ORSI: "ENTRO L'ANNO VENDEREMO ANSALDO STS, BREDA ED ENERGIA. IN FINMECCANICA NON C'È UN SISTEMA DI MALAFFARE, MA SINGOLI EPISODI” - FACE-SBOOM? DOMANDA DEBOLE PER LA QUOTAZIONE FACEBOOK - MILANO +0,3%, MALE I BANCARI - SPREAD 400 - FITCH: SE LA GRECIA ESCE DALL’EURO, ITALIA E FRANCIA A RISCHIO DOWNGRADE - MOODY’S: SARÀ UN’ESTATE DI DECLASSAMENTI DI BANCHE - GHIZZONI: NON SAPPIAMO SE SAREMO NELLA RICAPITALIZZAZIONE FONSAI - SNAM, SPUNTA L’IPOTESI ALLEANZA CDP-FONDO SOVRANO - GENERALI, UTILE IN CALO - UE: BENE LA RIFORMA ITALIANA DELLE PENSIONI…

1 - FACEBOOK: DOMANDA IPO DEBOLE, PER ANALISTI VALUTAZIONE ECCESSIVA
Radiocor - New York, 11 mag - Le prospettive di crescita di Facebook preoccupano i potenziali investitori del social network. Mentre prosegue il roadshow in vista del l'Ipo della settimana prossima, proprio questo sta mettendo sotto pressione la domanda di titoli, finora inferiore alle previsioni. Altro problema e' che le mire dell'amministratore delegato Mark Zuckerberg sembrano troppo alte: la valutazione della societa' a 96 miliardi di dollari (tanto sarebbe se il collocamento avvenisse al massimo del range ipotizzato, ovvero tra i 28 e i 35 dollari per azione) e' considerata eccessiva per gli analisti.

2 - BANCHE: ALLARME DI MOODY'S, ESTATE DI DOWNGRADE (FT)
Radiocor - Moody's potrebbe esprimere presto un giudizio negativo sulle grandi banche d'affari americane e internazionali. L'agenzia di rating, che aveva messo sotto osservazione per un possibile downgrade 17 banche, citando alta 'vulnerabilita'' nel settore, emettera' il suo giudizio entro meta' giugno. Secondo quanto riporta il Financial Times, che ha sentito gli analisti di Moody's, il rating di Credit Suisse, Morgan Stanley e Ubs potrebbe essere rivisto al ribasso di tre gradini, va un po' meglio a quattro banche, che vedrebbero il giudizio tagliato di una sola tacca, mentre la maggioranza - dieci istituti - potrebbero subire un downgrade di due scalini.

3 - FITCH: SE GRECIA ESCE DA EURO ITALIA TRA PAESI A RISCHIO DOWNGRADE
Radiocor - Se la Grecia dovesse lasciare l'eurozona a seguito dell'impossibilita' di uscire dall'attuale crisi politica e se la sua economia non riuscisse a statizzarsi, allora i rating sovrani degli paesi europei potrebbero finire sotto pressione con rischio di downgrade in particolare per Italia, Francia, Spagna, Cipro, Irlanda, Portogallo, Slovenia e Belgio. E' quanto scrivono gli esperti di Fitch in un rapporto pubblicato oggi e dedicato alla crisi attraversata dalla Grecia.

'Il risultato incerto delle elezioni parlamentari del 6 maggio e la conseguenza impossibilita' a formare un governo di coalizione rendono probabile un nuovo ricorso alle urne in giugno - si legge nel rapporto di Fitch -. L'elezione o la formazione di un governo greco non disposto o non in grado di rispettare i termini dell'accordo sottoscritto con la Ue e con l'Fmi aumenterebbe il rischio di una fuoriuscita della Grecia dall'eurozona. Se si dovessero rendere necessarie, le nuove elezioni diventerebbero dunque un eve nto di importanza cruciale sia per la Grecia che per il resto dell'eurozona'.

4 - BORSA, LA GIORNATA: MILANO POSITIVA, GIÙ BANCHE, SU A2A E FONSAI
(LaPresse) - La Grecia non ha alternative all'austerità se vuole rimanere nel club dell'eurozona. Sono le parole molto dure del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che stamane hanno pesato sul mercati, facendo pensare a una sempre più probabile uscita di Atene dalla moneta unica. La Borsa di Milano ha messo tuttavia a segno un recupero nella seconda parte di seduta chiudendo in cauto rialzo, con l'indice Ftse Mib che sale dello 0,29% a 14.045,35 punti. Il Ftse All-Share avanza invece dello 0,43% a 15.097,75 punti.

Sui bancari europei ha pesato inoltre, sin dall'apertura, l'annuncio di JP Morgan, che ha ammesso una maxi-perdita da 2 miliardi di dollari sul trading di derivati nelle ultime sei settimane. Nel pomeriggio è arrivato anche l'annuncio di Fitch, che parla di un rischio downgrade per tutta l'eurozona se la Grecia dovesse davvero abbandonare la moneta unica. In questo contesto, chiusura mista per le principali Borse europee. Salgono l'indice Ftse 100 di Londra (+0,57% a 5.575,52 punti) e il Dax di Francoforte (+0,95% a 6.579,93 punti). Debole invece il Cac 40 di Parigi, che cede lo 0,01% a 3.129,77 punti. Più pesanti l'Ibex di Madrid, che lascia lo 0,71% a 6.995,6 punti, e il Ftse Athex 20 di Atene, che mostra un tonfo del 5,15% a 231,67 punti.

