FINI PER FARE CIN CIN CON LADY ELI SBARCA A NEW YORK (E L'ICE PAGA) - POST-GERONZI: LA FORTE ALLEANZA CALTAGIRONE-MUSSARI PER UN MONTE DEI PASCHI DE NOANTRI - MUSSARI ALLA PRESIDENZA DELL’ABI? IN PISTA PER MPS C'È ARPE? (GERONZI PERMETTENDO) - PAOLO ROMANI RIVELA CHE LA TELEVISIONE PUBBLICA ARMENA HA UN BUDGET DI SOLI 3 MILIONI DI EURO E AMMICCANDO AD ANTONIO MARANO GLI HA CHIESTO SCHERZOSAMENTE: “COSA CI FAI TU CON 3 MILIONI?”. LA RISPOSTA DI MEZZOBANANO: “CI PAGO A STENTO SIMONA VENTURA” - DE AGOSTINI INGRANA 'LA SEXTA' PER CONTRASTARE 'LA CUATRO' DEL BISCIONE IBERICO - DOPO DRAGO DRAGHI: IL TRENONTIANO GRILLI E BINI SMAGHI ALL'ASSALTO DI VIA NAZIONALE -
1- FINI PER FARE CIN CIN CON LADY ELI SBARCA A NEW YORK (E L'ICE PAGA)
Se la prossima settimana vi capita di andare a New York e di incrociare Gianfranco Fini insieme a Lady Eli Tulliani, non vi stupite per la loro aria stranamente euforica.
GIANFRANCO FINI
Il presidente della Camera ha deciso di volare nella Grande Mela per "Vino 2010" la manifestazione che per sette giorni celebra il nettare di Bacco per la delizia degli americani. Il cuore dell'evento sarà il Waldorf Astoria, il vecchio albergo della Quinta Strada nel quale confluiranno i rappresentanti di tutte le aziende vinicole italiane che non hanno badato a spese pur di affermare la bontà dei prodotti.
FINI E TULLIANI IN CINTA - CHI.
E non hanno badato a spese nemmeno l'Ice, il ministero dell'Agricoltura e le quattro regioni (Calabria, Puglia, Toscana, Veneto) che hanno organizzato un fitto programma di incontri e di seminari con i grandi distributori delle aziende Usa. L'evento più importante sarà comunque la cena di gala organizzata per la sera di giovedì al Grand Hyatt Hotel sulla 42esima strada dove Fini terrà un discorso fondamentale.
Gli organizzatori si stanno mobilitando presso tutte le associazioni degli Italiani d'America per vendere i posti a tavola al prezzo di 199 dollari. È probabile che al di là delle degustazioni il leader italiano colga l'occasione per alcuni incontri riservati con esponenti dell'Amministrazione americana.
Gianfranco Fini ed Elisabetta Tulliani al Senato
2- PAOLO ROMANI RIVELA CHE LA TELEVISIONE PUBBLICA ARMENA HA UN BUDGET DI SOLI 3 MILIONI DI EURO E AMMICCANDO AD ANTONIO MARANO GLI HA CHIESTO SCHERZOSAMENTE: "COSA CI FAI TU CON 3 MILIONI?". LA RISPOSTA DEL VICEDIRETTORE GENERALE DELLA RAI È STATA: "CI PAGO A STENTO SIMONA VENTURA"
Sempre a proposito di Fini vale la pena segnalare il clima con cui è stato accolto ieri mattina alle 10 quando è entrato nella Sala della Lupa a Montecitorio dove si celebrava la figura di Guglielmo Marconi nel centenario del premio Nobel.
UMBERTO VATTANI E MOGLIE - Copyright Pizzi
new york 001
Il presidente della Camera è entrato trionfalmente tra due ali di commessi impettiti come custodi del Santo Graal, ed era seguito dallo stato maggiore delle telecomunicazioni presente al completo. Tra questi Stefano Parisi, Vincenzo Novari, Paolo Bertoluzzo, Luigi Gubitosi, i dirigenti della Rai, Massimo Sarmi e il ferroviere Mauro Moretti. La sala era stipata all'inverosimile e l'ingresso di Fini come una rockstar è stato immortalato da molti telefonini, poi è toccato ad Enrichetto Manca fare gli onori di casa.
L'esponente socialista ricopre infatti la carica di presidente della Fondazione Ugo Bordoni, dedicata all'ingegnere romano degli anni ‘30, e organizzatrice dell'evento. Sotto il peso dell'emozione e dei 79 anni, l'ex-presidente della Rai ha lasciato in apprensione la platea quando si è allontanato dalla sala per un malore, ma i timori si sono dissolti rapidamente dopo l'intervento di un medico.
