ERRORE MARX-IANO – BORSE SU (MIBTEL +1,54%) – FIAT SPRINT (+3,4%) - I TITOLI-SALSICCIA DELLE BANCHE ITALIANE – THAIN (EX AD MERRILL LYNCH) LICENZIATO E INDAGATO PER I BONUS – NIENTE JET PER CITI - toto-nomine sul dopo De Benedetti…
1 - MARX SI SBAGLIAVA...
Da "Plus" de "Il Sole 24 Ore" - Prosegue in tutto il mondo la nazionalizzazione delle banche. Marx aveva torto anche su questo: la ruota della Storia può girare al contrario.
2 - BORSA: ANDAMENTO INDICI PIAZZA AFFARI, MIBTEL +1,54%...
(Adnkronos) - Questo l'andamento degli indici di Piazza Affari alle ore 11.30: Mibtel +1,54% a 14.385 punti, S&PMib +2,07% a 18.106, Midex +1,62% a 16.676 e All Stars +0,84% a 8.374.
3 - EUROPA IN DECISO RIALZO CON FINANZIARI, DAX...
(Apcom) - Avvio in deciso rialzo per le principali Borse europee in scia alla chiusura positiva di Wall Street e di Tokyo e all'andamento del comparto finanziario con l'indice Eurostoxx dei titoli bancari in rialzo del 4,9%, quello degli assicurativi del 4%. In calo solo il comparto farmaceutico. Il Dax guadagna il 2,2%, il Cac40 il 2%, il Ftse100 l'1,5%.
Attesa questa sera per le decisioni del Fomc, braccio operativo della Fed.
A Francoforte in forte rialzo Deutsche Bank (+11%) seguita da Hypo Re (+10,4%), Commerzbank (+7,5%) e Allianz (+4%). Denaro sui tecnolgici Sap (+6%) che ha presentato conti positivi e Infineon (+6,7%). In controtendenza Continental (-0,4%). A Pargi protagonista Bnp (+11,2%), seguita da SocGen (+7,2%), il tecnologico Schneider (+8%) e i titoli auto Renault (+4,8%) e Peugeot (+4,2%). Vendite su Sanofi-Aventis (-2%). A Londra rally di Lloyds (+30%), Aviva (+10%), Barclays (+8,4%) e Rbs (+8,8%).
In evidenza BSkyB (+7,6%). In fondo al listino i minerari con Vedanta (-7,8%), Xstrata (-7,4%) e Rio Tinto (-4%) fra i peggiori.
4 - FIAT: ACCELERA IN BORSA E GUADAGNA IL 3,4%...
(ANSA) - Fiat accelera a Piazza Affari e sale ora del 3,41% a 3,79 euro, in un mercato piuttosto tonico.
5 - BANCHE ITALIANE CONTROCORRENTE RIPARTE L´EMISSIONE DI BOND "SALSICCIA"...
Maurizio Ricci per "la Repubblica" - E´ un classico dei film horror: gli zombie liquidati e sepolti che riemergono per tornare a seminare terrore e devastazione. Ora siamo alla finanza-horror. E gli zombie sono i titoli-salsiccia. In italiano si chiamano mutui cartolarizzati: un gruppo disparato di mutui immobiliari viene impacchettato in un titolo, il cui reddito è costituito dal flusso delle rate di pagamento, e redistribuito in diverse tranches, non secondo l´affidabilità del mutuo originale, ma secondo la priorità nel pagamento del relativo coupon.
Questi titoli - e la loro progenie legittima, i Cdo - sono stati l´innesco dell´immane crisi finanziaria. E le banche italiane hanno ripreso ad emetterne con fervore. Fra il 2004 e il 2007 ne avevano emessi per 36,5 miliardi di euro. Nei soli primi nove mesi del 2008 siamo già a 38,2 miliardi, ma, nell´ultimo trimestre, Unicredit e Intesa sono intervenuti in forze, portando il totale a 70 miliardi in un solo anno.
Sono tutti impazziti? Negli ultimi mesi, le banche italiane si sono dovute ricomprare in massa i titoli-salsiccia emessi in precedenza, perché i risparmiatori non li volevano ed erano pronti alla rivolta. Dove vanno allora questi titoli avvelenati? Probabilmente alla Bce, come garanzia a fronte dei prestiti. In teoria questo dovrebbe rendere più facile lo scongelamento del credito. Però il credito non riparte e la Bce intanto si è imbottita di titoli di valore, oggi, assai dubbio.
6 - LA TELENOVELA FORTIS...
Andrea Bonanni per "la Repubblica" - Continua la telenovela di Fortis Banque, il gruppo bancario assicurativo belga entrato in crisi lo scorso autunno, smembrato con l´intervento dello stato belga e di quello olandese e le cui partecipazioni rimaste nella parte belga erano poi state cedute al gruppo francese Bnp-Paribas. Sull´operazione era intervenuta la corte d´appello belga, affermando che la cessione a Bnp non poteva essere decisa solo dallo stato, ma doveva avere l´approvazione dei piccoli azionisti.
