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BORSE Giù (MIBTEL -0,8%) – PRODI: MAI COINVOLTO NEL PIANO TELECOM BY ROVATI – L’INFLAZIONE SCENDE ALL’1,6% - Usa, limato ’buy american’ – PRIMO ROSSO PER Deutsche Bank – CROLLA PRODUZIONE INDUSTRIALE SPAGNOLA - STERLINA QUASI PARI AL DOLLARO…

1 - BORSA MILANO: PROSEGUE DEBOLE (-0,8%) CON FIAT E BANCHE...
(ANSA) -
Prosegue debole Piazza Affari dopo circa 2 ore di scambi. Il Mibtel lascia sul campo lo 0,8% a 14.234 punti e lo S&P/Mib l'1,04% a 17.828 punti, in linea con quanto cedono le altre piazze europee, con i contratti future su Wall Street in calo (S&P 500 -0,4%).

Romano ProdiRomano Prodi

Scivola Fiat (-2,91% a 4,25 euro), all'indomani delle prime anticipazioni sugli incentivi che il governo intende mettere in campo in soccorso dell'auto. Vivaci gli scambi per oltre 19 milioni di pezzi, pari all'1,7% del capitale, mentre in Europa scivola l'intero comparto, con l'indice di settore Stoxx in calo del 2,7%.

Segno meno per i bancari, dopo che Credit Suisse ha tagliato le proprie stime sugli istituti di credito italiani a causa delle 'prospettive macroeconomiche in continuo deterioramento e, soprattutto, di una riduzione dei tassi euribor superiore alle attese'. Intesa Sanpaolo cede l'1,7% a 2,3 euro e sconta il taglio del prezzo obiettivo di Banca Leonardo, che e' intervenuta anche su Generali (-1,23% a 16 euro), all'indomani dei conti.

Difficolta' anche per Unicredit (-1,06% a 1,31 euro), Mps (-0,75% a 1,05 euro) e Ubi Banca (-1,09% a 9,08 euro), mentre appaiono poco variate sia Banco Popolare (-0,06% a 4,21 euro), sia Bpm (+0,19% a 3,95 euro).

2 - LUXOTTICA IN RIALZO, ATTESA PER DATI VENDITE 2008...
(AGI) -
Titoli Luxottica in rialzo in Borsa, in attesa dei dati sul 2008 che la societa' diffondera' in giornata. Il gruppo dovrebbe comunicare i dati sulle vendite nel quatro trimestre e per l'intero anno. Dopo un avvio in ribasso a 10,78 euro le Luxottica hanno invertito la tendenza e ora segnano un +2,6% a 11,25 euro, toccando anche un massimo di 11,37 euro. Gia' scambiati 500 mila pezzi, contro il milione di media abituale.

3 - Mai coinvolto nel "piano Rovati"...
Lettera di Romano Prodi a "la Repubblica" -
Caro direttore, nei giorni scorsi il suo giornale è tornato a occuparsi dell'utilizzo dell'ultimo miglio della Rete di Telecom Italia e del cosiddetto "piano Rovati". Nel documentato intervento si legge, tra l'altro, che in quei giorni, io sarei stato costretto a giustificarmi davanti al Parlamento per una eccessiva ingerenza in un'azienda privata. Ora, al di là della personale soddisfazione nel prendere atto che il piano dell'amico Rovati trova oggi frequenti rivalutazioni e apprezzamenti, voglio ribadire che mai quel piano fu messo a mia conoscenza.

Angelo RovatiAngelo Rovati

Di conseguenza mai mi sono trovato costretto a giustificarmi davanti al Parlamento per ingerenze in vicende aziendali. Al contrario. Il mio intervento in aula fu volto a ribadire l'unica verità sulla vicenda: cioè che mai la Presidenza del Consiglio da me presieduta era stata coinvolta nel piano di Angelo Rovati e che mai, d'altra parte, l'amico Rovati aveva inteso farlo. Grazie dello spazio.

4 - UNICREDIT: ERMOTTI PRESIDENTE CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA HVB...
(ANSA) - Sergio Ermotti
, vice amministratore delegato del gruppo Unicredit, e' stato eletto presidente del consiglio di sorveglianza di HypoVereinsbank. Lo annuncia una nota. Ermotti subentra cosi' al vertice della controllata di Monaco all'amministratore delegato del gruppo, Alessandro Profumo. Wolfang Sprissler, gia' portavoce del 'Vorstand' (il consiglio direttivo) di HypoVereinsbank, diventa sostituto della presidenza del consiglio di sorveglianza.

5 - INFLAZIONE: A GENNAIO SCENDE ALL'1,6%...
(ANSA) - L
'inflazione a gennaio e' scesa all'1,6% dal 2,2% di dicembre, tornando cosi' ai livelli di agosto 2007. Lo comunica l'Istat in base alle stime preliminari aggiungendo che i prezzi su base mensile sono scesi dello 0,1%.

