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OGGI ALLE 15, ASSEMBLEA: O PROFUMO SI RIMANGIA IL PIANO O SI DIMETTE - NON SOLO LE GRANDI FONDAZIONI ANCHE I PRIVATI ED I SICILIANI CONTRO PROFUMO - I TRE VICE DIRETTORI GENERALI (FIORENTINO ERMOTTI E NICASTRO) CONTRO ARROGANCE - LA BANKITALIA INFORMATA GIà DA 15 GIORNI - ANCHE DRAGO DRAGHI CONTRO IL PIANO - LA RIORGANIZZAZIONE PROFUMIERA DI UNICREDIT CONSIDERATA UN NON SENSO DAI MERCATI - (LA BORSA HA GIà DIGERITO IL DOPO-PROFUMO E APRE IN LEGGERA FLESSIONE)

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1 - UNICREDIT: ORE DIECI COMITATO STRATEGICO, SITUAZIONE FLUIDA - RAMPL E PALENZONA AL LAVORO PER EVITARE LO STRAPPO
Radiocor - Tra pochi minuti, alle ore 10, comincera' il comitato strategico di Unicredit in preparazione del consiglio di amministrazione. Nel corso della riunione, secondo quanto risulta a Radiocor, verra' tentata la mediazione tra l'a.d. Alessandro Profumo e i rappresentanti dei soci che con piu' determinazione hanno chiesto la modifica delle scelte fatte in tema di governance della nuova banca unica e di deleghe dei manager di prima linea. Molto attivi nel tentativo di trovare un accordo risultano in particolare il presidente Dietr Rampl e il vicepresidente Fabrizio Palenzona.

2 - LETTERA APERTA A PROFUMO
Notte dei Gufi/La Repubblica (Affari e Finanza)

Caro Profumo,
a te che piace tanto la banca unica, forse perchè non lo sei, vorrei solo dirti che sarebbe un errore madornale. Ne hai fatti, specie comportamentali, ma quelli te li porterai dietro te e solo te quando la tua avventura finirà, ma mai così dirompenti. Dimmi che senso ha sbianchettare marchi come Roma e Sicilia che tu non hai nemmeno idea della loro potenza ed efficacia perchè non sei capace di ascoltare la rete e i tuoi vecchietti, i tuoi clienti distanti ormai miles away.

Se solo atterrassi un pò sul marciapiede dove campano, mangiano e sognano le tue agenzie. Che ne sai tu del riflesso delle vetrine e dei neon dei quel retail che a malapena scorgi come titolo sulle slide dei tuoi consulenti fighetti, limitato com'è il tuo sguardo al riflesso di solitudine degli oblò in volo al mattino.

Basta con quest'Europa, vola un pò dentro la tua banca, che di anime ne ha una ma di volti mille, e lasciaglieli. Dopo aver sepolto marchi come Banca Roma e Banco Sicilia saranno pronte le tue sciampiste del marketing a tormentarci inutilmente con pubblicità e comunicazione inutile, come aprire una porta spingendo quando c'era scritto tirare, tirare caro Alessandro.

Ti sarebbe dovuta bastare come ispirazione della cazzata che stai facendo (una torcia che diventa faro da stadio sulle voragini di quel progetto) la croce e l'infamia economica che ancora porta chi spense per sempre brand universali, straordinari e inarrivabili come Comit e Banca Commerciale!! Se non vedi questo...
Detto questo, ti lascio al tuo destino.
Pipino il breve


3 - UNICREDIT, SCONTRO PROFUMO-AZIONISTI
Francesco Manacorda per "la Stampa"

Unicredit ad alta tensione. Alla vigilia del consiglio che oggi approverà il bilancio e avrebbe dovuto anche dare il via libera al progetto di banca unica, scoppia un caso proprio su questo tema. E' uno scontro «molto serio», come spiega uno dei consiglieri, che vede l'amministratore delegato Alessandro Profumo contrapporsi ad alcuni dei principali soci.

ALESSANDRO PROFUMO E SIGNORA - copyright PizziALESSANDRO PROFUMO E SIGNORA - copyright Pizzi

Ed è uno scontro che potrà riflettersi anche sull'altra grande partita finanziaria che si gioca in questi giorni: la scelta dei vertici delle Generali e, forse, del presidente di Mediobanca.
In sostanza alcuni soci imputano a Profumo di aver disegnato con il progetto di banca unica - che per fine anno dovrebbe portare quella che oggi è la holding Unicredit ad essere una sola società - una «one man company», una banca per l'appunto tutta riferita alla sua figura.

ALESSANDRO PROFUMO - copyright PizziALESSANDRO PROFUMO - copyright Pizzi

E ieri mattina una riunione convocata in tutta fretta venerdì pomeriggio e alla quale oltre al management hanno partecipato uomini forti delle Fondazioni, come il vicepresidente della banca Fabrizio Palenzona, l'altro vicepresidente Luigi Castelletti e il presidente della Fondazione Cariverona Paolo Biasi, non è servita a dissipare i dubbi con i quali i consiglieri si erano lasciati la settimana scorsa, dopo che un comitato strategico aveva dato mandato a Profumo di approfondire alcuni temi controversi prima del cda di oggi.

PROFUMO MATRIXPROFUMO MATRIX

Così il consiglio convocato per le 15 di oggi pomeriggio si apre con una grossa incognita. Qualcuno chiederà probabilmente a Profumo di rinviare l'approvazione del progetto, ma chi ha parlato ieri con l'ad si è sentito dire che sarebbe molto grave se alcuni consiglieri volessero bloccare il progetto. Significa che si potrebbe arrivare alle dimissioni dell'ad? La mediazione appare la strada più probabile.