Questi si riuniranno in assemblea l´11 febbraio. Il tribunale aveva anche nominato un panel di esperti per valutare la congruità dell´operazione e dare un parere indipendente. Nel rapporto reso ieri, i periti del tribunale hanno giudicato che la cessione a Bnp è stata un´operazione ragionevole e hanno bocciato ogni ipotesi di "stand alone" secondo cui la holding avrebbe potuto sopravvivere con le proprie forze.
Il panel ha tuttavia suggerito alcune modifiche all´accordo tra la banca francese e lo stato belga in modo che risulti più favorevole ai vecchi azionisti. Ora l´assemblea deve pronunciarsi. Ma il sostanziale avallo degli esperti indipendenti alla cessione dovrebbe giocare a favore del governo di Bruxelles. Quanto a Bnp, si è già detta disponibile a rivedere alcuni termini dell´acquisizione.
7 - BONUS AI MANAGER, INDAGATO THAIN EX MERRILL LYNCH...
Da "la Repubblica" - L´estate scorsa aveva messo sotto accusa Ubs per aver venduto prodotti "rischiosi" agli investitori. Qualche settimana fa ha costretto i manager di Goldman Sachs a rinunciare ai bonus. E ora ha messo nel suo raggio di azione l´ex numero uno di Merrill Lynch, John Thain. Il procuratore generale dello stato di New York Andrew Cuomo ha emesso un mandato di comparizione nei confronti dell´ex amministratore delegato della banca d´affari.
«L´atto - ha dichiarato Cuomo - è parte di un´inchiesta sui bonus per miliardi di dollari pagati da Merrill Lynch alla fine del 2008, pochi giorni prima della fusione con Bank of America». Il magistrato vuol vedere più chiaro sulle procedure - a suo dire - affrettate con cui Merrill ha anticipato i tempi per pagare i bonus prima della fusione.
8 - COSÌ SI LICENZIA UN BANCHIERE...
Federico Rampini per "la Repubblica" - La notizia gli è stata annunciata nell´ufficio che lui ha appena fatto ristrutturare, a spese dell´azienda, per 1,2 milioni di dollari (mobilio pregiato: un tappeto da 87.000 dollari e una credenza da 68.000). John Thain è stato dimissionato dal vertice di Merrill Lynch, la disastrata banca d´affari di Wall Street il cui salvataggio è una collezione di disastri. In teoria Merrill Lynch è stata rilevata da Bank of America, in realtà è il contribuente americano che paga, mese dopo mese, un conto sempre più salato.
A ottobre, mentre l´intero sistema bancario americano stava crollando, Merrill in testa, Thain tentò di farsi approvare dal consiglio d´amministrazione una gratifica personale di 30 milioni di dollari, da aggiungere al suo stipendio di 750.000 dollari annui. All´inizio del 2009, pochi giorni prima che l´acquisizione ad opera di Bank of America diventasse operativa, Thain approfittò degli ultimi momenti in cui poteva farlo e concesse generosi bonus a tutto il top management della banca.
Una settimana fa il Tesoro di Washington è dovuto intervenire con un nuovo assegno da 20 miliardi per ripianare le sue perdite; più 90 miliardi di garanzie pubbliche sui titoli-spazzatura ancora in pancia alla Merrill. Ieri, per annunciare a Thain che doveva fare le valigie non hanno mandato le guardie giurate della vigilanza, come si usa per i dipendenti normali. L´amministratore delegato della Bank of America è volato apposta fino a Manhattan dalla sede centrale di Bank of America (Charlotte, North Carolina). Col jet privato?
9 - LA COPERTA È CORTA...
Sara Bennewitz per "la Repubblica" - E´ dallo scorso ottobre che il dossier della Safilo giace in un cassetto, ma i tempi e le condizioni per un accordo non sono ancora maturi. L´operazione si fa più complicata, anche perché con la crisi le prospettive dell´azienda di occhiali peggiorano. L´ad Roberto Vedovotto è inoltre arbitro e tutore di interessi molto diversi tra di loro, quelli dei creditori, quelli della Safilo e quelli della famiglia Tabacchi che ha il 39,5%. La coperta è corta, per questo l´ex banchiere di Lehman è il più indicato a trovare una quadratura del cerchio, come ha fatto già in passato prima che la società ritornasse in Borsa.
La priorità è ripianare i debiti, perché Safilo avrebbe bisogno di un aumento di capitale, ma i creditori hanno bussato anche alla porta della Only3T di Tabacchi. Infine i private equity per mettere i soldi in Safilo vogliono carta bianca sulla governance e la famiglia non è disposta a farsi da parte.
10 - VOLO A BASSA QUOTA PER I JET DI CITI...
