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BORSE CHIUDONO IN CALO BRUCIANDO 207 MLD DI EURO – CITIGROUP SI RIDURRà DI UN TERZO – BONOMI DA AD A DG DELLA SEA PER GUADAGNARE DI Più – SANTANDER SOTTO INCHIESTA PER MADOFF – YAHOO CHIAMA CAROL BARTZ, LA regina di Silicon Valley…

1 - BORSE EUROPEE: IN FUMO 207 MILIARDI DI EURO...
(AGI) -
Con la sessione di oggi le borse europee hanno bruciato 207 miliardi di euro. L'indice di riferimento Dj Stoxx 600 ha perso il 4,3% attestandosi a 192,99 punti.

Piazza AffariPiazza Affari

2 - BORSA: PIAZZA AFFARI CHIUDE IN DECISO CALO, MIBTEL -3,16%...
(ITALPRESS) - Chiusura in deciso calo a Piazza Affari, al termine di una seduta che si era aperta invece all'isegna dei guadagni. L'indice Mibtel ha fatto segnare nel finale un -3,16% a quota 14.738 punti, mentre l'S&PMib cede il 3,56% a 18.763 punti. In ribasso anche l'All Stars, che lascia sul terreno il 2,12% a quota 8.586 punti. Fra i titoli del listino milanese, fra i pochi rialzi in evidenza Terna con un +1,19%, seguito da Mediobanca e Snam Rete Gas. Fra i maggiori ribassi del listino, invece, Italcementi cede oltre sette punti, ma in deciso calo anche Luxottica, Banco Popolare, Unicredit e Buzzi Unicem.

Il segno meno prevale in chiusura di seduta anche sulle altre principali Borse europee, spinta al ribasso dai dati economici negativi provenienti dagli Usa, con Wall Street che ha aperto le contrattazioni in deciso affanno. Fra le piazze finanziarie, Parigi chude a -4,56%, Francoforte cede il 4,63% mentre Londra arretra del 5,09%.

3 - INDUSTRIA: PRODUZIONE ANCORA GIU'...
(ANSA) -
La produzione industriale a dicembre registrera' una frenata con un calo mensile del 2,1% e un crollo del 10,1% rispetto a dicembre 2007.E' quanto prevede il centro studi di Confindustria che stima anche un peggioramento del Pil 2008 a -0,6% contro il -0,5% stimato a dicembre. Il calo di dicembre, spiega Confindustria, e' dovuto alla chiusura straordinaria degli impianti, soprattutto di beni durevoli e alla riduzione dell'orario di lavoro in numerosi settori industriali.

4 - CITIGROUP: SI RIDURRA' DI UN TERZO...
(ANSA) -
Citigroup dovrebbe a breve annunciare una drastica riduzione, con cui l'attuale conglomerato finanziario dovrebbe snellirsi di un terzo. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui Citigroup dovrebbe svelare la riorganizzazione il 22 gennaio. Citigroup conta su circa 300.000 dipendenti in 100 paesi. Secondo il New York Times, Citigroup potrebbe cedere o separare CitiFinancial, il Global Asset Management, Primerica, gli asset illiquidi legati ai mutui dalle sue attivita' di core business.

Giuseppe BonomiGiuseppe Bonomi

5 - SEA: PRESIDENTE BONOMI DA AMMINISTRATORE DELEGATO A DIRETTORE GENERALE...
Radiocor - Giuseppe Bonomi
, presidente di Sea, dal primo gennaio 2009 e' diventato direttore generale dopo avere rimesso le deleghe di amministratore delegato. La decisione, secondo quanto risulta a Radiocor, e' arrivata in un consiglio di amministrazione della societa' di meta' dicembre. Bonomi, dopo avere informato l'azionista Comune di Milano, aveva annunciato al consiglio l'indisponibilita' a continuare a mantenere il ruolo di amministratore delegato a fronte del nuovo compenso proposto dal consiglio calcolato alla luce delle nuove leggi in vigore sui manager pubblici.

