NON DITE ALL'ENI CHE LA SHELL VA A PROCESSO IN OLANDA PER LA STESSA MEGA-COMMISSIONE (CHIAMIAMOLA COSÌ) DA 1,3 MILIARDI PAGATA IN NIGERIA PER OTTENERE LA LICENZA SUL GIACIMENTO OPL 245 - IL CANE A SEI ZAMPE FA SAPERE DI NON ESSERE COINVOLTO NEL PROCEDIMENTO OLANDESE - A DICEMBRE CONDANNATI IN PRIMO GRADO GLI INTERMEDIARI

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Descalzi Scaroni Descalzi Scaroni

S.Bel. per ''Il Sole 24 Ore''

 

Anche i giudici olandesi si avviano a processare Royal Dutch Shell per presunte tangenti in Nigeria. La vicenda è la stessa per cui al Tribunale di Milano è in corso un procedimento per corruzione internazionale, che vede la Major sul banco degli imputati insieme all' Eni, oltre a diversi dirigenti ed ex dirigenti di entrambe le compagnie petrolifere, compreso l' attuale ad dell' Eni Claudio Descalzi.

 

È stata la stessa Shell a dare notizia del probabile rinvio a giudizio anche in patria, dove la Procura l' ha informata di essere «vicina alla conclusione» delle indagini preliminari e che «si sta preparando» a perseguirla per crimini «direttamente o indirettamente legati» all' assegnazione nel 2011 della licenza esplorativa Opl 245 in Nigeria.

 

shell shell

Eni da parte sua afferma che non le risulta di essere coinvolta nel procedimento olandese. La licenza offshore venne acquistata da Shell e Eni per 1,3 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali secondo i magistrati milanesi vennero usati per pagare mazzette a politici e uomini d' affari locali. Sia la compagnia angloolandese che quella italiana hanno sempre respinto ogni accusa. In un processo stralcio a dicembre a Milano sono stati condannati Emeka Obi e Gianluca Di Nardo, considerati intermediari delle tangenti.

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