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L’UE VEDE NERO: CRESCITA ZERO E RECESSIONE (INTANTO LE BORSE APRONO IN POSITIVO) – IL FISCO CI PROVA COI MORTI – UN QUARTO DI BOND PER INTESA – GOOGLE SCAPPA DA YAHOO! - COL BOOM VW DOLORI AI FONDI PENSIONE…

1 - CRISI, IL PESSIMISMO DELLA UE "CRESCITA ZERO E RECESSIONE"...
Da "Repubblica.it" - Due anni di crescita piatta. Le previsioni della Commissione europea disegnano questo lo scenario per l'economia italiana. Nelle previsioni d'autunno, pubblicate oggi la Commissione e anticipate da Repubblica, indica per l'Italia una crescita del pil pari a zero per il 2008 e il 2009 e una leggera ripresa allo 0,6% per il 2010. Nelle previsioni intermedie dello scorso 10 settembre Bruxelles puntava su un debole 0,1% per l'anno in corso, in linea con le previsioni del governo che, nella nota di aggiornamento al Dpef del 23 settembre scorso, ha stimato un Pil al +0,1% nel 2008 e al +0,5% nel 2009.

Bazoli e PasseraBazoli e Passera

Per quanto riguarda il debito pubblico italiano nel 2008 resterà al 104,1%, stesso livello dell'anno precedente, e nel 2009 tornerà a salire al 104,3%. Nel 2010 scenderà leggermente al 103,8%. Queste le nuove stime che spiega l'andamento con l'attesa stagnazione dell'economia italiana, ma anche con "un avanzo primario ancora troppo basso" intorno al 2,5%. "Due fattori - spiega Bruxelles - che impediranno ogni riduzione del debito nel 2008 e nel 2009".

Infine l'inflazione che, dopo aver chiuso il 2008 al 3,6%, tornerà al 2% nel 2009, grazie anche al previsto calo dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari. Previsto un leggero rialzo al 2,1% per il 2010.

Eurolandia. Tagliate le stime sul Pil di Eurolandia che - secondo le nuove previsioni - nel 2009 si attesterà allo 0,1%, "vicino alla stagnazione", contro la precedente previsione dell'1,5%. Nel 2010 è prevista una leggera ripresa allo 0,9%. L'Ue-27 crescerà dello 0,2% nel 2009 e dell'1,1% nel 2011.
Almunia. "L'orizzonte economico si è notevolmente oscurato per le conseguenze della crisi finanziaria sull'economia dell'Unione Europea, crisi che si è aggravata nel corso dell'autunno e sta pesando sulla fiducia degli investitori e dei consumatori" è il preoccupato commento del commissario Ue agli Affari Economici, Joaquin Almunia.

2 - PIAZZA AFFARI APRE IN POSITIVO, IMPREGILO+5,1%, MIBTEL+1%...
(Apcom) -
Piazza Affari ha aperto al prima seduta della settimana in positivo, in linea con le altre Borse europee e sulla scia della buona chiusura venerdì di Wall Street e del buon andamento stamattina delle piazze asiatiche. C'è un'attesa fiduciosa sia nei confronti della Bce, che giovedì 6 novembre dovrebbe tagliare il costo del denaro di mezzo punto, sia nei confronti del governo italiano, che sta definendo il prestito al sistema bancario per il sostegno alla liquidità. Il Mibtel guadagna l'1% e l'S&P Mib l'1,1%.

Sul listino principale partenza a razzo per Impregilo (+6,2%) dopo le indiscrezioni, smentite dalla società, di un interesse da parte dei fondi sovrani libici ad entrare nel capitale del gruppo. In rialzo anche i titoli bancari, a partire da Bpm (+2,5%), Unicredit (+2,1%), Mps (+2%) e Intesa (+1,3%) che riguadagnano posizioni dopo le perdite registrate la settimana scorsa. Denaro anche sugli energetici con Saipem (+3%) e Tenaris (+2,5%) e su Fastweb (+2,9%), Atlantia (+2,8%), Pirelli (+2,5%) e Finmeccanica (+2,4%). Partenza in negativo, invece, per Italcementi (-3,3%) e Telecom (-2%).

