CARA UNITÀ D’ITALIA QUANTO CI COSTI: IL COMITATO 150 (GUIDATO DAL SINDACO DI TORINO FASSINO) LASCIA UN BUCO DI 4 MLN € - I GIOVANI DI CONFINDUSTRIA NON VOGLIONO PIÙ UN PRESIDENTE CALABRAGHE - PORSCHE ITALIA CONTRO I FINANZIERI: “LA NOSTRA EVASIONE È IL PIACERE DI GUIDARE” - PRENDI E PORTAS A CASA: L’INDIPENDETE GIACOMO PORTAS, PUPILLO DI BERSANI - SALINI CERCA UN PARTNER DANAROSO PER LA SCALATA IMPREGILO - IL COMUNE DI BOLOGNA RUBA A EQUITALIA PER DARE A SE STESSO - TUTTO IL CONTRARIO DI MARPIONNE: APRILIA RIPORTA GLI STABILIMENTI SPAGNOLI IN ITALIA…
Da "Panorama Economy"
JACOPO MORELLI PRESIDENTE GIOVANI CONFINDUSTRIA
1 - CONFINDUSTRIA, MORELLI A PANORAMAECONOMY: IL NUOVO PRESIDENTE DOVRA' AVERE CORAGGIO
«Ci aspettiamo che la nuova leadership non si limiti solo a gestire un'organizzazione ma si ponga un'obiettivo più ambizioso essere la voce in grado di rappresentarel'intero universo produttivo italiano». Lo dice in un'intervista esclusiva a PanoramaEconomy, in edicola da giovedì 16, Jacopo Morelli, presidente dei Giovani di Confindustria che venerdì 24 incontreranno Giorgio Squinzi e Alberto Bombassei, candidati per la presidenza dopo Emma Marcegaglia.
Che cosa chiederanno i giovani? «Innazitutto coraggio. Un vero imprenditore è per definizione rivoluzionario e non conservatore», anticipa Morelli al settimanale e aggiunge: «Mi auguro che il nuove presidente sappia costruirsi una squadra fatta da elementi giovani, che abbia la capacità di sintonizzarsi con le esigenze delle nuove generazioni».
Logo "Porsche"
2 - PORSCHE PREPARA UNA CAMPAGNA PUBBLICITARIA CONTRO I BLITZ FISCALI
«L'agenzia delle entrate non riuscirà mai a uccidere la nostra passione». Loris Casadei, presidente di Porsche Italia, in un'intervista esclusiva al settimanale Panorama Economy in edicola da giovedì 16, reagisce ai blitz della Guardia di Finanza delle ultime settimane e rivela : «Stiamo pensando a una campagna pubblicitaria su cosa è davvero l'evasione per Porsche: divertimento, piacere di guidare, viaggio. Vogliamo calcare la mano. Lo abbiamo già fatto quando le vetture sportive erano viste come il diavolo».
«I nostri clienti non sono offesi per i controlli ma per come sono effettuati. Per il fatto che si associa il possesso di un un'auto con l'evasione fiscale. Siamo alle grida manzoniane».
Porsche, nonostante le vendite in crescita nel 2011 (+10%), sta ovviamente risentendo un effetto-blitz fiscali. «Si è fermato anche il mercato delle auto usate», ammette Casadei. «Per i nostri concessionari è durissima andare avanti».
GIORGIO SQUINZI
3 - EMERGENTI/PORTAS, DEPUTATO DA CALL CENTER
«Il Colaninno dei poveri», lo chiamano in Transatlantico, per paragonarlo al più ricco e famoso Matteo Colaninno, come lui deputato del Pd, ma c'è poco da scherzare con l'onorevole Giacomo Portas (foto). Classe 1956, sardo di nascita, ma torinese di adozione, Portas è stato eletto come indipendente, nella circoscrizione Piemonte I. Tutti voti suoi. Del resto, alle Regionali 2010, il suo movimento, I Moderati per il Piemonte, nati da una scissione di Forza Italia, prese il 10% dei voti, diventando il secondo partito del centrosinistra piemontese e il terzo a Torino.