Da "il Sole 24 Ore" - Citigroup non decolla a Wall Street. E d'ora in poi faticherà a decollare anche in aeroporto. L'amministrazione Obama ha infatti chiesto alla ex banca più grande del mondo di bloccare l'acquisto di un nuovo jet aziendale, che sarebbe costato 45 milioni di dollari. L'acquisto -ha commentato il Dipartimento del Tesoro -«è inaccettabile». Citigroup è infatti una delle banche che ha più beneficiato degli aiuti del Governo Usa, dato che ha ricevuto nei mesi passati ben 45 miliardi di dollari. Per cui, ha rimarcato il portavoce della Casa Bianca,«l'acquisto di un jet non sarebbe il modo migliore per spendere quei soldi».
La voce del maxi acquisto (che avrebbe bruciato l'1% degli aiuti statali già incassati) si era sparsa in giornata: Citi - si diceva - non poteva bloccare l'ordine, perché avrebbe pagato una penalità. Ma in serata, dopo la "moral suasion" della Casa Bianca, un portavoce di Citigroup ha annunciato che «non sarà acquistato alcun aereo». O comunque sarà rivenduto o affittato. La speranza è che il decollo, più che all'aeroporto, avvenga a Wall Street. (My.L.)
11 - TRIBUTO ARTISTICO A BERNIE MADOFF...
Da "il Sole 24 Ore" - Le ville dei truffatori hanno sempre ispirato manifestazioni spontanee. Per il ritorno in Italia del Cavaliere Calisto Tanzi, il 29 dicembre del 2003, una folla di curiosi assediò il cancello della villa di famiglia, tentando di cogliere nel fumo del camino il segno della presenza dei Tanzi. Purtroppo, nonostante le fatiche del lungo viaggio sudamericano, il Cavaliere fu trattenuto a Milano (San Vittore) frustrando le curiosità di chi attendeva al freddo. Poco grave: riposti cartelli e speranze, parte della folla si abbruttì nel gridare insulti fuori dalla villetta a schiera di Fausto Tonna, ex braccio destro di Tanzi.
Col tempo le truffe hanno inflazionato queste proteste ma le manifestazioni di dissenso si sono anche raffinate. Lunedì mattina alla villa di Palm Beach di Bernie Madoff è comparsa per esempio un'istallazione di notevole interesse: un addobbo di carta igienica per l'albero della villa di famiglia. Monito simbolico di un investitore che forse voleva richiamare l'attenzione del finanziere sul valore marginale della rendicontazione cartacea dei fondi Madoff. (R.Fi.)
12 - LA CURA DI UBS A COLPI DI BONUS...
Da "il Sole 24 Ore" - Ubs potrebbe versare circa 2 miliardi di franchi di bonus per il 2008. La banca non conferma la cifra, ma dice che i bonus ci saranno, seppure non più per il vertice. La notizia provoca polemiche in Svizzera, considerando il rosso nei conti di Ubs le voci indicano 20 miliardi di franchi - ed il fatto che Governo e Banca nazionale hanno messo soldi pubblici per il salvataggio. Venerdì scorso c'era stata la buona notizia del voto consultivo sulle remunerazioni concesso all'assemblea degli azionisti da parte di Ubs, Credit Suisse, Nestlé.
Ora queste indiscrezioni sui bonus Ubs, che sono di molto inferiori a quelli del 2007 ma che fanno pensare secondo molti analisti ad un errore. E le critiche toccano anche la Finma, l'autorità di vigilanza, che avrebbe dato il suo ok. La banca afferma che i bonus andranno solo a quadri ed impiegati meritevoli. Ma a questi livelli di perdite, causate dalla crisi subprime, i bonus restano evidentemente materiale esplosivo, a qualsiasi livello. (L.Te.)
13 - PARTE IL TOTO-NOMINE SUL DOPO DE BENEDETTI...
Da "il Sole 24 Ore" - L'addio si è consumato da meno di ventiquattr'ore, ma il mercato già si agita sul dopo Carlo De Benedetti. A chi andrà lo scettro della presidenza di Cir, Cofide, l'Espsresso dopo che l'Ingegnere ha annunciato il ritiro dal suo impero (ritiro parziale perchè comuqnue l'imprenditore manterrà il potere di nomina dei direttori di Espresso e Repubblica)? Il tam tam dei palazzi romani e milanesi ha iniziato a risuonare e molti sono i nomi che già circolano: figure istituzionali di altro profilo. Tra le indiscrezioni, alcune vanno nella direzione di Antonio Maccanico.
L'ex presidente di Mediobanca e ministro delle Poste con il Governo Prodi nel 1996 avrebbe tutte le carte in regola. A favore di Maccanico, però, non gioca l'età: 85 anni da compiere il prossimo agosto. In pole position vengono accreditati anche il giurista Guido Rossi, che non disdegna avventure imprenditoriali (come Telecom Italia), e l'ex presidente Consob (ed editorialista di Repubblica) Luigi Spaventa. (S.Fi.)







