MALACALZA CONQUISTA LA MAGGIORANZA DEL NUOVO CDA DI CARIGE GRAZIE AL 52,58% DEI VOTANTI (30,5% DEL CAPITALE) IN ASSEMBLEA CHE HA ELETTO PIETRO MODIANO ALLA PRESIDENZA E LUCREZIA REICHLIN VICEPRESIDENTE - L'ESITO RISPECCHIA IL PRONOSTICO DOPO CHE BANKITALIA E IL GIUDICE CIVILE HANNO CONGELATO I DIRITTI DI VOTO DEL PATTO DI RAFFAELE MINCIONE AL 9,9%

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Rosario Dimito per “il Messaggero”

 

vittorio malacalza vittorio malacalza

Malacalza Investimenti conquista la maggioranza del nuovo cda di Carige grazie al 52,58% dei votanti (30,5% del capitale) riscosso all' assemblea di ieri che ha eletto Pietro Modiano alla presidenza e Lucrezia Reichlin vicepresidente. L'esito rispecchia il pronostico dopo che Bankitalia e il giudice civile hanno congelato i diritti di voto del patto di Raffaele Mincione al 9,9%: la sua lista ha ottenuto il 28,8% dei votanti (16,6% del capitale).

 

In base al meccanismo statutario Malacalza ha ottenuto 7 posti, 3 Mincione e solo 1 Assogestioni (16,77%) che per un banale errore, ha perso un consigliere, a vantaggio del vincitore, non avendo calcolato le quote rosa. Oggi alle 18 si riunirà il nuovo board per la nomina di Fabio Innocenzi come ad, fissare il compenso e indicare i quattro comitati interni.

 

MODIANO MODIANO

Mincione che è stato eletto in cda, abbandona propositi bellicosi e apre a Malacalza: «Non è il momento di continuare con le dispute. Bisogna da subito iniziare a lavorare per la messa in sicurezza della banca, lo dobbiamo ai dipendenti e al territorio.

 

Per questo auspico la massima collaborazione con il resto del board, composto da professionisti di altissimo livello». Di sicuro tra Mincione e Malacalza scoppierano divergenze sulle strategie visto che il finanziere è per una fusione con un altro gruppo tout court.

 

LE SCHERMAGLIE

«Non parliamo a priori di una aggregazione: un buon cda valuta le situazioni, le esamina, le porta al regolatore», ha detto al termine Vittorio Malacalza confermando una posizione attendista rispetto al pressing ribadito dalla Bce nella lettera del 14 settembre in cui suggerisce la necessità di un' alleanza da includere nel nuovo piano sul capitale da varare entro il 30 novembre. E anche il figlio Mattia, definisce «premature» le ipotesi di fusione.

LUCREZIA REICHLIN LUCREZIA REICHLIN

 

«A Genova non si può più sbagliare» commenta Modiano. Entrando all' assemblea il neo presidente aveva detto: «Fusione? Prima ristrutturare».

 

Molto sportivo l' ad uscente Paolo Fiorentino: «È un cda composto da alcuni professionisti di altissimo livello. Sono certo faranno un ottimo lavoro». Armistizio in Carige al termine di un' assemblea combattuta con molte schermaglia procedurali.

 

RAFFAELE MINCIONE RAFFAELE MINCIONE

Poco prima del voto, era spuntato il giallo di tre fondi vicini a Mincione. Malacalza Investimenti ha chiesto al presidente dell' assemblea Giulio Gallazzi, confermato in quota Assogestioni, di verificare se Athena Capital, Eurasia Sicav e Eurasia Fund (3%) siano riconducibili al finanziere. Secondo l' avvocato Carlo Pavesi, qualora fosse dimostrato il legame dei tre fondi con Mincione, anche questa ulteriore quota andrebbe sterilizzata a causa della mancata autorizzazione di Banca di Italia-Bce.

 

Ma Mincione ha spiegato che i tre fondi, riconducibili a lui, voteranno per la lista di Assogestioni. Malacalza ha anche ottenuto la nomina nel collegio sindacale del proprio candidato (Stefania Bettoni). In apertura i legali di Malacalza avevano chiesto ragguagli sui motivi per cui Galazzi dovesse presiedere la riunione.Adesso si guarda avanti e Carige dovrà correre parecchio per guadagnarsi la salvezza.

 

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