BORSA IN RIALZO (MIBTEL +1.84%) – CROLLO DELLE VENDITE AL DETTAGLIO – VERTICI FORD SI TAGLIANO I SALARI – GIAPPONE IN CADUTA LIBERA – COLANINNO DAI CACCIATORI DI TESTE – GOVERNO GB SALIRà AL 70% DI LLOYDS - L’addio di Murdoch AL SUO BRACCIO DESTRO…
Logo "Ford"1 - Borsa: Milano apre in rialzo...
(ANSA) - Avvio in deciso rialzo per Piazza Affari: Mibtel +1,84% a 12.864 punti, S&P/Mib +2,08% a 15.436 punti, All Stars +1,19% a 7.941 punti.Apertura in rialzo anche per la Borsa di Londra, con l'indice Ftse100 in progresso dello 0,50% a 3.835,47 punti; per la Borsa di Francoforte, con il Dax a 3.937,93 punti (+1,08%).
2 - COMMERCIO: VENDITE DETTAGLIO '08 -0,6%, RECORD DA '97...
(ANSA) - Le vendite al dettaglio nel 2008 hanno segnato una contrazione dello 0,6% rispetto alla media del 2007, registrando la peggiore performance dal 1997. Il calo registrato nel complesso del 2008 - ha comuniocato oggi l'Istat - è il peggiore da quando è iniziata la serie storica, hanno precisato i tecnici del'Istat, aggiungendo che la precedente variazione negativa in media d'anno risale al 2004, quando si era registrato un -0,4%.
3 - Ford: vertici si tagliano i salari...
(ANSA) - I vertici della Ford si tagliano i salari, secondo una memo interna riportata dal Wall Street Journal. Il presidente William Ford Jr e l'amministratore delegato Alan Mullaly hanno accettato un taglio dei salari del 30% per i prossimi due anni. Rinunce saranno effettuate anche dal board nel suo complesso, mentre i bonus legati alle performance dei colletti bianchi e dei senior manager della societa' per il 2009 saranno eliminati.
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4 - Auto: crolla produzione giapponese...
(ANSA) - Toyota, Honda e Nissan hanno segnato a gennaio pesanti cali della produzione e delle vendite domestiche. Toyota ha annunciato per il sesto mese di fila una frenata produttiva interna del 40,3% e una estera del 44,8%. Per Honda cali della produzione del 23%, delle vendite del 23,4%, dell'export del 46,3%. Nissan, infine, ha visto la produzione domestica calare del -59%, le vendite del 24,6%, le esportazioni del 62,1%, la produzione estera del 51,2%.
5 - Giappone: a gennaio export - 45%...
(ANSA) - Il Giappone segna a gennaio un deficit commerciale di 952,58 miliardi di yen (8 miliardi di euro). Il dato e' dovuto al crollo dell'export del 45,7% su base annua. Lo rende noto il ministero delle Finanze, precisando che il saldo commerciale e' negativo per il quarto mese di fila.
6 - SAnofi Aventis: successo su Zentiva...
(ANSA) - Sanofi-Aventis ha annunciato oggi che dopo il 'successo' della sua offerta controllera' il 94% del gruppo farmaceutico ceco Zentiva. Il gruppo francese, gia' in possesso del 25% di Zentiva, ha ottenuto 'formulari di accettazione dell'offerta su 27.388.049 azioni' corrispondenti a circa il 70% del capitale. Sanofi-Aventis aveva prolungato fino al 20 febbraio la sua offerta che valorizzava Zentiva 1,8 miliardi di euro.
7 - L'addio di Murdoch al caro Chernin...
Da "Il Sole 24 Ore" - Il suo è stato un " contributo incommensurabile". Così Rupert Murdoch ha dato l'addio al braccio destro di sempre, Peter Chernin, che ha deciso di mettersi in proprio. Forse davvero incommensurabile non è, ma la misura del valore del top executive è davvero alta: Chernin, per restare finora al fianco di Murdoch senza ambire a successioni riservate ai figli del magnate, ha strappato contratti che adesso gli garantiscono il futuro. Nei prossimi sei anni potrà sfornare con la Fox produzioni televisive e cinematografiche, per l'esattezza almeno due film l'anno. Il suo piano pensionistico vale undici milioni e altri compensi deferiti sono stimati in almeno 28 milioni.
Nel 2008, inoltre, aveva già guadagnato più dello stesso Murdoch: 28,8 milioni, grazie a un salario di base di 8,1 milioni gonfiato da incentivi rispetto ai 27,5 milioni di Rupert. Tanto vale la fama di essere fra i migliori executive americani nei mass media. Una fama da Oscar: Chernin se n'è andato dopo che la "sua" Fox nel weekend ha vinto ben otto statuette con Slumdog Millionaire. (M. Val.)
Rupert Murdoch8 - Un pacco postale per Intesa Vita...
Da "Il Sole 24 Ore" - I giocatori della partita assicurativa Toro Alleanza attendono i risultati dell'altra sfida in casa Generali, Intesa Vita, per compilare la classifica definitiva dei manager in zona retrocessione. Con l'integrazione fra Alleanza e Toro parte delle prime linee delle due società del Leone sono infatti a rischio. Solo i vertici del nuovo polo sono certi: il presidente Amato Luigi Molinari, che nel mondo assicurativo viene anche indicato come possibile candidato alla presidenza dell'Ania,e il Ceo Luigi De Puppi. Sugli altri, pesano invece i 60 milioni di "sinergie di costo" già annunciati dalle Generali. Per alcuni di loro, una ricollocazione nel gruppo triestino si potrebbe aprire in caso rinnovo dell'alleanza di bancassicurazione fra Generali e Intesa.
