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LA SEC IN THE MOODY’S FOR LOVE (DI FRODE) – LA CONSOB AMERICANA ALZA BANDIERA BIANCA E ASSOLVE L’AGENZIA DI RATING ANCHE SE COLPEVOLE: “GONFIATE LE PAGELLE DELLE BANCHE, MA FUORI DAGLI USA..” - TRE ANNI DOPO LO SCOPPIO DELLA CRISI FINANZIARIA, LA SPECULAZIONE RESTA LA PRIMA FONTE DI REDDITO DEI COLOSSI DEL CREDITO E IL 77% DEGLI SCAMBI È IN MANO A SOLI DIECI GRANDI ISTITUTI…

Ugo Bertone per "Libero"

SECSEC

Trattenete il respiro per cinque secondi: in quel pur breve lasso di tempo, sui circuiti elettronici che collegano i cervelli della finanza globale, sono passati di mano scommesse per 310 milioni di dollari pro o contro l'euro o lo yen. Già, secondo l'ultimo rapporto della Banca dei Regolamenti internazionali di Basilea, ogni giorno i "Forex trading", cioè gli scambi valutari, ammontano a 4 mila miliardi di dollari, poco meno del doppio del debito pubblico italiano, il 25 per cento in più dei 3.300 miliardi di media del 2007.

Moody'sMoody's

Una cifra impressionante, anche perché:

1) nonostante la crisi, che nel 2009 ha fortemente colpito per la prima volta nel dopoguerra gli scambi commerciali, il mercato delle valute è in piena espansione;

2) il mercato, pur gigantesco, è nelle mani di un pugno di operatori, primi fra tutti Citigroup e Deutsche Bank. Una concentrazione che negli ultimi tre anni è addirittura cresciuta, visto che il 77 per cento degli scambi è in mano a soli dieci grandi istituti;

3) il fenomeno potrebbe essere cresciuto negli ultimi mesi. I dati di Basilea, infatti, si fermano allo scorso aprile. Ma la giornata più "elettrica"del mercato valutario si è verificata il 7maggio scorso, quando, causa la crisi greca, l'euro è finito, con il consenso delle grandi banche, sulle montagne russe.

Logo Logo "Citigroup"

Al di là di questi rilievi tecnici, però, il dato di fatto è che, tre anni dopo lo scoppio della crisi finanziaria, la speculazione resta la prima fonte di reddito dei colossi del credito che, nonostante la crisi sia tutt'altro che superata, hanno ripreso a fare utili a palate. Senza che, almeno per ora, siano intervenute regole efficaci per mettere sotto controllo il grande casinò della finanza globale.

DEUTSCHE BANKDEUTSCHE BANK

Anzi, lascia con l'amaro in bocca la clamorosa assoluzione, da parte della Sec (la Consob americana) di Moody's, uno dei grandi del rating, pur riconosciuto colpevole di aver fraudolentemente migliorato la pagella di alcuni prodotti derivati classificati (e venduti a banche e risparmiatori) con la tripla A nonostante fossero veri e propri "titoli spazzatura". Il reato è stato commesso, spiega la Sec, ma non sul territorio americano. Perciò, con le vecchie regole, la commissione ha dovuto alzare bandiera bianca, pur avvertendo che, se fossero già state in vigore le leggi approvate dal Congresso, una sanzione ci sarebbe stata.

Magra consolazione, si potrebbe obiettare. Anche perché, annuncia il New York Times, i segnali in arrivo da Washington non sono confortanti. Prendiamo la commissione d'inchiesta federale che dovrà, entro metà dicembre, concludere i lavori sulle cause della grande crisi: tra defezioni e polemiche, il pur ciclopico impegno (più di 500 audizioni, ultima proprio ieri quella di Richard Fuld, il presidente di Lehman Brothers al momento del crack) minaccia di finire in nulla o poco più. Eppur qualcosa si muove, replicano gli ottimisti.

FuldFuld

La settimana prossima, ad esempio,prenderà il via il primo mercato "trasparente" sui tassi di interesse, uno dei campi preferiti dalla speculazione. L'Icap, nome del nuovo mercato, risponderà ai requisiti richiesti dalle nuove leggi Usa, approvate nello scorso giugno, che cercano di metter ordine nel Far West dei cds dove, fino a d oggi, non esiste alcuna garanzia che i prezzi comunicati ai mercati siano effettivi (e non il frutto di una manipolazione) o, peggio ancora, una qualche forma di tutela nel caso che una delle controparti non sia in grado di rispettare il contratto. Due "buchi" che, in primavera, spinsero la Germania a vietare queste operazioni.

JPMorgan ChaseJPMorgan Chase

Altro, significativo passo in avanti: la Commodity Futures Trading Commission americana martedì ha finalmente raggiunto un accordo sugli anticipi da versare per partecipare a mercato dei cambi: d'ora in poi, per puntare su un aumento od un ribasso di 100 milioni di euro, una banca o un hedge dovrà versarne, sotto forma di cauzione, due, ovvero un cinquantesimo della scommessa. Vi sembra poco? Finora non esisteva un vincolo qualsiasi, anche se i più "seri" tra gli operatori imponevano il versamento dell'1 per cento.

Logo Logo " Goldman Sachs "

La quota, poi, è il risultato di un compromesso: le grandi banche hanno sostenuto che se fosse passato il vincolo del 10 per cento, l'efficienza dei mercati ne sarebbe stata compromessa. Intanto, tra i non pochi mugugni, i Big, da JP Morgan a Goldman Sachs e Morgan Stanley, (che nel frattempo hanno chiuso l'anno con quasi 22 miliardi di profitti, altro che crisi) si stanno attrezzando con largo anticipo alle nuove regole previste dalla legge Volcker, che impone di separare, tempo due anni, le attività di trading rispetto a quello di banca d'investimento, nel rispetto dei conflitti di interesse.

Morgan StanleyMorgan Stanley

Insomma, pur tra mille resistenze, le regole si fanno strada. Ma, nel tempo che con pazienza avete dedicato alla lettura di queste note (diciamo dieci minuti) gli gnomi di una decina di banche si sono passati di mano poco meno di 40 miliardi di dollari di controvalore: in commissioni fanno più di 200 milioni.

 

 
[02-09-2010]