successivi, se la loro posizione sia davvero soddisfacente.

 

 

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