A dare un tocco di leggerezza è stata la presenza di Elettra Marconi, svolazzante come la fata turchina nel suo tailleur verde pavone, che ha accolto con grazia i saluti e gli omaggi dei relatori. Accanto alla principessa, che pur restando orfana a sette anni continua a snocciolare aneddoti sul padre con una memoria prodigiosa, c'era anche il figlio Guglielmo, ma a dire il vero nessuno se l'è filato più di tanto.
PAOLO ROMANI
Più attenzione invece è stata rivolta agli interventi della tavola rotonda nella quale si è parlato di ricerca e del problema della Rete di TelecomItalia. Tra gli interventi più significativi va ricordato quello di Valerio Zingarelli, il manager che assomiglia in maniera strabiliante al defunto Pandit Nehru, e che dal luglio 2007 guida Babelgum, la società creata da Silvio Scaglia.
ANTONIO MARANO
Interessante anche il punto di vista di Stefano Parisi che ha ricordato come il leader israeliano Netanyahu negli anni '90 abbia traghettato il suo paese verso l'economia di mercato, trasformandolo da stato agricolo dove si coltivavano i pompelmi, a Silicon Valley del Mediterraneo.
Il richiamo alla Rete di Telecom è arrivato da Vincenzo Novari, l'amministratore di 3 Italia che tra lo stupore generale ha salutato Moretti e Sarmi come "unici veri innovatori", e ha ricordato che l'infrastruttura di Telecom rischia di finire nelle mani degli spagnoli di Telefonica.
A questo punto l'asticella del dibattito si è alzata con il viceministro Paolo Romani, appena rientrato da una missione in Armenia, che ha escluso qualsiasi esproprio della Rete qualora Telecom finisse in mano agli spagnoli di Telefonica. L'ipotesi è stata scartata anche da Oscar Cicchetti, il braccio destro di Franchino Bernabè, che in maniera commovente ha ripetuto per l'ennesima volta che con Telefonica "si sta collaborando in termini di sinergie".
stefano parisi
Simona Ventura a Quelli che il Calcio
Purtroppo il moderatore Luca De Biase, il giornalista più cerebrale del "Sole 24 Ore", ha commesso l'errore di annunciare la presenza di un buffet prima dell'intervento di Paolo Romani. Così metà del pubblico ha abbandonato la sala e si è riversata sui piatti del sontuoso menu preparato da Enrichetto Manca dove risotti, lasagne, salmone e vini di gran pregio sono stati serviti sotto gli occhi arcigni degli uscieri della Camera.
È un vero peccato perché durante il suo intervento Romani ha rivelato che la televisione pubblica armena ha un budget di soli 3 milioni di euro e ammiccando ad Antonio Marano gli ha chiesto scherzosamente: "cosa ci fai tu con 3 milioni?". La risposta del vicedirettore generale della Rai è stata: "ci pago a stento Simona Ventura". La battuta si è persa nella sala semivuota dove più tardi Rocco Buttiglione ha osato citare Karl Popper per spiegare lo spirito imprenditoriale che animava Guglielmo Marconi.
Vincenzo Novari
3- LA FORTE ALLEANZA CALTA-MUSSARI CHE POTREBBE ANDARE ALLA PRESIDENZA DELL'ABI (IN PISTA ARPE?)
Nel suo studio di via Barberini Francesco Gaetano Caltagirone si diverte come un matto quando al telefono chiama l'amico Mussari del Monte dei Paschi di Siena.
PAOLO BERTOLUZZO - copyright Pizzi
Infatti prima della voce arriva il gingle che la banca ha inserito nelle suonerie con la canzone di Rino Gaetano, "Ma il cielo è sempre più blu". Al Calta, che ha la scrivania sommersa dai dossier di Acea, Generali e Alemanno, piacciono le prime parole cantate da Rino Gaetano che dicono: "chi vive in baracca, chi suda il salario, chi ama l'amore e i sogni di gloria...", sono parole che gli ricordano le fatiche giovanili e lo riportano con il cuore verso quella sinistra dove il genero Pierfurby Casini con i suoi giochetti stenta a posizionarsi.
In realtà fra tutti i dossier sul tavolo quello di MontePaschi, dove il costruttore-editore è vicepresidente, è forse il più interessante. Non è un mistero che negli ultimi tempi il suo sodalizio con il boccoluto avvocato calabrese Giuseppe Mussari è diventato sempre più forte al punto che qualcuno (come il "Sole 24 Ore" di ieri) ritiene che il capo della banca senese possa diventare presidente dell'Abi.
elettra marconi
Il fatto certo è che Francesco Gaetano ha deciso di premere l'acceleratore sulla presenza dell'Istituto toscano nel Centro-Italia, e a questo proposito a Siena hanno deciso di aprire nuovi sportelli nella Capitale per mordere spazio a BNL-Paribas e a Unicredit. I numeri di Rocca Salimbeni non sono meravigliosi.