6 - Inflazione: cambia paniere Istat...
(ANSA) -
Cambia, come ogni anno, il paniere dell'Istat per il calcolo dell'inflazione, con 4 nuove voci fra le quali chiave Usb e film in dvd. Nel 2009 non si registrano uscite di posizioni gia' esistenti, ma entrano anche la pasta base per pizze, rustici e dolci, e il mais in confezione. All'interno di posizioni gia' esistenti vengono poi inseriti nuovi prodotti come tariffe dsl e netbook. I prodotti, i beni e servizi inclusi nel nuovo paniere salgono a quota 1.143, contro i 1.099 del 2008.

7 - Crisi: Usa, limato 'buy american'...
(ANSA) -
Il Senato Usa ha approvato un emendamento che ammorbidisce la clausola 'buy american' inserita nel piano di stimolo per l'economia. Il presidente Barack Obama aveva detto che non desiderava che la clausola 'scatenasse una guerra commerciale' con i paesi partner degli Stati Uniti, dopo che Ue e Canada avevano parlato di norma protezionistica. L'emendamento stabilisce che la clausola deve essere 'attuata rispettando gli obblighi Usa stabiliti dagli accordi internazionali sul commercio'.

DEUTSCHE BANKDEUTSCHE BANK

8 - Deutsche Bank: primo rosso...
(ANSA) -
Per la prima volta nella sua storia Deutsche Bank chiude l'anno con i conti in rosso: perdita netta di 3,9 mld di euro nel 2008. Tuttavia il gruppo ha annunciato di essere in grado di pagare un dividendo di 50 centesimi ad azione. Si tratta in ogni caso di un drastico ridimensionamento rispetto alla cedola di 4,5 euro ad azione versata nel 2007. Il gruppo ha inoltre confermato di aver accumulato nel solo quarto trimestre dell'anno un rosso di 4,8 miliardi di euro.

9 - Spagna: crolla produzione industria...
(ANSA) -
Crollo della produzione industriale in Spagna: in dicembre, secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistiche Ine, e' calata del 19,6%. Si tratta del peggior risultato dal 1992, quando e' iniziata la raccolta dei dati.La Spagna e' in recessione dalla fine del 2008, dopo oltre un decennio di euforia economica, trainata dal boom del mercato immobiliare. I consumi delle famiglie sono in forte contrazione,a causa dell'esplosione della disoccupazione che colpisce il 14% della popolazione attiva.

10 - PROCTER & GAMBLE: FT; PENSA A VENDERE MARCHI FARMACEUTICI...
(ANSA) -
Procter & Gamble sta pensando di abbandonare i marchi del settore farmaceutico. Lo scrive il Financial Times che cita persone vicine al dossier, secondo cui il gruppo sta studiando con Goldman Sachs la possibilita' di trovare potenziali acquirenti o comunque di esplorare altre vie per uscire dal settore.

Logo Logo "Ford"

11 - Unilever: utile 4/o trimestre +58%...
(ANSA) -
Unilever, secondo produttore mondiale di beni di consumo ha annunciato per il quarto trimestre del 2008 un utile netto di 1,14 mld di euro. Il risultato e' superiore alle previsioni degli analisti, e in netto aumento rispetto ai 721 mln di euro dello stesso periodo dell'anno precedente (+58%). Il fatturato, riporta Bloomberg, e' aumentato del 4% a 10,5 mld. Il gruppo ha tuttavia evitato di fornire previsioni per l'anno in corso, giudicando 'inappropriato' confermare gli obiettivi 2009 e 2010.

12 - Ford tratta con Geely vendita Volvo...
(ANSA) -
Ford e' in trattative con la cinese Geely per cedere il marchio europeo Volvo. E' quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il colosso americano ha chiuso l'anno con perdite record di 14,6 miliardi di dollari e sta ora cercando in ogni modo di evitare di fare riscorso al sostegno pubblico per sopravvivere. Il 2009 e' iniziato del resto sotto il segno della crisi con il piu' profondo calo delle vendite negli Stati Uniti nella storia del gruppo: -40,2% per Ford e -64% per Volvo.

13 - Se Bank of America prova a vestire il saio...
Da "Il Sole 24 Ore" -
Non è sfuggito che il repentino ribasso di Wall Street verso le 19.30, sia partito proprio con la caduta dei titoli di Bank of America. E così una Borsa, che nel corso della seduta aveva visto guadagni sfiorare il 2%, è finita un'altra volta in pesante perdita. A dire il vero il clima di Wall Street è cambiato subito dopo le parole di Nancy Pelosi, l'influente deputato democratico e presidente della Camera: «Non sono sicura che sia inevitabile un ulteriore salvataggio delle banche », ha dichiarato, gelando le aspettative di molti suoi colleghi e soprattutto le speranze degli operatori.