Il cda ha quindi deciso di assumere Bonomi come dipendente con un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e con inquadramento dirigenziale. La retribuzione del nuovo direttore generale e' individuata in un importo fisso annuo compreso fra un minimo di 550 mila ed un massimo di 650 mila euro oltre a un compenso secondo gli obiettivi (Mbo). La scelta di nominare Bonomi direttor e generale, spiega la Sea a Radiocor, e' stata presa 'd'accordo con l'azionista di maggioranza per rendere, in una situazione cosi' complicata per la Sea, piu' stabile l'assetto di governo della societa''.

6 - E MADRID INDAGA SUI FONDI SANTADER...
Elisabetta Rosaspina per il "Corriere della Sera" - Santander
sotto inchiesta. Per il presidente Emilio Botin, che aveva scommesso di chiudere il bilancio del 2008 con utili per 10 miliardi, l'anno nuovo comincia invece con qualche cattiva notizia: la prima è che la procura anticorruzione spagnola sta indagando secondo il Wall Street Journal - sui rapporti del gruppo con il finanziere americano Bernard Madoff, attuale recordman della truffa internazionale. La banca spagnola ha un'esposizione diretta di 17 milioni, ma i suoi clienti internazionali hanno subito un'ancor più grave emorragia di 2,3 miliardi.

Gli inquirenti non sono del tutto certi che il Santander, per quanto vittima stessa di Madoff, fosse davvero all'oscuro della natura degli affari del trader. Tra gli elementi che inducono gli investigatori a qualche sospetto, stando al giornale americano, c'è la provenienza geografica dei truffati, per due terzi sudamericani. Investendo nel fondo Optimal, che fa capo al Santander, 3.000 clienti latinoamericani e, in particolare, brasiliani, argentini e messicani hanno perduto fino all'80% immolando sull'altare di Madoff oltre un miliardo.
Sullo sfondo dell'indagine della procura si muovono anche alcuni grossi studi legali, spagnoli, sudamericani e Usa, incaricati dalle vittime di avviare azioni legali contro Optimal, a nome del quale il Santander non intenderebbe rispondere.

7 - SVOLTA PER YAHOO! CHIAMA LA BARTZ, REGINA DI SILICON VALLEY...
Giuliana Ferraino per il "Corriere della Sera" -
Una donna al vertice di Yahoo! Carol Bartz diventa con effetto immediato il nuovo ammini-stratore delegato al posto del dimissionario Jarry Yang, uno dei due fondatori (con David Filo) della società Internet, mentre Sue Decker, presidente del motore di ricerca, lascerà il gruppo. Bartz, 60 anni, presidente esecutivo di Autodesk, la società californiana di software di cui è stata amministratore delegato dal 1992 al 2006, è una veterana della Silicon Valley e siede, fra l'altro, nel consiglio di amministrazione di giganti tecnologici come Cisco System e Intel (del quale fa parte anche Sue Decker).

Yang YahooYang Yahoo

La sua nomina termina una ricerca durata circa due mesi per trovare il sostituto di Yang, che a metà novembre aveva annunciato di rinunciare all'incarico appena fosse stato trovato un nuovo Ceo. Ma il mercato è rimasto deluso dalla scelta e sul listino del Nasdaq il titolo di Yahoo! ha perso fino al 2%, subito dopo le anticipazioni pubblicate sul sito online del Wall Street Journal e prima dell'annuncio ufficiale, per poi chiudere in calo di circa l'1%.

8 - DEUTSCHE BANK CHIEDE AIUTO AL GOVERNO TEDESCO PER NON STRAPAGARE POSTBANK...
A cura di Hugo Dixon per "La Stampa" -
All'amministratore delegato di Deutsche Bank, Josef Ackermann, è costato più caro del previsto l'aver battuto gli altri pretendenti nella scalata alla rivale Deutsche Postbank. A settembre, il più grande istituto di credito tedesco aveva convenuto di versare fino a 4,4 miliardi di euro per poco più del 50% di Postbank - una quota che ai prezzi di mercato vale oggi circa 1,4 miliardi. Deutsche Bank non ha molto potere sul venditore, Deutsche Post. Ma dovrebbe ugualmente provare qualcosa. Il valore di mercato di Postbank è precipitato dopo le ingenti perdite subite nel portafoglio azionario e in quello dei crediti strutturati, che quest'anno potrebbero portarla a un passivo di 1 miliardo. Nel frattempo, per Deutsche Bank si prospetta una duplice batosta - questo trimestre dovrà acquistare il 30% di Postbank per 2,9 miliardi, e poi un altro 20% per 1,5 miliardi, per un totale pari a ben 3,7 volte il valore contabile stimato.

