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e adesso vai a quel "pais"! - in Spagna si è consumata la gran vendetta di Berlusconi sull'editore del quotidiano 'el pais', che ha pubblicato per primo le foto di villa Certosa scattate da zappadu - anche Zapatero consuma la sua rivincita su chi, appena salito alla guida del governo, lo chiamava “Bambi” per l’idea di una politica molle che ben traspariva dai suoi occhi di cerbiatto...

Paolo Madron per il Sole 24 Ore

La debacle politica ed economica del gruppo Prisa, "too influent to fail" a dispetto dei 5 miliardi di debiti accumulati, viene suggellata da un accordo che in altri tempi sarebbe stato impensabile. Ma che tuttora suona clamoroso. L'editore del Pais, il colosso dei media più potente di Spagna, viene salvato da quel Silvio Berlusconi che i giornali del gruppo iberico dileggiavano all'epoca di Noemi e di Patrizia.

Berlusconi risponde al giornalista del PaisBerlusconi risponde al giornalista del Paisel paisel pais

La sibillina minaccia del Cavaliere, lanciata lo scorso settembre in conferenza stampa contro l'inviato del più importante quotidiano di Spagna che gli chiedeva perché mai non si fosse dimesso, si avvera dunque in un freddo pomeriggio madrileno. "Non bisogna essere faziosi. Si vede che lei legge solo Unità e Repubblica e potrei aggiungere anche tante cose che lei scrive sul suo quotidiano, ma le evito. Di questo passo si va verso la caduta delle copie, dei lettori e della pubblicità. Così si va verso il fallimento. E il Pais dovrebbe saperne qualcosa...".

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E ora che il diavolo e l'acqua santa abbiano deciso di mescolare i propri domini televisivi fa imbestialire i lettori del giornale. Su Facebook, lo sfogatoio delle rabbie estemporanee, già si inseguono gli inviti a boicottare il gruppo Prisa.

Ma a compiacersi dell'operazione chiusa ieri è anche colui che alla famosa conferenza stampa della Maddalena stava al fianco di Berlusconi, un poco imbarazzato per la piega "privata" presa dall'incontro. Josè Luis Zapatero ora consuma la sua vendetta su chi, appena salito alla guida del governo, e abituato a quindici anni di felipismo (il lungo regno di Felipe Gonzales) duro e ideologicamente puro, lo chiamava "Bambi" per l'idea di una politica molle che ben traspariva dai suoi occhi di cerbiatto.

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Bambi, in questi mesi, ha goduto due volte. La prima quando sciaguratamente ha voluto far entrare in un sistema televisivo già afflitto dalla crisi altri due attori, la Cuatro e la Sexta, mentre la torta delle entrate già non bastava a soddisfare le brame di chi c'era.

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La seconda quando Prisa, in una mossa che doveva sancire la perfetta riorganizzazione del suo portafoglio, lanciò nel 2007 l'opa su Sogecable, ovvero su di una società di cui già possedeva la maggioranza assoluta. Gli altri soci blasonati, Telefonica e Canal Plus, che avevano giurato di tenere le loro partecipazioni, allettati dal prezzo hanno invece venduto, costringendo le banche a quel finanziamento ponte da 1900 miliardi che ora la holding guidata da Juan Luis Cebrian dovrà restituire a marzo.

Non potendo onorare la scadenza, ha dovuto smobilitare in fretta e furia alcuni dei suoi gioielli. Tra cui appunto la Cuatro, la tivù in chiaro che a ben guardare tra tutti i suoi asset è il più strategico visto che in futuro il piccolo schermo ha molto più da dire rispetto alla carta.

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La resa di Prisa, in un mercato dove ogni mossa nella guerra dell'etere ingenera un effetto domino, ha dato il largo alla quasi completa italianizzazione delle televisioni private spagnole. Costringendo De Agostini, già presente con Antena 3, a metter gli occhi sulla Sexta, la più zapaterista delle nuove società di media (edita tra l'altro il quotidiano radical-socialista Publico).

Zapatero e la croceZapatero e la croce

E' probabile che, salvo sorprese, nelle prossime settimane anche l'emittente che trasmette da San Sebastian de los Reyes annunci il matrimonio cui stanno alacremente lavorando Morgan Stanley e Citigroup. La fusione si presenta più a agevole rispetto a quella tra Telecinco e la Cuatro, se non altro perché la Sexta ha solo una ottantina di dipendenti, contro gli oltre 1550 che sommano la Cuatro e Digital Plus, e un power-ratio (il rapporto tra quota di ascolto e quota di mercato) che consente alla rete spagnola una maggiore crescita del prezzo di vendita della pubblicità.

 

 
[19-12-2009]
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