GeneraliGenerali

Ma chi si oppone al progetto della banca unica e perché? Le indiscrezioni vedono in prima fila tra i contrari la Fondazione Cariverona e quella Carimonte, ma anche altri soci, in particolare quelli tedeschi e qualcuno dei privati. Lo stesso presidente di Unicredit, Dieter Rampl, che da tempo non appare più in sintonia con l'ad, si è fatto carico di esprimere i dubbi degli azionisti a Profumo.

MEDIOBANCAMEDIOBANCA

In quanto al perché della minacciata rottura in consiglio è presto detto. I consiglieri che contestano il progetto chiedono tra l'altro l'inserimento di una figura responsabile per le attività bancarie italiane - magari nella forma di un direttore generale - così come le principali controllate del gruppo all'estero - dalla tedesca Hvb alla polacca Pekao - hanno ciascuna un amministratore delegato. Del resto il progetto di banca unica è stato finora abbastanza difficile da inghiottire per le Fondazioni.

Fabrizio PalenzonaFabrizio Palenzona

Con il nuovo modello scompaiono infatti i presidi locali che Unicredit assicurava nelle città delle principali Fondazioni azioniste - Verona con la banca corporate, Torino con il private banking, Bologna con il retail - e si tagliano società e consigli. A facilitare il clima non contribuisce nemmeno il fatto che lo scorso anno Unicredit abbia distribuito il dividendo in azioni, e che anche quest'anno si appresti a distribuire una mini-cedola. Il tutto chiedendo ai soci oltre nove miliardi di risorse, tra aumento di capitale e prestito convertibile.

PALENZONAPALENZONA

La tensione in casa Unicredit potrebbe avere effetti anche su altri movimenti in corso. La notizia delle tensioni tra Profumo e i soci è stata anticipata ieri dal sito Dagospia, spesso più informato sulle indiscrezioni che coinvolgono il presidente di Mediobanca Cesare Geronzi che non sulle vicende Unicredit. E in questo caso è intuitivo stabilire un collegamento tra le vicende in piazzetta Cuccia, dove Unicredit è il maggiore azionista e nel giro di una settimana il comitato nomine (nel quale la banca è rappresentata da Rampl) dovrà decidere entro il 6 aprile chi portare alla presidenza delle Generali.

paolo biasipaolo biasi

Se il candidato dovesse essere Geronzi, si aprirebbe subito la casella della presidenza di Mediobanca. In questo caso Profumo ha fatto sapere da tempo di voler dire la sua. E la sua posizione potrebbe non coincidere con quella di Geronzi, che in caso di trasloco a Trieste punterebbe ad avere in Mediobanca un presidente a lui vicino. Se Profumo si trovasse con qualche problema in casa avrà la stessa forza di prima per dire la sua su Mediobanca?

4 - IL BANCONE E I PROFUMINI
Da "la Stampa"

Il via libera formale doveva arrivare oggi. L'annuncio risale però al 3 novembre scorso. Quel giorno, il comitato strategico di Unicredit diede il via al progetto Banca unica, che dipendenti e azionisti avevano già ribattezzato «il bancone». Ovvero, la fusione di cinque società finora controllate dalla holding: Unicredit Banca (sede a Bologna), Unicredit Banca di Roma (Roma) Unicredit Banco di Sicilia (Palermo), Unicredit Corporate Banking (Verona) e Unicredit Private banking (Torino).

Paolo BiasiPaolo Biasi DIETER RAMPL - copyright PizziDIETER RAMPL - copyright Pizzi

La distribuzione territoriale delle cinque controllate non è casuale, ovviamente. Corrisponde alle sedi di alcuni dei principali azionisti (Verona, Torino e Bologna) oppure all'eredità di acquisizioni che dovrebbero essere ormai digerite (Roma e Sicilia, entrate nel gruppo con l'acquisizione di Capitalia). Una logica razionalizzazione, considerando che ad esempio un piccolo imprenditore cliente di Unicredit deve ad oggi trattare con tre strutture diverse della stessa banca per, rispettivamente, richiedere un bancomat (Unicredit Banca), gestire la finanza della sua azienda (Corporate), investire il proprio patrimonio personale (Private).

Nel Paese dei campanili, l'eliminazione delle cinque società - con le relative strutture e consigli d'amministrazione - non poteva non destare preoccupazione. Così ecco che per mitigare «l'impatto sul territorio», il piano elaborato da Alessandro Profumo prevede (o prevedeva) un presidio a livello locale, un manager con ampi poteri decisionali subito ribattezzato «profumino», incaricato di mantenere il contatto con il territorio. Che le fondazioni azioniste non fossero proprio entusiaste dell'idea è stato chiaro da subito.

CESARE GERONZI AL LAVORO - copyright PizziCESARE GERONZI AL LAVORO - copyright Pizzi

Tanto più che agli stessi soci sono stati richiesti numerosi sacrifici in nome del rafforzamento patrimoniale del gruppo, provato dalla crisi. Due aumenti di capitale in un anno e un dividendo in azioni. Non a caso in questi mesi si sono moltiplicati gli incontri e i contatti tra i grandi soci per discutere del progetto. Ma i malumori erano finora rimasti tra le quattro mura che ospitano le sedi delle fondazioni. Fino a ieri.

Paolo FiorentinoPaolo Fiorentino

 

 
[16-03-2010]