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E il titolo Bank of America è andato a picco (-11%), perché proprio dai salvataggi del Governo dipende la salute della grande banca. E si tratta di parecchi miliardi, non degli spiccioli che l'istituto californiano può racimolare vendendo tre dei suoi sette jet privati, l'elicottero di Merrill Lynch e uno dei due prestigiosi appartamenti di New York. Del resto anche questo tardivo slancio di francescanesimo, annunicato in contemporanea al discorso della Pelosi, è stato del tutto ignorato dalla Borsa. (W.R.)

14 - Restyling incompiuto per Pininfarina...
Da "Il Sole 24 Ore" -
Un restyling a metà, per alcuni. Una missione incompleta, per altri. Un punto di domanda a cui dare risposta, per i più. Se sul piano finanziario Pininfarina ha agguantato il salvagente lanciato dalle banche e la situazione sembra ormai "normalizzata", sul fronte industriale c'è ancora un nodo da sciogliere. Il tema è assai delicato ma fortemente connesso al destino dell'azienda che con ogni probabilità dovrà reinventarsi dandosi obiettivi diversi rispetto al passato. Per farlo è indiscutibile che la missione debba essere affidataa un manager forte di riconosciuta abilità sia nel settore auto che in quello finanziario.

Allo stato, però, nell'organigramma della società torinese manca la figura dell'amministratore delegato. Esiste un presidente, Paolo Pininfarina, ed esiste un direttore generale, Silvio Angori, con ampie deleghe per le attività operative, l'attuazione del piano industriale e la gestione delle partecipate. Ma non c'è un ceo, sebbene Angori in qualche misura ne vesta i panni. Ecco perché per le prossime settimane si attende una nomina, che sia una promozione oppure un'innesto dall'esterno. (L.G.)

15 - Rating indipendente per i Paesi Baschi...
Da "Il Sole 24 Ore" -
Strano ma vero: ci sono due regioni della Spagna, Paesi Baschi e Navarra che hanno un rating tripla A, che è superiore alla nota AA+ dello stesso Paese, peraltro recentemente ridotta. In aggiunta, la notazione è "stabile" e dunque al momento non soggetta ad alcuna revisione, al contrario delle altre regioni in cui si parla di vigilanza con implicazioni negative. Come mai, cisi chiede, Standard & Poor's ha deciso di dare un rating più elevato alle due autonomie che non allo Stato spagnolo?

Secondo quanto spiegato dagli addetti ai lavori, la differenza sta nel fatto che le due regioni in oggetto, potendo contare su uno statuto fiscale "speciale" hanno la possibilità di raccogliere un gran numero di imposte e quindi di avere entrate maggiori rispetto ad altre autonomie. Da qui la decisione di dare ai Paesi Baschi e alla Navarra una nota più elevata di quella della Spagna. Al pari con il Paese ci sono la comunità di Madrid e la Navarra, mentre Catalogna, Galizia, Isole Baleari, Andalusia e Canarie hanno una doppia A. Fanalino di coda la comunità valenciana un AA- .(Mi.C.).

16 - Cannatelli scende dagli yacht e sale in treno...
Da "Il Sole 24 Ore" -
Chi salirà sulla "locomotiva" di Ntv (Nuovo Trasporto Ferroviario), la società nata pochi mesi fa e destinata a fare concorrenza al FrecciaRossa nell'Alta Velocità ferroviaria?Il tam tam del mercato in questi giorni sussurra un nome: quello di Vincenzo Cannatelli, ex amministratore delegato di Ferretti, la società di yacht oggi in difficoltà finanziarie sul rimborso del debito. È vero che i treni superveloci di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle ( con la partecipazione dei francesci di Sncf, delle famiglie Seragnoli e Bombassei) percorreranno i binari della Torino-Roma-Salerno non prima di due anni, ma già adesso si starebbe ragionando sull'organizzazione manageriale.

PutinPutin

Per ora quelle su Cannatelli sono solo indiscrezioni: di certo il curriculum del manager fa della ecletticità il suo punto di forza. Da Ferretti, multinazionale delle imbarcazioni di lusso, Cannatelli si è dimesso lo scorso dicembre (dopo circa un anno e mezzo), mentre in precedenza aveva guidato la Kme, il gruppo del rame (ex Gim Smi) di proprietà del finanziere Vincenzo Manes. (S.Fi.)

17 - La sterlina negli abissi verso la parità con il dollaro...
Ian Campbell per "La Stampa" -
Cambi valutari: il Regno Unito, con il petrolio agli sgoccioli, «è alla frutta», e la sterlina potrebbe avvicinarsi alla parità con il dollaro. È quanto ha dichiarato il noto investitore americano Jim Rogers, ma la sua previsione non si è completamente avverata: la Gran Bretagna non sta chiudendo i battenti come una società petrolifera in bancarotta, sta semplicemente chiudendo bottega, temporaneamente, per tracollo finanziario.

