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BORSE: OK BANCHE, FIAT E PIRELLI. GIU’ FASTWEB E MEDIASET. VOLA AMPLIFON – ADREANI (PUBLITALIA): IL PRIMO TRIMESTRE SARà IL PERIODO PIù DIFFICILE - Air France- Klm riduce I collegamenti – CROLLA EXPORT CINESE (-25%) – VIRGIN “FUORILEGGE” NEGLI USA…

Piazza AffariPiazza Affari

1 - BORSA: MIBTEL INVARIATO. OK BANCHE, FIAT E PIRELLI. GIU' FASTWEB E MEDIASET. VOLA AMPLIFON...
(ASCA) -
Chiusura piatta per Piazza Affari. Il Mibtel ha terminato gli scambi invariato a 11.175 punti, mentre l'S&P/Mib ha guadagnato lo 0,48%, a 13.568 punti. Piazza Affari archivia la seduta con un rialzo dell'indice S&P/Mib pari a +0,48%. Nel finale il mercato ha ridotto la performance positiva in scia all'andamento altalenante delle borse Usa. Scambi in aumento con 20 mila eseguiti sul future, circa il 20% in piu' di ieri. I bancari hanno continuato a recuperare, in primis Banco Popolare (+15%) che ha deciso di utilizzera' i 'Tremonti bond' per rafforzare il patrimonio. Diventano anche meno incerti i destini della partecipata Italease (+4,99%), l'ipotesi piu' gettonata resta il delisting. In scia l'intera pattuglia dei bancari: Intesa SanPaolo (+5,06%), Unicredit (+5,96%), Bmp (3,21+%), Bmps (+2,90%).

Positiva anche Mediobanca (4,80%) e la sua principale partecipata Generali (+2,46%). Tra i titoli a forte componente ciclica sono stati premiati Fiat (+3,37%) Pirelli (+3,66%). Rimbalzo tecnico di Seat (+4,38%) dopo giorni di severi ribassi. Con il denaro esclusivamente concentrato sui titoli di natura finanziaria hanno pagato pegno i difensivi.
Nell'ordine Snam Rg (-2,67%), Enel (-3,02%), A2A (-2,83%), Terna (-4,71%), Finmeccanica (-4,5%). In calo anche i petroliferi quali Eni (-2,42%) e Saipem (-4,95%).

piazza affaripiazza affari

I ribilanciamenti di portafoglio hanno continuato a penalizzare Fastweb (-7,02%), tra meno di 2 settimane lascera' il paniere dell'indice S&P/Mib. Pesante anche Mediaset (-5,26%), l'Ad Giuliano Adreani ha parlato di un primo trimestre difficile per la raccolta pubblicitaria.
Tra i titoli a minore capitalizzazione bene Amplifon (+21%), la societa' ha chiuso il 2008 in rosso preferendo svalutare l'avviamento sugli asset britannici, ma l'utile ricorrente e' risultato positivo e l'indebitamento netto e' sceso del 20,8%.

2 - Europa chiude contrastata, Francoforte+0,7%, Londra-0,58%...
(Apcom)
- I principali listini europei hanno chiuso la seduta in modo contrastato. A Francoforte il Dax ha chiuso a +0,70%, a Parigi il Cac40 a +0,39%, a Londra l'Ftse100 a -0,58%.

3 - Bankitalia: insolvenza ai massimi...
(ANSA) -
Secondo Bankitalia nell'ultima parte del 2008 il tasso di insolvenza in Italia ha raggiunto il valore piu' alto degli ultimi 10 anni. Se si esclude il picco toccato nel 2003 dopo il fallimento di Parmalat. 'Nel 4/o trimestre 2008 - dice il direttore del servizio studi Gobbi - le nuove sofferenze hanno raggiunto l'1,5% dei prestiti (nel 4/o trimestre 2003 si era poco sotto il 2%). Dal 3/o trimestre 2008 il flusso di nuove sofferenze e' in crescita, specie tra i prestiti alle imprese'.

4 - G20: azione concertata e piu' regole...
(ANSA) -
Azioni concertate in tutto il mondo, ma anche piu' regole: lo chiede il presidente degli Stati Uniti Barack ai Paesi del G20. Obama ha detto che e' importante non cadere nel protezionismo e che per il G20 di Londra si pone due obiettivi: 'assicurarsi che ci sara' un'azione concertata in tutto il mondo per rilanciare l'economia e che sia garantita la riforma delle regole per assicurarci che non vedremo piu' rischi sistemici di questo tipo oltre a sapere come evitarli in futuro'.

Adreani laureato ad honoremAdreani laureato ad honorem

5 - MEDIASET: ADREANI, PER PUBBLICITA' PRIMO TRIMESTRE PERIODO PIU' DIFFICILE...
(Adnkronos) -
Sara' il primo trimestre "il periodo piu' difficile" nel mercato pubblicitario. La previsione giunge dall'amministratore delegato di Mediaset, Giuliano Adreani, che, a margine del 'Summit del comunicare' promosso dall'Upa spiega che "stiamo attraversando un momento abbastanza difficile, questa crisi -dice- viene da lontano".