Sul generale non riesce a fare prezzo Tiscali (rialzo teorico del 14%) dopo le indiscrezioni di stampa che indicano un interesse di BSkyB di Rupert Murdoch per gli asset inglesi del gruppo sardo.
Denaro su Hera (+8,9%), Ifil (+5,5%), Ifi Privilegiate (+5,4%) e Gemina (+4,5%).

Wall StreetWall Street

3 - EUROPA POSITIVA IN APERTURA, COMMERZBANK+11,6%, DAX+1,3%...
(Apcom) -
Apertura positiva per le principali Borse europee sulla scia della chiusura al rialzo venerdì di Wall Street e del buon andamento stamattina delle piazze asiatiche. I mercati sembrano attendere con fiducia alla mossa della Bce che giovedì prossimo dovrebbe tagliare di mezzo punto il costo del denaro in Europa. Il Dax segna +1,3%, il Cac40 +0,5% mentre Londra è vicina alla parità dopo un partenza in buon rialzo (Ftse100 -0,1%). Positivi quasi tutti gli indici di settore, con rialzi più consistenti per risorse di base, servizi finanziari, utility, tecnologici e assicurativi.

A Londra soffrono in apertura i titoli bancari con Barclays (-8,3%), Hsbc (-4,3%), Rbs (-2,2%) e Lloyds Tsb (-1,9%), in rialzo Lse (+5,5%), Old Mutual (+5,5%) e le risorse di base con Vedanta (+4,8%) e Kazakhmys (+3,7%). A Francoforte vola Commerzbank (11,6%) sulla notizia che la seconda banca tedesca riceverà 8,2 miliardi di euro da Berlino e una garanzia su nuovi debiti fino a 15 miliardi. In rialzo anche Continental (+5,3%), Deutsche Bank (+4,1%) e Infineon (+3,2%). A Parigi bene SocGen (+1,8%) nonostante la netta frenata degli utili nel terzo trimestre. In rialzo anche Vivendi (+2,7%) e Dexia (+2,7%), in rosso L'Oreal (-1,6%) e Vallourec (-1,3%),

4 - Fisco pasticcione «cartelle pazze» anche ai defunti...
Da "La Stampa" -
Il fisco non lascia in pace neanche i defunti. Lo sostiene l'associazione Contribuenti.it, secondo la quale «la nuova ondata di cartelle pazze ha colpito finanche 12.500 contribuenti che hanno lasciato da tempo il mondo, richiedendo la tassazione separata». Sono oltre 2,5 milioni - sostiene Contribuenti.it - le cartelle esattoriali errate "notificate" in questi giorni ai contribuenti italiani per redditi soggetti a tassazione separata.

«Il fenomeno delle cartelle pazze, cioè sbagliate - aggiunge l'associazione in una nota - ha colpito cittadini in regola con il fisco che hanno compilato il quadro RM del modello Unico Persone Fisiche 2006, anno d'imposta 2005, e si registra principalmente in Campania, Lazio, Lombardia, Liguria, Veneto, Piemonte, Umbria, Marche, Abruzzo, Calabria Puglia e Sicilia. Purtroppo solo il 2% (50mila su 2,5 milioni) delle cartelle pazze è stato individuato dal servizio di controllo interno dell'amministrazione prima della spedizione».

5 - LONDRA SFIDA LA RECESSIONE CON UN GIGANTE DEL COMMERCIO...
Enrico Franceschini per "la Repubblica" -
La stampa britannica lo descrive come «il più grande centro commerciale d´Europa» e indubbiamente le cifre dello Westfield, lo shopping-centre inaugurato la settimana scorsa a Shepherd Bush, quartiere a ovest di Londra, sono impressionanti: 280 negozi (con spazio ancora libero per altri 11, se siete interessati), 47 ristoranti, 13 sale cinematografiche, 96 scale mobili, 7 mila dipendenti, 680 telecamere a circuito chiuso, oltre naturalmente all´immancabile supermercato alimentare, in uno spazio pari a quello di 30 campi da football.