Portas è molto attivo: si occupa di mercato del lavoro, liberalizzazioni, ma il suo asset è altro. Ha fondato e dirige un'azienda, Contacta, che con 2 mila addetti, tutti a tempo indeterminato, opera come call center di aziende come Lavazza, Crédit Agricole, San Paolo, Enel, Fiat, Mps. «Mai un giorno di sciopero né di cassa integrazione, mai preso un soldo dallo Stato» dice fiero di sé Portas. «Bersani volle venire a vedere di persona. E, poi, mi ha candidato...». (e.c.)
4 - SALINI E QUEL 15% DI IMPREGILO
Il boccone-Impregilo era di quelli belli grossi nel mondo delle costruzioni italiane. Ma Pietro Salini aveva giocato la carta della grande sfida, perché è un imprenditore a 24 carati e pensa in grande. Soltanto che con nove fratelli e un altro ramo della famiglia altrettanto frastagliato, con capacità finanziarie forti ma non illimitate... ha in realtà sempre puntato a «onorevoli» soluzioni negoziate.
Bombassei
Adesso che il rivale Beniamino Gavio ha calato l'asso di denari offrendo 3,6 euro per azione a Salvatore Ligresti, che ha venduto, e sta facendo lo stesso con il gruppo Benetton che sta per vendere, per Salini sembra difficile replicare duro: in questo caso, infatti, bisognerebbe poter lanciare un'Offerta pubblica d'acquisto (Opa) sull'azione quotata in Borsa, ma questa operazione costerebbe molto molto cara, oppure avere al proprio fianco un fidato (e danaroso) «cavaliere bianco».
Sono giornate cruciali, quindi, per la conquista finale di Impregilo: perché se Gavio vince - come sembra, ma lo si saprà soltanto il prossimo 3 marzo - la sua mano nella scalata alla Igli, che controlla il 29% di Impregilo, che cosa se ne farà il brillante costruttore romano del 15% che ha comprato direttamente nel capitale del gruppo? (j.l.)
5 - SENZA EQUITALIA, RINCARI DEL 2%
La mossa propagandistica del Comune di Bologna di togliere la gestione degli incassi della Tarsu a Equitalia riserva amare sorprese per i cittadini e si trasforma in un boomerang per il sindaco Virginio Merola. Perché nasconde un aumento del 2% medio della tassa che dovranno pagare i bolognesi. Ufficialmente l'aumento ci sarà perché il Comune dovrà a sua volta pagare un rincaro del costo dei servizi a Hera, ma di fatto è legato all'avvio del servizio. (a.cal.)
Piero Fassino 6 - TORINO, I 150 ANNI LASCIANO UN BUCO DI 4 MILIONI
Un buco superiore ai 4 milioni, oltre le previsioni peggiori. È l'eredità lasciata dal Comitato Italia 150, guidato dal sindaco di Torino Piero Fassino ai suoi soci. Per i sei enti finanziatori del Comitato, due possibilità: la prima è mettere mano al portafoglio, oppure mettere tutto nel conto, come anticipazione di interventi di ristrutturazione necessari, delle ex Ogr, cuore pulsante delle celebrazioni, e che dovranno diventare il nuovo polo Museale della città. Intanto, Fassino ha avuto rassicurazioni dalla Farnesina che dal prossimo mese potrà avere un consigliere diplomatico per seguire i rapporti internazionali.
7 - APRILIA DELOCALIZZA, MA IN ITALIA
Roberto Colaninno come Marchionne. Anche il gran capo della Piaggio, infatti, sembra intenzionato a effettuare una delocalizzazione al contrario sul modello Pomigliano. Gli stabilimenti italiani da rilanciare sono quello dell'Aprilia di Noale e Scorzè, che dovrebbero accogliere la produzione di 18 mila scooter marchiati Derbi attualmente fabbricati in Spagna. L'officina di Barcellona verrebbe specializzata nella componentistica. In questo modo crescerà la produttività dei due impianti veneziani che, secondo fonti sindacali, in sette anni hanno visto calare l'attività del 70%. (n.sun.)