6 - Fiat: Powertrain, in cig ad aprile...
(ANSA) -
Ancora cassa integrazione per i colletti bianchi della Fiat. Il provvedimento interessera', agli enti centrali della Powertrain di Mirafiori 1.337 impiegati dal 6 all'8 aprile, 1.231 dal 9 al 14 e 973 dal 15 al 19. Andranno in cassa anche gli impiegati dello stabilimento di via Puglia a Torino della stessa societa': rispettivamente 264, 314 e 248 nelle stesse tre settimane di aprile.

7 - Enel: 21 mld investimenti per Endesa...
(ANSA) -
Enel prepara un piano di investimenti per 21 miliardi per Endesa, la societa' spagnola di cui ha preso il controllo al 92%. Secondo El Economista circa 14 mld andranno a investimenti spagnoli ed europei di Endesa, altri 7 al mercato latinoamericano. Enel ha delineato un piano per i prossimi 5 anni in cui si e' impegnata a mantenere la sede di Endesa in Spagna. I nuovi investimenti andrebbero alla costruzione di centrali a ciclo combinato ed a impianti da fonti rinnovabili.

8 - Dea Capital in perdita per 38, 2 mln...
(ANSA) -
Dea Capital ha chiuso l'esercizio 2008 con un risultato netto di -38,2 milioni di euro, rispetto all'utile di 10,7 milioni del 2007. La societa' di investimento in private equity del gruppo De Agostini ha avuto queste risultati in seguito alla svalutazione degli investimenti. Lo comunica in una nota la societa'. Il net asset value (valore del portafoglio) per azione scende dai 2,78 euro del 31 dicembre 2007 ai 2,55 euro di fine 2008.

Jean Cyril SpinettaJean Cyril Spinetta

9 - Air France- Klm riduce collegamenti...
(ANSA) -
Air France-Klm 'si adatta al forte calo della domanda provocato dalla crisi' riducendo del 3,4% la sua capacita' per l'estate. Lo ha reso noto il gruppo franco-olandese, partner di Alitalia, precisando che il programma 'e' il risultato di una razionalizzazione dei collegamenti che diminuisce il numero di frequenze piuttosto che nel chiudere delle rotte'. I collegamenti sospesi sono tre: con l'India (Parigi-Chennai), con la Spagna(Parigi-Vallodolid) e la Francia (Rennes-Strasbourg).

10 - Toyota: tagliera' salari del 10%...
(ANSA)
- Dal prossimo 1 aprile la Toyota ridurra' del 10% gli stipendi e l'orario di lavoro degli addetti nei propri impianti in Gran Bretagna. I tagli avranno la durata di un anno e interesseranno 4.500 dipendenti. La casa automobilistica ha sottolineato che tali misure serviranno a ''preservare l'occupazione in questo momento difficile''. Toyota da' lavoro a 3.900 persone nell'impianto di Burnaston, dove vengono prodotte la Avensis e la Auris, e a 570 nella fabbrica di Deeside.

11 - Germania: ordini industria, - 8%...
(ANSA) -
Continuano a crollare gli ordini al settore industriale in Germania. A gennaio la flessione e' stata dell'8% rispetto al mese precedente che aveva visto una contrazione del 7,6%, ha comunicato oggi il Ministero dell'Economia tedesco. Il dato e' di gran lunga superiore alle previsioni degli economisti che si aspettavano un calo piu' contenuto del 2%. Su base annua - riferisce Bloomberg - la flessione si attesta al 37,9%.

12 - Cina: crolla export, a febbraio - 25%...
(ANSA) -
Crollano le esportazioni cinesi:a febbraio segnano un ribasso del 25,7%,pari all'equivalente di 64,8 mld di dlr,rispetto allo stesso mese 2008. Il dato evidenzia un netto peggioramento dopo il calo del 17,5% di gennaio e si e' rivelato in controtendenza rispetto della stima media degli economisti che -in base al sondaggio Bloomberg - avevano messo in conto una flessione di appena l'1%. Le importazioni sono diminuite del 24,1% (a 60 miliardi di dollari) dopo che a gennaio erano precipitate del 43%.

Richard BransonRichard Branson

13 - VIRGIN AMERICA "FUORILEGGE" NEGLI USA...
Daniela Roveda per "Il Sole 24 Ore" -
Alla stessa stregua di milioni di immigranti messicani e cinesi, la linea aerea Virgin America di Richard Branson rischia di diventare un ‘illegal alien' (immigrato illegale) negli Stati Uniti e di essere "deportata". Gli hedge fund americani che possedevano la maggioranza assoluta del capitale hanno deciso infatti di liquidare il loro 75% lasciando la società in mano all'inglese Virgin Group, in palese violazione della legge Usa che richiede a tutti i vettori aerei di essere posseduti da investitori americani almeno al 75 per cento.