Wall StreetWall Street

Secondo Boris Johnson, sindaco della capitale, l´apertura di questo nuovo tempio dello shopping è «un segno di fiducia nel futuro di Londra», nonostante coincida con la peggiore crisi finanziaria mondiale dagli anni Trenta. Ma non tutti sono altrettanto ottimisti. «E´ un monumento a un´era del passato», scrive ad esempio il quotidiano Guardian. Di certo è l´ennesimo monumento alla globalizzazione economica del Regno Unito: il centro commerciale è di proprietà al 50 per cento ciascuna della Commerz Real, una società immobiliare tedesca, e della Westfield (da cui il suo nome), una società d´investimenti australiana. Genera complessivamente 88 milioni di sterline l´anno di affitto, pari a un centinaio di milioni di euro: il 30 per cento in meno del secondo più grande shopping-centre britannico, quello di Bluewater, nel Kent, perché gli affitti sono per il momento più bassi, appunto a causa della crisi.

6 - EMERGENZA TEDESCA...
Andrea Tarquini per "la Repubblica" - Non basta il pacchetto concordato con il resto dell´Unione europea per offrire garanzie e fondi di salvataggio a banche e assicurazioni. Il governo federale fa sul serio: dopodomani varerà un piano d´emergenza di aiuti all´economia e all´occupazione e di lotta alla recessione, incubo sempre più concreto per l´Europa della zona euro. Nel suo messaggio online settimanale al paese, la cancelliera Angela Merkel ha annunciato in rete un piano in sedici punti per investimenti pubblici per circa cinquanta miliardi di euro. «Vogliamo fare di tutto per rendere sicuri i posti di lavoro e lo sviluppo dei comparti-chiave dell´economia», ha detto la cancelliera. Si tratterà di investimenti nelle infrastrutture come di aiuti alle piccole e medie imprese e agevolazioni straordinarie alle aziende che investono, o ai poteri locali (comuni e regioni) che mettono fondi a disposizione. I tedeschi dunque vogliono dare il segnale di fare sul serio. Segno che le élites al potere sono allarmate più che mai dalla serietà della crisi internazionale e dai suoi effetti di medio e lungo termine sull´economia reale. Secondo il ministro dell´Economia, Michael Glos, il piano che la Grosse Koalition vuole varare mercoledì può salvare ben un milione di posti di lavoro, cioè un numero di occupati pari a oltre un terzo dei disoccupati in Germania.

Angela MerkelAngela Merkel

7 - INTESA SI ACCONTENTA DI UN QUARTO DI BOND...
My. L. per "Il Sole 24 Ore" -
Pochi mesi l'intero ammontare sarebbe andato a ruba. Ma oggi, con i tempi che corrono, a Intesa Sanpaolo considerano un buon risultato avere collocato alla propria clientela 382,4 milioni di euro di obbligazioni subordinate: solo un quarto degli 1,5 miliardi preventivati 20 giorni fa. D'altra parte anche in Piazza Scala non possono che prendere atto del fatto che ormai, con la Borsa che sembra impazzita, anche i piccoli risparmiatori preferiscono comprare BoT piuttosto che obbligazioni bancarie. E come dargli torto? Se persino le banche non si prestano i soldi l'una con l'altra... Dal quartier generale di Intesa Sanpaolo chiariscono che l'istituto non aveva alcuna necessità di finanziamento e che il bond era solo un «di più», «pensato appositamente per aiutare la clientela». Ma le buone intenzioni a volte non bastano: i rendimenti contano, e i risparmiatori sono sempre meno inclini ad accettare interessi più bassi di quelli offerti agli operatori istituzionali. Un messaggio per l'intero sistema bancario.

Giulio TremontiGiulio Tremonti

8 - PARTNER DI YAHOO! IN FUGA CON L'ANTITRUST...
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" -
Forse Yahoo! rimarrà «single», o semplicemente zitella. Perché dopo avere respinto l'offerta di Microsoft da 47,5 miliardi di dollari (oggi a Wall Street ne capitalizza appena 18 miliardi) la società guidata da Jerry Jang sta per perdere anche il potenziale alleato Google. Il motore di ricerca internet più importante del mondo sta infatti considerando l'eventualità di ritirarsi dall'accordo di ricerca pubblicitaria siglato con Yahoo! lo scorso giugno, per non incorrere nelle restrizioni che le autorità antitrust degli Stati Uniti sarebbero pronte a imporre. Al momento si parla solo di indiscrezioni, ma se verranno confermate il fallimento dell'accordo peserebbe soprattutto su Yahoo! che sull'alleanza aveva riposto le speranze di un riscatto dopo il fallimento dei negoziati con Microsoft. La posizione ufficiale di Google è che i vertici del motore di ricerca «stanno ancora parlando» con il dipartimento di Giustizia americano, quella di Yahoo! che «l'accordo rafforzerà la sua posizione competitiva». Se ci sarà.

