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CAPUTI MI HAI? - CALTA ABBANDONA AL SUO DESTINO IL SUO "BRACCIODESTRO" - “il rapporto era finito da un anno e mezzo, ormai erano divenuti concorrenti nel settore immobiliare”. Sarà. Ma gli effetti saranno a cascata, visto gli incarichi per conto di Caltagirone che Caputi negli anni ha accumulato. A partire dalla galassia Mps...

1 - QUANDO LA COPPIA SCOPPIA
Michele Arnese per "Il Foglio" -

MASSIMO CAPUTI - copyright PizziMASSIMO CAPUTI - copyright Pizzi

Per anni, anzi per decenni, dove c'era l'uno c'era anche l'altro. C'è chi li definiva la mente e il braccio. La mente era Francesco Gaetano Caltagirone, il braccio era Massimo Caputi. In quasi ogni settore, business, operazione in cui il costruttore-editore s'insinuava prima o poi si scorgeva anche la figura dell'abile manager di lungo corso dalle ampie relazioni politiche e finanziarie.

Caputi per anni ha conteso al supercommercialista Sergio Melpignano la palma dell'uomo d'affari (e di fiducia) più vicino all'Ingegnere. Così la notizia che Caputi non sarà riconfermato da Caltagirone nella lista per il consiglio di amministrazione dell'Acea ha fatto scalpore negli ambienti finanziari. Le congetture si sono sprecate.

Qualcuno ha pensato alle recenti ispezioni della Vigilanza di Bankitalia sulla governance di Fimit, il fondo immobiliare in cui Caputi ha un ruolo di spicco. Qualche altro ha pensato anche ad altre inchieste giudiziarie. Ma fonti convergenti assicurano a 2+2 che "il rapporto era finito da un anno e mezzo, ormai erano divenuti concorrenti nel settore immobiliare, così la relazione fiduciaria era terminata". Sarà. Ma gli effetti saranno a cascata, visto gli incarichi per conto di Caltagirone che Caputi negli anni ha accumulato. A partire dalla galassia Mps.

P.s. "Mamma ho perso la busta" (Panorama), ovvero un curioso episodio della carriera dell'Ing. Caputi.

2 - CAPUTI LASCIA ACEA E GAZ DE FRANCE VUOLE CONTARE DI PIÙ
Gianmaria Pica per "Il Riformista"

Mentre da Parigi arrivano segnali di pace nei confronti di Acea, dalla sede romana dell'utility arrivano novità. Nella tarda serata di martedì scorso si è dimesso dal consiglio di amministrazione della società che si occupa di energia e acqua e controllata dal Comune di Roma con il 51 per cento, Massimo Caputi, che era entrato in cda nella lista presentata da Francesco Gaetano Caltagirone che di Acea è uno degli azionisti più forti con una quota vicina al 9 per cento. L'altro socio importante è Gaz de France-Suez che possiede circa il 9,9 per cento del capitale sociale. Da ambienti vicini ad Acea risulta che i rapporti tra Caputi e Caltagirone si sono raffreddati da tempo.

MASSIMO CAPUTI - Copyright PizziMASSIMO CAPUTI - Copyright Pizzi

Non per una divergenza di idee sulla gestione dell'utility, ma - fanno sapere le fonti - perché Caputi si è trovato a intraprendere una strada propria. Caputi, ex numero uno di Sviluppo Italia, oggi è ad di Fimit, secondo fondo immobiliare italiano dopo Pirelli Re (tempo fa si parlava anche di un'ipotesi di fusione tra le due società).

Caputi e Caltagirone si sono conosciuti circa dieci anni fa, quando il capo di Fimit era amministratore delegato di Grandi Stazioni Spa, l'azienda che gestisce il network delle 13 maggiori stazioni italiane e al cui capitale partecipa lo stesso 60 per cento Ferrovie dello Stato e al 40 per cento Eurostazioni Spa (Benetton, Caltagirone, Pirelli e Société Nationale des Chemins de Fer). Caltagirone designò per proprio conto Caputi nel consiglio di amministrazione di banca Mps.

GIANCARLO CREMONESI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONEGIANCARLO CREMONESI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Ma le comunicazioni tra i due si sono interrotte le comunicazioni. Dal mondo industriale romano, fanno sapere che oggi considerare Caputi un uomo di Caltagirone è errato: Fimit, infatti, è uno dei primi concorrenti nel campo immobiliare del costruttore romano. Con una lettera inviata a Panorama lo scorso agosto, lo stesso Gruppo Caltagirone, spiegava che «l'ingegner Caputi e il Gruppo Caltagirone non sono soci in nessuna iniziativa imprenditoriale, né lo sono mai stati; l'ingegner Caputi è oggi per il Gruppo Caltagirone un concorrente nel campo immobiliare».

Caputi - contattato dal Riformista - spiega di essersi «dimesso per motivi di tempo. Il Cda di Acea - spiega il manager - si riunisce ogni due giorni con solo 48 ore di preavviso e per il lavoro che faccio mi trovo spesso in viaggio. L'altra settimana mi trovavo a Singapore, ieri stavo a Parigi: oggi per me è impossibile dedicarmi all'azienda romana».

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE ROSSELLA SENSI PIPPO MARRAFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE ROSSELLA SENSI PIPPO MARRA

Quindi nessun contrasto e nessuna tensione con Caltagirone? «Assolutamente, credo di aver gestito molto bene tutta la fase dell'avvicendamento dell'ex capo di Acea Andrea Mangoni (attualmente al vertice di Telecom Italia Sparkle, ndr) oggi però faccio un altro mestiere, per esempio il prossimo 15 aprile dovrò incontrare i rappresentanti di 25 fondi sovrani. Caltagirone oggi dovrebbe contare più sul consigliere Marco Bianconi».

Intanto, i soci dell'utility si preparano all'assemblea Acea del 30 aprile che sarà chiamata anche al rinnovo del Cda. In attesa, nel consiglio del prossimo 25 marzo saranno approvate le modifiche dello statuto che garantiranno una «blindatura a pari merito» per i soci forti Gdf- Suez e Caltagirone: una misura per contenere eventuali liste di minoranza. E nel risiko dell'energia capitolina ci sono ancora due partite aperte.

La prima riguarda proprio l'accordo con Suez sugli asset di produzione e distribuzione di Acea. Il Comune di Roma vorrebbe riequilibrare le quote al 51 per cento: Gdf-Suez entrerebbe nella produzione con il 51 per cento e Acea al 49 per cento, stesse percentuali con le parti invertite nella distribuzione. Attualmente i francesi sono al 70 per cento nella produzione e al 40 per cento nella distribuzione. Sul rinnovo della joint, qualora non si arrivasse a un accordo, il Comune ha fatto sapere che ricorrerà a un arbitrato internazionale.

Ma la società transalpina, attraverso il suo ad Gerard Mestrallet, ha fatto sapere che «le discussioni con Acea non si sono mai interrotte, l'arbitrato è un procedimento amministrativo lungo, che loro hanno cominciato, ma se si troverà un accordo non sarà portato a termine». Altra partita del risiko è quella che riguarda la distribuzione del gas romano. Entro il 2010, infatti, dovrà essere indetta una nuova gara per la concessione di distribuzione: Caltagirone e Gdf non rimangono a guardare.

 

 
[11-03-2010]