Enrico Manca
Tra le prime sei banche italiane MontePaschi è quella meno patrimonializzata e il titolo in Borsa in un anno ha dato poche soddisfazioni. Di sicuro c'è comunque la forte alleanza che in questo momento lega il Calta con il ganzo Mussari che potrebbe andare alla presidenza dell'Abi. Se questo progetto si realizzasse si aprirebbe però un problema di rafforzamento del management al vertice di MontePaschi dove nell'organigramma manca la figura dell'amministratore delegato.
E a questo proposito vanno registrate le voci sempre più insistenti che il candidato ideale potrebbe essere Matteuccio Arpe, l'uomo che pochi giorni fa è entrato al 36° posto nella classifica dei manager migliori degli ultimi dieci anni.
Un uomo come Arpe potrebbe mettere sul piatto la sua esperienza in Capitalia per ripeterla nel contesto che vede MontePaschi ancora alle prese con la faticosa integrazione con Antonveneta. Di fronte a questa ipotesi suggestiva l'ostacolo più forte è rappresentato dall'ombra lunga di Cesarone Geronzi che a distanza di anni ha ancora il dente avvelenato nei confronti del "rothweiler" Arpe.
Occorre però ricordare che Caltagirone ha tra le mani un pacchetto di Generali che secondo alcuni è ben superiore al 2% dichiarato (si parla del 5-6%). Con le sue azioni il Calta potrebbe diventare determinante qualora Geronzi decidesse di ribaltare gli assetti del Leone di Trieste.
FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE E FANCIULLA
Mauro Moretti
4- DE AGOSTINI PRENDE 'LA SEXTA' PER CONTRASTARE L'AVANZATA SPAGNOLA DEL BISCIONE
Nel quartier generale di Novara di De Agostini seguono con ansia le trattative per l'acquisizione da parte del Gruppo dell'emittente spagnola "La Sexta", il canale televisivo controllato dai messicani di Televisa.
La società italiana è già proprietaria di "Antena3" che è stata la prima stazione televisiva privata in Spagna e nel 2003 è passata sotto il controllo dell'italo-spagnola "Planeta De Agostini". Sono ore decisive perché la trattativa sembra in dirittura d'arrivo.
A Dagospia risulta infatti che la conclusione dell'accordo potrebbe avvenire in queste ore e consentirebbe di acquisire in esclusiva i diritti del Campionato spagnolo e di quello mondiale per la Formula1. In questo modo De Agostini riuscirebbe a contrastare la presenza di Mediaset-Fininvest che pochi giorni fa ha acquisito per 1 miliardo di euro il controllo dell'altra emittente spagnola "Cuatro".
MussariMussari
9op 13 matteo arpe
In queste ore Josè Miguel Contreras, amministratore delegato de "La Sexta", è volato in Messico per sottoporre l'operazione ai suoi controllori di Televisa e ha ricevuto il mandato di chiudere l'affare con Silvio Gonzalez, il suo omologo ad "Antena3". L'operazione prevede una nuova società in cui far confluire le due tv ("Antena3", "La Sexta") con uno scambio azionario tra le controllanti "Planeta De Agostini" e Televisa, e un aumento di capitale che consenta di affrontare gli impegni assunti fino al 2013 per i diritti sportivi.
5- GRILLI ALL'ASSALTO DI VIA NAZIONALE
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che mentre si parla insistentemente della nomina di Draghi al vertice della Bce, nessun giornale finora si è azzardato a tirar fuori il nome del possibile successore alla Banca d'Italia.
LORENZO BINI SMAGHI - copyright Pizzi
Vittorio Grilli - Copyright Pizzi
I due candidati più probabili sono Vittorio Grilli e Lorenzo Bini Smaghi, il fiorentino che siede a Francoforte in rappresentanza dell'Italia. Se però l'operazione Draghi dovesse andare avanti, in pole position è il pallido Vittorio Grilli, l'attuale direttore generale del Tesoro che sta nel cuore di Giulietto Tremonti.
Milanese, 53 anni ,Grilli si è laureato alla Bocconi (la madre di tutti i sapientoni) e ha conseguito il dottorato all'università di Rochester. Per un paio d'anni è stato direttore di Credit Suisse First Boston a Londra, e quindi ha il pregio di non portarsi addosso il marchio di Goldman Sachs".