9 - IL PASSAPORTO DELLE SGR ALLA DOGANA DI DUBLINO...
R. Sa. per "Il Sole 24 Ore" -
La modifica alla direttiva europea sui fondi comuni d'investimento deve includere anche il passaporto europeo per le società di gestione del risparmio. Va in questa direzione il parere rilasciato ieri dal Cesr (il comitato europeo dei regulator) in risposta ad una richiesta della Commissione europea. L'approccio deciso dal Cesr, che apre la strada ad una più intensa competizione sulla localizzazione delle società di gestione e delle loro attività connesse, ha prevalso sulle resistenze di quei paesi (soprattutto Lussemburgo ed Irlanda) che vedono minacciate le loro attuali rendite di posizione. E che hanno votato contro il parere.L'esito della vicenda rappresenta un indubbio successo per il presidente della Consob Lamberto Cardia che ha guidato il gruppo di lavoro del Cesr incaricato di redigere il parere, riuscendo nell'impresa di evitare che i dissensi bloccassero il progetto. Ora il documento torna sulla scrivania del commissario europeo Charlie McCreevy con un chiaro mandato sulla strada che deve intraprendere.
Anche dimenticando la sua nazionalità irlandese.

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10 - AMENDUNI PRENDE POSTO IN AEDES...
L. G. per "Il Sole 24 Ore" -
In casa Aedes arriva un piccolo rimpasto che ha il sapore, però, di un passaggio concreto. La famiglia Amenduni ha messo un primo piede al vertice della società. Conferma indiretta che il gruppo dell'acciaio ha interesse a prendere parte in prima persona al salvataggio del gruppo immobiliare, del quale è azionista con circa il 14%. Ieri, infatti, ha fatto il proprio ingresso nel board della Aedes Domenico Bellomi, direttore finanziario delle Acciaierie Valbruna, società che fa capo alla famiglia vicentina. L'ingresso, peraltro, è avvenuto in occasione di un board della società chiamato a fare il punto sugli ultimi contatti avuti con le banche creditrici. Nei giorni scorsi si sono tenuti alcuni summit tra i principali istituti esposti verso la società immobiliare e il vertice dell'azienda. Ciò per analizzare il nuovo piano industriale di Aedes, nato dalla commistione tra le idee di Sopaf e le linee guida del gruppo.

11 - IL BOOM DI VOLKSWAGEN FA MALE AI FONDI PENSIONE...
Giovanni Pons per "la Repubblica" -
Il caso Porsche-Volkswagen offre uno spunto per misurare la forza del nazionalismo tedesco. Il problema è nato quando Porsche ha dichiarato di avere quasi il 75% delle azioni della casa di Wolfsburg. Poiché un altro 20% è detenuto dalla Sassonia rimaneva solo un 5% del capitale in Borsa contro il 12% che figurava a prestito per operazioni speculative al ribasso. Di qui la folle corsa a ricoprirsi degli hedge fund che, a causa della leva utilizzata nelle loro operazioni, rischiavano di fallire se non chiudevano le posizioni. Il fiume di acquisti su un flottante ridotto ha fatto schizzare la capitalizzazione di Volkswagen, tanto che il titolo è arrivato a pesare per il 27% sull´indice Dax della Borsa di Francoforte. È stato a quel punto che è scattata la rivolta dei fondi pensione tedeschi, normalmente indicizzati al Dax, che si sono trovati sottopesati e dunque costretti in qualche modo a riposizionarsi su un indice gonfiato dalle azioni Volkswagen. Mettendo così a repentaglio porzioni di pensioni dei lavoratori. A quel punto le autorità hanno "costretto" Porsche a riversare un 5% sul mercato per calmierare la situazione. E proprio ieri sono stati modificati i regolamenti rendendo più facile escludere dall´indice i titoli più volatili. Certo, finché a perdere erano gli hedge e a guadagnare era Porsche, nessuna voce si era levata. Ma, giustamente, se si tratta delle pensioni dei tedeschi il discorso è diverso.

 
[03-11-2008]