14 - La strana asta di Hong Kong che ha fatto crollare Hsbc...
Da "La Stampa" -
La caduta degli eroi è sempre devastante. Lunedì, le azioni di Hsbc hanno perso il 24% a Hong Kong, chiudendo vicine al prezzo a cui la banca vorrebbe proporre agli investitori 18 miliardi di dollari di nuove azioni. A due giorni dalla decisione, il momento non è dei migliori. L'aumento di capitale porterà il core tier 1 di Hsbc a un robusto 9,5%, ma i timori circa il suo bilancio permangono, in relazione al peggioramento di 34 miliardi del suo portafoglio crediti americano.

Le perdite registrate su carta potrebbero restare tali, ma i cattivi presagi - in particolare l'aumento della disoccupazione, che tende a far salire il numero dei fallimenti - non mancano. A Hong Kong, dove viene scambiato un terzo delle azioni, Hsbc è sempre stata idealizzata essendo un istituto che emette moneta, la Zecca di Hong Kong. Circa il 60% dei cittadini possiedono titoli della banca e hanno visto dimezzarsi il loro valore da inizio anno. La notizia dell'aumento di capitale diffusa la settimana scorsa ha svelato pienamente come il colosso abbia i piedi d'argilla.

Ciò nonostante, il crollo di lunedì potrebbe essere dovuto più a circostanze locali. La Borsa di Hong Kong chiude ogni giorno con una singolare asta di dieci minuti, che si conclude a un unico prezzo. Metà del deprezzamento del titolo Hsbc è avvenuto in quest'arco di tempo. I prestiti contratti da facoltosi investitori privati venivano spesso garantiti con azioni Hsbc. In questa situazione, può bastare un'unica importante richiesta di copertura per condizionare il prezzo.

Qualunque cosa accada, Hsbc otterrà il denaro che le serve. L'aumento di capitale è stato sottoscritto. In rapporto alla media del settore bancario, Hsbc rimane un istituto solido, con un tasso di copertura superiore a quello della maggior parte dei concorrenti. Ma una volta rimesso in sesto il bilancio, Hsbc dovrà riconquistare la fiducia dei soci disillusi. Si guardi il caso Barclays, il cui titolo ha perso valore per il timore che la banca debba ricorrere al governo inglese per ottenere costose garanzie contro le perdite future. Il capitale per una banca è essenziale, ma se manca la fiducia rischia di contare ben poco.

15 - L'India nel mirino di S&P. Il rischio è il declassamento del rating sul debito...
Da "La Stampa" -
L'India rischia un pesante declassamento del rating. La risposta di Standard & Poor's al bilancio suppletivo di febbraio, che ha rivelato una pessima situazione fiscale, è stata quella di mettere il paese sotto osservazione in vista di una possibile revoca dell'investment grade. In piena crisi finanziaria globale, non è una buona notizia. Tradizionalmente, il paese finanzia la maggior parte del deficit di bilancio internamente, ricava meno di un terzo dei 1200 miliardi di dollari di Pil dalle esportazioni e possiede riserve in valuta estera per 250 miliardi.

Il passaggio al livello "junk" farebbe aumentare il costo del denaro per le imprese, ma i prestiti esteri delle aziende ammontano a soli 1,3 miliardi. Tuttavia, il recente sprint dell'India è stato in gran parte finanziato dal flusso di denaro che gli investitori esteri hanno riversato nei paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina). Nel 2008 l'India ha ricevuto circa 25 miliardi di dollari, che hanno contribuito a finanziare il disavanzo delle partite correnti, equivalente al 3% del Pil, e a spingere l'indice di crescita fino al 9%.

Ma ora gli investimenti esteri in India sono già diminuiti di due terzi e il Pil del paese è cresciuto solo del 5,3% nell'ultimo trimestre. Se l'India fosse il primo paese del gruppo Bric ad avere un rating "junk", l'afflusso di fondi dall'estero potrebbe assottigliarsi ulteriormente. Alcuni fondi per statuto investono solo in paesi "investment grade", mentre altri potrebbero decidere di escludere l'India dall'elenco delle nazioni approvate. Un ulteriore peggioramento della posizione fiscale del paese rischierebbe di farlo precipitare.

Quest'anno il deficit dell'India è schizzato dal 2,5% al 6% del Pil, il 10% sommando i deficit degli Stati e del governo centrale, e potrebbe aumentare per effetto delle misure di stimolo straordinarie che il nuovo governo - che si insedierà a giugno - dovrebbe varare. La classe politica indiana, sempre più populista, dovrebbe preoccuparsi del rating. È difficile vincere le elezioni senza promettere delle costose misure di stimolo economico.

 
[11-03-2009]