LA FRECCIA DEL CIELO - I VERTICI DI FERROVIE VOLANO AD ATLANTA PER TRATTARE LE NOZZE ALITALIA-DELTA. IL PIANO DEL VETTORE AMERICANO PUNTA SUL LUNGO RAGGIO, OVVIAMENTE VERSO GLI STATI UNITI. POI I MANAGER ANDRANNO A DISCUTERE CON QUELLI DI LUFTHANSA - EASYJET INVECE VUOLE SOLO PRENDERE UN PO' DI AEREI E INCORPORARE UN PO' DI PERSONALE, GARANTENDOSI I DIRITTI DI VOLO SU LINATE

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Nicola Lillo per ''la Stampa''

 

ferrovie dello stato ferrovie dello stato

 

La prossima settimana sono in programma gli incontri con i manager di Delta, mentre a metà mese gli approfondimenti saranno con i vertici di Lufthansa. Per i manager delle Ferrovie dello Stato - che ormai hanno preso in mano la trattativa sul futuro di Alitalia - saranno giorni decisivi per capire quale sia il piano migliore per l' ex compagnia di bandiera. Anche perché il vicepremier Luigi Di Maio si aspetta risposte concrete e un piano industriale credibile entro la fine di febbraio.

 

La prossima settimana gli uomini dell' amministratore delegato di Ferrovie Gianfranco Battisti voleranno negli Usa, ad Atlanta, sede di Delta Airlines, accompagnati dai tre consulenti: Mediobanca, McKinsey e Oliver Wyman. Qui approfondiranno il piano del colosso americano, già abbozzato, che punta molto sulle tratte di lungo raggio, chiaramente verso gli Stati Uniti. Poi i manager si immergeranno nelle discussioni con i tedeschi, che vorrebbero mettere le mani sul ricco mercato italiano.

 

Trattativa serrata

 

DELTA AIRLINES1 DELTA AIRLINES1

Le due compagnie, spiega una fonte al lavoro sul dossier, «hanno una buona progettualità». Mentre Easyjet, il terzo vettore in pista, ha un piano considerato più debole e che punta ad acquisire solo una parte di aerei e incorporare una piccola quota di personale, garantendosi poi i diritti di volo sull' Aeroporto di Linate. Un progetto che non avrebbe convinto più di tanto le Ferrovie e il governo. La compagnia low cost non è comunque del tutto fuori dalla partita. Non si esclude che il vettore possa infatti rientrare in futuro nell' azionariato della nuova Alitalia con una quota di minoranza.

 

EASYJET EASYJET

Nei piani del governo - più volte delineati dal leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio - c' è l' idea di creare una nuova impresa partecipata con circa il 20% da Ferrovie (l' investimento potrebbe essere tra i 200 e i 300 milioni di euro), dal ministero dell' Economia che potrebbe trasformare in azioni una parte del prestito ponte da 900 milioni (si parla di 300 milioni e una quota del 15%) e con la partecipazione più corposa di compagnie del settore, con cui si sta trattando, e successivamente anche di aziende di Stato che sono però ancora da coinvolgere. Un progetto complicato e graduale: per ora infatti si è ai primi passi.

 

L' obiettivo, spiegano dal ministero, è individuare prima di tutto il partner con cui costruire l' operazione, poi - si ritiene - sarà più facile coinvolgere altri operatori finanziari e non.

danilo toninelli gianfranco battisti danilo toninelli gianfranco battisti

 

Alla ricerca di un partner Delta e Lufthansa sono dunque i vettori in prima fila che si interfacciano direttamente con le Ferrovie, che è stata di fatto incaricata dal governo di portare avanti le trattative, mentre i tre commissari di Alitalia hanno il compito ormai di gestire l' amministrazione straordinaria. Le Fs hanno infatti inviato una offerta vincolante a fine ottobre, subordinata ad alcune condizioni tra cui in primis l' individuazione di una compagnia con cui allearsi. Un passaggio che ha assegnato all' azienda guidata dall' amministratore delegato Battisti la titolarità del dossier.

 

I due colossi in campo oggi hanno però progetti leggermente differenti: quello di Delta è in una fase più avanzata e sarebbe più facile da realizzare, racconta una fonte, dato che non stravolgerebbe più di tanto le tratte e investirebbe su quelle verso gli Usa: anche per questo l' ipotesi è quella preferita dal governo. Quello di Lufthansa invece è un piano che stuzzica di più da un punto di vista strategico ma ha ancora alcuni aspetti che frenano l' esecutivo.

gianfranco battisti gianfranco battisti

 

A partire dagli esuberi, che sarebbero ancora troppo alti (circa 3 mila) e che il governo vuole evitare a tutti costi, e anche a causa dei pochi aerei che verrebbero acquistati. È chiaro che più sale il numero di mezzi, più è facile abbassare la quota di dipendenti fuori dal nuovo perimetro aziendale.

Nel governo si aspettano risposte rassicuranti e passi in avanti da parte dei vertici di Francoforte.

 

 

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