Certo, il vertice della società di bancassicurazione Intesa Vita, Erik Stattin, è considerato inamovibile nel gruppo guidato da Corrado Passera. Tuttavia il suo passato di manager in Poste Vita, e la strategia delle polizze ai Cdo, sembra inseguirlo: le Poste contano oggi le perdite di quelle scelte manageriali, ma il danno di immagine sembra scontarlo Stattin. (R.Fi.)
9 - Cacciatori di teste reclutati da Colaninno...
Da "Il Sole 24 Ore" - Per Roberto Colaninno, presidente di Alitalia, è stato più agevole scegliere il partner estero che la persona cui affidare la più delicata delle funzioni a lui riservate dalla ripartizione di poteri con l'a.d., Rocco Sabelli: il «coordinamento e sovrintendenza dei rapporti con gli organi di informazione». La compagnia ancora non ha un direttore delle relazioni esterne e comunicazione. Segnalazioni e candidature non mancano, ma non convincono Colaninno, che si è affidato al cacciatore di teste francese Eric Salmon. Colaninno invece ha già riempito le altre due caselle di sua competenza. Per «l'organizzazione e coordinamento della segreteria societaria» ha scelto l'avvocato Vanessa Del Sole.
E ha affidato i rapporti istituzionali a un dirigente della vecchia compagnia, Guido Improta, che si è garantito un posto all'Alitalia con appena due mesi di permanenza nel 2006. Improta aveva poi seguito Francesco Rutelli al Governo come vice e quindi capo di Gabinetto ai Beni culturali. Dopo due anni in aspettativa, è stato riassunto nel maggio 2008, tre mesi prima del commissariamento. (G.D.)
10 - Il saldo in declino del conto in Svizzera...
Da "Il Sole 24 Ore" - Tra crisi delle grandi banche e segreto bancario messo sotto accusa da Usa ed Ue, si parla molto di capitali in Svizzera. Ma a quanto ammontano i patrimoni gestiti nella Confederazione? Ecco la risposta: a fine 2008, la somma era nel complesso di 3822 miliardi di franchi (2565 miliardi di euro), secondo i dati della Banca nazionale svizzera. Una cifra di tutto rilievo, che fa mantenere alla piazza elvetica la sua leadership internazionale, ma che segna una flessione del 27% rispetto al 2007. Dunque, fuga di capitali dalla Svizzera? Non proprio.
È vero che c'è stato un deflusso di fondi, soprattutto da Ubs colpita dalla crisi, ma molti di questi fondi secondo gli analisti sono andati alla fine ad altre banche svizzere. Il passo indietro è dovuto quindi in grande misura all'andamento negativo dei mercati, che ha danneggiato la parte azionaria degli investimenti e che riguarda un po' tutte le piazze. La Svizzera certo sta arretrando, ma su questo versante non è sola. (L.Te.)
Roberto Colaninno
11 - IL GOVERNO INGLESE SI PREPARA A CORRERE IN AIUTO DI LLOYDS MA SALIRÀ AL 70% DEL CAPITALE...
Da "La Stampa" - Il gruppo bancario Lloyds non dovrebbe ottenere favori gratuitamente. Il governo del Regno Unito sembra intenzionato a ristrutturare i suoi 4 miliardi di sterline di azioni privilegiate nella banca, facendo risparmiare a Lloyds i 480 milioni di sterline all'anno per il rimborso della loro pesante cedola del 12%. Garantire a Lloyds una certa flessibilità finanziaria è prudente. Ma il governo ha bisogno di ottenere qualcosa in cambio. Questa non sarebbe la prima volta che le condizioni del capitale concesse durante il salvataggio delle banche nel Regno Unito a ottobre vengono modificate.
Il mese scorso, Royal Bank of Scotland ha convertito i suoi 5 miliardi di sterline di azioni privilegiate del salvataggio in azioni ordinarie, risparmiando 600 milioni di sterline di interessi annuali. La contropartita è stata un aumento della partecipazione del governo dal 58% al 70%. I dettagli dell'accordo di Lloyds non sono ancora emersi ma secondo i primi rapporti potrebbe cavarsela convertendo le sue azioni privilegiate in strumenti non diluibili, simili alle azioni. Ciò significa che la quota del governo rimarrebbe al 43%.
Lloyds ha bisogno di tregua. Forse, il 27 febbraio la banca dichiarerà una perdita di 10 miliardi di sterline. Forse farà rientrare 250 miliardi di asset tossici nel programma governativo di garanzia delle attività a una commissione del 3-4%, con un costo di 8 miliardi l'anno. La commissione sarà pagata anche attraverso un nuovo tipo di titolo senza voto, quasi simile alle azioni. Evitare a Lloyds sia i pagamenti delle cedole sia un'altra diluizione è conforme agli obiettivi politici del Regno Unito.
Il governo vuole che le banche siano gestite dal settore privato e, risparmiando agli azionisti un'altra punizione, potrebbe migliorare la fiducia degli investitori nel settore. Lo Stato desidera inoltre che le banche aumentino i prestiti e il risparmio delle cedole potrebbe finanziare direttamente una maggiore attività di prestiti di Lloyds. Tuttavia, il governo non può iniziare a fare favori. Lloyds, come Rbs, dovrà pagare per la generosità del governo.