La caduta vertiginosa della sterlina segue un'ascesa trionfante. Nel 1997, la bilancia commerciale e i conti dello stato erano in ordine. Negli anni del boom immobiliare e dell'aumento del debito pubblico, però, la posizione del Regno Unito è gradualmente peggiorata, arrivando nel 2007 alla colossale cifra di 89 miliardi di sterline di deficit nel comparto delle merci. Quasi metà di tale disavanzo è stata finanziata con l'esportazione di servizi all'estero, l'altra metà con l'afflusso di capitali.

La disponibilità di capitali è sempre stata abbondante. Negli ultimi tre anni vi è stato un enorme afflusso di capitale netto, circa 30-40 miliardi di sterline l'anno, generato in gran parte da operazioni in stile Monopoli attuate un po' ovunque dalle banche inglesi, le cui passività esterne hanno raggiunto lo scorso settembre i 7000 miliardi di dollari. Un aumento di 2600 miliardi in tre anni sciagurati, a fronte di un Pil di 2100 miliardi.

Ora tutto è improvvisamente cambiato. I finanziatori stanno stringendo i cordoni della borsa. L'afflusso di capitali verso il Regno Unito si è interrotto ed è probabile che sia iniziato un travaso nella direzione opposta. In questo clima ancora turbolento, la forte corrente sotterranea dei capitali in uscita potrebbe trascinare la sterlina ancora più giù, avvicinandola alla parità con un dollaro che sta traendo vantaggio dal suo status di valuta di riserva - nonostante i ragguardevoli scompensi del bilancio americano. Ma c'è ancora tempo per evitare il collasso e, se la sterlina dovesse scendere fino agli abissi prospettati da Rogers, potrebbe trattarsi di un tuffo di breve durata.

18 - Putin soccorre le banche private ma ora lo Stato domina il settore...
Leonardo Coen per "la Repubblica" - Putin
ha firmato un decreto salvabanche che vale 40 miliardi di dollari: un´iniezione vitale di capitali in un momento di terribile stretta. Ma il provvedimento studiato dal vicepremier Aleksej Kudrin comporta la presenza sempre più vincolante dello Stato nei loro consigli di amministrazione. C´è sempre un do ut des e il Cremlino, in questo modo, sfruttando il pesante stato di crisi, vuole regolarizzare il Far West del settore.

L´intervento straordinario riguarderà le banche statali (Vnesheconombank, Sberbank e Vtb), ma anche gli istituti di credito privati. Su questo, Putin ha sollevato ogni dubbio. Ora le due maggiori banche private (Alfabank e Gazprombank) sono pronte a cedere i loro pacchetti azionari "di blocco". In questo modo, lo Stato aumenterà la propria presenza del 32% nel capitale bancario russo e vedrà crescere la propria quota sino al 75-80% (quella in mano alle banche straniere è del 19%).

Prevale lo spirito del clan: si salvano gli amici. Più di tutti, riceverà la Sberbank il cui presidente è German Gref, molto legato a Putin, uno della "squadra di Pietroburgo", la città del premier e di Medvedev. Per parecchi anni Gref è stato ministro dello Sviluppo Economico: a lui, una provvida iniezione di 500 miliardi di rubli. Intanto, l´agenzia di valutazione Fitch ha abbassato il rating sul debito sovrano della Russia a "BBB" con un outlook "negativo".

19 - il belgio salva i manager...
Andrea Bonanni per "la Repubblica"
- Sotto i colpi della crisi finanziaria, sotto lo choc per i fallimenti di Fortis e per le difficoltà del gruppo bancario Dexia, il governo belga in autunno aveva varato un progetto di legge per porre un limite ai "paracadute d´oro": le favolose indennità di buonuscita riconosciute ai grandi manager delle società quotate in Borsa. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stata la notizia che i tre massimi dirigenti di Fortis, costretti alle dimissioni dopo il fallimento del gruppo e il suo salvataggio a spese dei contribuenti belgi o olandesi, potevano vantare buonuscite per 10 milioni di euro.

La legge proposta prevedeva che i dirigenti non potessero avere diritto a più di un anno di salario come buonuscita, aumentabile fino a 18 mesi per coloro che avessero più di 25 anni di anzianità aziendale. Ma ora il Consiglio di Stato belga ha bocciato il disegno di legge governativo che discrimina - è la tesi - tra i manager delle società quotate e di quelle non quotate. I Verdi, da parte loro, chiedono norme ancora più restrittive e fanno notare che, anche con una buonuscita pari ad un anno di salario, molti manager potrebbero andarsene con bonus pari a 3 milioni di euro.

 

 
[05-02-2009]