FITCH ON THE FITCH – L’AGENZIA DI RATING SALVA L’ITALIA: IL GIUDIZIO SULL’AFFIDABILITA’ CREDITIZIA RIMANE INVARIATO A "BBB", DUE GRADINI SOPRA IL LIVELLO SPAZZATURA – EVITATO IL DECLASSAMENTO MA L’OUTLOOK RESTA NEGATIVO - LA NOTA DELL'AGENZIA: "RISCHIO ELEZIONI ANTICIPATE..."

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Da www.ilsole24ore.com

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Fitch salva l’Italia. L’agenzia di rating ha infatti lasciato invariato il giudizio sull’affidabilità creditizia dello Stato italiano a BBB, due gradini al di sopra del junk, la «serie B» dei rating nella quale sono relegati i debitori considerati meno affidabili. L’outlook, cioè le prospettive, resta negativo. L’agenzia controllata dal gruppo americano Hearst lo aveva modificato da «stabile» a «negativo» lo scorso 31 agosto. In quell’occasione Fitch aveva previsto con il governo M5s-Lega un «allentamento fiscale che lascerebbe l'alto livello di debito pubblico italiano più esposto a potenziali shock». Gli analisti di Fitch spiegavano all’epoca che il rischio era «in parte una funzione della natura nuova e non testata del governo», che ha a che fare con «le notevoli differenze politiche tra i partner di coalizione e le incoerenze tra l'alto costo per attuare i nuovi impegni stabilito nella sua politica del “Contratto” e l'obiettivo dichiarato di ridurre il debito pubblico».

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE

 

Questo invece il quadro aggiornato sull’Italia delle altre maggiori agenzie di rating. Lo scorso 19 ottobre, Moody’s ha declassato il rating dell’Italia a Baa3 da Baa2, cambiando l’outlook in stabile. Fra le ragioni del downgrade, l’agenzia cita la prospettiva di un deficit più alto delle attese e gli impatti negativi dello stallo di riforme strutturali e fiscali («Manca un piano coerente per la crescita»). La prospettiva non è scivolata a un livello negativo perché la Penisola conserva «punti di forza» nel credito che bilanciano le sue fragilità a livello fiscale. La pagella di Moody’s colloca l’Italia un solo gradino al di sopra del livello speculativo (junk).

 

Una settimana dopo, il 26 ottobre, Standard & Poor’s ha confermato il giudizio sull'Italia, abbassando però l'outlook da «stabile» a «negativo». L'agenzia ha lasciato invariati i rating sul debito pubblico italiano a BBB (a lungo termine) e A-2 (a breve termine), due gradini al di sopra del junk.

 

LA NOTA DI FITCH

Da repubblica.it

 

L'agenzia di rating Fitch conferma il giudizio sull'Italia, mantenendo il rating BBB. L'outlook per il Paese è ach'esso confermato, come negativo. È dunque stato evitato il downgrade per i conti dell'Italia.

La nota di Fitch è comunque abbastanza critica verso il nostro Paese. Secondo l'agenzia di Washington, le nostre amministrazioni pubbliche conservano un alto indebitamento come alto è il debito estero mentre il settore bancario si conferma debole (malgrado abbia smaltito quote consistenti di crediti non più esigibili).
 

 

Ora, la politica fiscale del Paese non tenta di risolvere queste criticità con un progetto organico. Prime misure di questo esecutivo - come il "Decreto Dignità" - sono considerate addirittura controproducenti per la crescita economica della Nazione.

L'Italia però mantiene dei punti di forza: l'economia diversificata, il reddito procapire medio, al punto che l'indebitamento delle famiglie si conferma tra i più contenuti al mondo. Anche il sistema pensionistico pubblico sostenibile. Il debito, che pure è altissimo, conserva una scadenza media "relativamente favorevole" (6-7 anni) ed è mitigato, come criticità, dall'appartenzenza del Paese all'Unione monetaria. 

Certo, a proposito di Europa, Fitch si augura anche che la maggioranza parlamentare tenga sotto controllo le "antipatie" già mostrate verso l'euro e Bruxelles.

In questo quadro tutto luci e ombre, Fitch prevede una crescita del Pil dello 0,3% nel 2019, in calo dallo 0,8% del 2018, con una crescita degli investimenti che è sridotta dello 0,4% rispetto al 3,8% dell'anno scorso. Lo stesso debito pubblico decollerà fino al 132,3% dellla ricchezza nazionale nel 2020 e al 131,7% nel 2018. Circostanze che ridurranno i "margini di manovra per una politica fiscale anti-ciclica".

 


Eppure l'agenzia pronostica "solo una lieve diminuzione della crescita dei consumi privati quest'anno, poiché un certo indebolimento della fiducia dei consumatori e una moderazione della crescita dell'occupazione sono in parte compensati dall'introduzione del reddito di cittadinanza".

Fitch si augura che la politica non rompa un equilibrio certo precario: "Le tensioni nella coalizione di governo e la possibilità di elezioni anticipate aggiungono incertezza sulle politiche economiche e di bilancio. Le differenze ideologiche tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega probabilmente aumenteranno queste tensioni".

 

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