FABRICA SGR (CALTAGIRONE) CHIAMA IN CAUSA L’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE (ANAC) DI RAFFAELE CANTONE SUL CASO ENASARCO RELATIVO ALLA GESTIONE DEI DUE FONDI IMMOBILIARI DI SORGENTE SGR. A BREVE LA PRONUNCIA DEL CONSIGLIO DI STATO SULLA GARA

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Anna Messia per MF- Milano Finanza

 

paola e valter mainetti paola e valter mainetti

Sono arrivati fino all'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) di Raffaele Cantone gli strascichi della guerra scoppiata intorno ai fondi immobiliari di Enasarco. La questione è quella di due fondi del mattone partecipati dalla Fondazione Enasarco, che gestisce le pensioni di agenti e rappresentanti di commercio: si chiamano Megas (oltre 500 milioni) e Michelangelo 2 (oltre 350 milioni) e al loro interno ci sono palazzi di pregio, come la Galleria Alberto Sordi a Roma.

 

Tali fondi fino a qualche mese erano gestiti dalla Sorgente Sgr di Valter Mainetti, dopodiché è scoppiata un'aspra guerra legale tra i due ex alleati e la Fondazione guidata da Gian Roberto Costa ha deciso di revocare il mandato a Sorgente, avviando un beauty contest sul mercato che ha portato a selezionare due nuove società di gestione. Dea Capitai e Prelios.

ENASARCO 3 ENASARCO 3

 

Il passaggio di consegne ha però portato con sé nuovi ricorsi legali. Non solo quello, a questo punto piuttosto scontato, di Sorgente Sgr (che con Enasarco ha in piedi addirittura sei posizioni giudiziarie), che si è rivolta al Consiglio di Stato contestando la scelta della Fondazione di procedere tramite beauty contest invece che tramite una gara europea.

GIANROBERTO COSTA ENASARCO GIANROBERTO COSTA ENASARCO

 

Ad opporsi alla scelta di Enasarco, secondo quanto risultata a MF- Milano Finanza, è stata anche Fabrica Sgr, che avrebbe deciso di rivolgersi appunto all'Anac per il fatto di non essere stata chiamata a prendere parte al beauty contest nonostante si tratti di una delle principali sgr immobiliari del mercato.

 

Da parte sua il presidente di Enasarco Costa in un'intervista pubblicata il 10 luglio scorso su MF-Milano Finanza aveva sostenuto che la Fondazione si era trovata ad agire d'urgenza per evitare che, in base ad alcune clausole del contratto, Sorgente acquisisse il diritto di vendere gli immobili dei fondi.

 

RAFFAELE CANTONE RAFFAELE CANTONE

Per Costa comunque non c'era motivo di muoversi tramite gara europea visto che in ballo c'era un investimento finanziario e non un appalto di servizio. Non solo; in ogni caso, secondo il numero uno della Fondazione Enasarco, il beauty contest è stato aperto al mercato e l'invito a partecipare è stato spedito a 11 società di gestione.

 

Ma la sensazione è che lo scontro non sia ancora finito e qualche punto fermo in questa vicenda potrebbe arrivare a breve. Sorgente avrebbe chiesto infatti al Consiglio di Stato una sospensiva d'urgenza per la scelta dei nuovi gestori e la pronuncia dei giudici potrebbe arrivate già entro fine luglio.

 

immobili Enasarco1 immobili Enasarco1

Nel frattempo il gruppo di Mainetti avrebbe anche dato incarico allo studio legale Vassalli Olivo di esprimere un parere sulle responsabilità penali di Costa nella vicenda legata ai rapporti con Sorgente. I toni insomma si stanno alzando e intanto nei giorni scorsi lo stesso Mainetti a stato rinviato a giudizio per calunnia.

 

L'imputazione nasce dalle parole pronunciate da Mainetti il 2 marzo 2017 davanti alla commissione parlamentare sugli enti previdenziali in cui annunciò di avere intentato causa civile per danni nei confronti di Brunetto Boco e Roberto Lamonica.

 

BRUNETTO BOCO ENASARCO BRUNETTO BOCO ENASARCO

All'epoca dei fatti erano rispettivamente presidente e amministratore delegato di Enasarco e, secondo Mainetti, in consiglio di amministrazione si erano coalizzati per presentare in modo negativo e non corrispondente alla realtà l'attività di gestione di Sorgente Sgr con l'obiettivo di sollecitare l'affidamento dei fondi ad altri gestori. In questo caso per sapere da che parte sta la ragione bisognerà attendere un po' di più: il processo si aprirà infatti solo a febbraio 2019.

 

 

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