YAHOO YAHOO

L'operazione non è mai sembrata conveniente per gli azionisti di Deutsche Bank. I benefici per la banca sono pochi e derivano dall'accesso a 14 milioni di clienti retail, la maggior parte dei quali a basso reddito, e ai relativi depositi. Deutsche Bank riduce inoltre la sua esposizione al settore di banca d'investimenti, ma gli azionisti possono ottenere lo stesso risultato autonomamente passando a Postbank. Deutsche Bank aveva già creato un certo scontento decidendo di non riscattare un'obbligazione redimibile per risparmiare sulle commissioni di rifinanziamento, con la motivazione che non avrebbe potuto giustificare i costi extra.

L'acquisto di una quota di Postbank al triplo del prezzo di mercato, senza neppure una parvenza di rinegoziazione, sarebbe ancora più difficile da giustificare. Deutsche Post non ha motivo per cambiare nulla. Ackermann, però, può tentare due soluzioni. La prima è quella di eludere il problema offrendo azioni al posto di contanti. La seconda è quella di appellarsi al governo tedesco, che detiene un terzo di Postbank attraverso il veicolo KfW. Se in futuro Deutsche Bank dovesse aver bisogno di un'iniezione di capitale, la patata bollente finirebbe comunque nelle mani dello Stato.

9 - ASSICURAZIONI, BNP CERCA IL COMPROMESSO CON FORTIS...
A cura di Hugo Dixon per "La Stampa" -
Un mese è un'eternità in un periodo di stretta creditizia. Bnp Paribas dovrà aspettare fino al 13 febbraio per sapere se gli azionisti di Fortis approveranno la cessione delle divisioni bancaria e assicurativa della società belga per un totale di 14,5 miliardi di euro. Le prospettive sono peggiorate da ottobre, quando era stato siglato l'accordo, in concomitanza con la parziale nazionalizzazione di Fortis. Gli azionisti di minoranza avevano intentato causa di fronte alla decisione del governo belga di non sottoporre l'operazione al voto. L'indignazione suscitata in patria ha provocato una crisi politica e costretto il governo alle dimissioni. Anziché attendere il risultato del voto, Bnp potrebbe preferire la strada del compromesso. L'istituto intende rinunciare all'acquisto del ramo assicurativo di Fortis, che si era impegnato a rilevare per 5,5 miliardi. In alternativa, Bnp potrebbe scegliere di acquisire solo il 51% della divisione assicurativa. Ridurrebbe l'esborso e lascerebbe alla holding di Fortis qualcosa in più di un mucchietto di asset tossici.

Bnp potrebbe essere disposta a pagare questo prezzo in cambio di un accordo sul ramo bancario, che a ottobre aveva concordato di acquisire in cambio di azioni che all'epoca valevano 9 miliardi. Da allora, le azioni hanno perso metà del valore, e ciò significa che gli asset bancari di Fortis passerebbero di mano per una cifra di poco inferiore al 35% del valore contabile, un boccone amaro per gli azionisti di minoranza, che tuttavia il governo belga sembra disposto a ingoiare. Bnp vuole concludere l'operazione. Il suo core tier 1 è tra i più bassi dell'eurozona, il 5,6%. Le attività retail della rivale le consentirebbero di innalzare il tier 1 di 35 punti base. Allo stesso tempo, il governo francese sta facendo forti pressioni perché le banche accettino gli aiuti statali diretti a stimolare la ripresa del credito, una forma di aiuto di cui Bnp farebbe volentieri a meno. Se l'accordo con Fortis dovesse naufragare, è probabile che Bnp debba ricorrere a un aumento di capitale.

 

 
[14-01-2009]