A Milano deboli le banche, con Banco Popolare (-1,09% a 1 euro), Banca Montepaschi (-1,19% a 0,24 euro), Bper (-1,71% a 4,146 euro), Intesa Sanpaolo (-1,47% a 1,071 euro) e Ubi Banca (-0,56% a 2,5 euro), Unicredit (-1,06% a 2,812 euro), Popolare di Milano (-0,14% a 0,3546 euro) e Mediobanca (-1,22% a 3,234 euro).

Bene Enel (+0,81% a 2,5 euro), in scia alla trimestrale diffusa ieri a mercati chiusi, con un utile netto in leggera flessione a 1,18 miliardi di euro (-1,4%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Bene i ricavi del colosso elettrico, che salgono a 21.193 milioni di euro (+8,5%). Giornata positiva anche per la galassia Agnelli, con Exor (+0,18% a 16,82 euro) che ha mostrato un utile netto di 105,5 milioni di euro nel primo trimestre, in rialzo del 135% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Salgono anche Fiat (+4,11% a 3,594 euro) e Fiat Industrial (+2,59% a 7,91 euro). Inoltre, da segnalare ancora una giornata brillante per l'utility lombarda A2A (+5,9% a 0,522 euro). Fuori dal paniere principale il ritorno all'utile di Fonsai nei primi tre mesi del 2012 vale alla compagnia della galassia Ligresti un balzo del 19,89% a 1,109 euro. Bene anche Premafin (+2,45% a 0,2053 euro) e Milano Assicurazioni (+7,48% a 0,25 euro).

SPREAD BTP CHIUDE POCO SOTTO 400 PUNTI
(ANSA) - Lo spread tra il Btp e il bund tedesco termina la settimana appena sotto i 400 punti base (399,2). Il rendimento del decennale si attesta al 5,51%. Il differenziale Madrid-Berlino chiude a 449 punti col tasso sui bonos al 6,01%.

5 - FINMECCANICA:ORSI,NO SISTEMA MALAFFARE,SINGOLI EPISODI
(ANSA) - "Non c'é nessun sistema ma solo singoli episodi di malaffare dovuti a comportamenti personali mai assurti a sistema. Finmeccanica agisce nel rispetto delle norme e del suo codice etico sia in Italia che nel mondo". Così l'a.d. del Gruppo, Giuseppe Orsi - apprende l'ANSA - alla convention annuale dei dirigenti.

"Mentre all'estero gli stati supportano i loro campioni nazionali, in Italia è partita una nuova operazione di assurdo autolesionismo, come il violento attacco al Gruppo e alla mia persona - ha spiegato Orsi - Qualcuno vuol far passare Finmeccanica come un sistema di malaffare e corruzione: io non sono così, voi non siete così, Finmeccanica non è così". Oggi, ha aggiunto il manager, "per Finmeccanica il futuro vuol dire cambiare rispetto al passato".

 

FINMECCANICA: ORSI, ENTRO ANNO VENDITA ANSALDO STS, BREDA ED ENERGIA

Radiocor - 'Entro l'anno' Finmeccanica cedera' AnsaldoBreda, la quota di controllo in Ansaldo Sts e il 55% che ancora detiene di Ansaldo Energia. Lo ha detto il presidente e amministratore delegato Giuseppe Orsi durante la convention dei dirigenti del gruppo a Milano. 'Orsi - riferiscono a Radiocor fonti qualificate - ha detto che entro l'anno le tre aziende saranno deconsolidate dalla holding, cedendone il controllo'. Il gruppo ha da tempo annunciato al mercato l'intenzione di dismettere una serie di asset da cui conta di ricavare introiti per un miliardo. La scorsa settimana il direttore generale Alessandro Pansa ha parlato di 'due diligence' in corso con importanti partner nei settori dei trasporti e dell'energia.

 

Per il settore trasporti si va verso una cessione ai giapponesi di Hitachi che rileverebbero il 50% di AnsaldoBreda e un 20-25% del 40% di Ansaldo Sts detenuto da Finmeccanica. Per quello che riguarda Ansaldo Energia tutte le strade portano verso il Fondo strategico italiano de lla Cassa Depositi e Prestiti, che entrerebbe nel capitale della societa' - oggi 55% Finmeccanica e 45% al fondo Usa First Reserve - con una quota, anche in questo caso, del 20-25 per cento. Riguardo ai tempi, diverse fonti fanno capire che le trattative vanno stringendosi, ma e' difficile che entro il primo semestre dell'anno si possa andare oltre una lettera d'intenti.

 

6 - FINMECCANICA: ORSI, SU DISMISSIONI VISIONE STRATEGICA
(ANSA) - Le dismissioni di alcune attività civili di Finmeccanica "non sono motivate dalla necessità di fare cassa ma da una precisa visione strategica". Così l'a.d. del Gruppo, Giuseppe Orsi nella convention annuale con i dirigenti spiegando che esse "non distruggeranno valore ma consentiranno a queste società di crescere e svilupparsi con un nuovo assetto proprietario, più adatto dell'attuale".

Parlando delle dismissioni che riguardano in particolare i settori trasporti ed energia, Orsi ha indicato "tre i punti fermi per Finmeccanica: mantenimento e crescita dei livelli occupazionali, mantenimento in Italia delle capacità di sviluppo ingegneristiche e industriali e salvaguardia dell'indotto qualificato". Alla platea di dirigenti, il numero uno di Finmeccanica ha assicurato che "la decisione di dismettere queste aziende non è determinata da come sono gestite, perché sono gestite molto bene e rendo merito ai dirigenti presenti".

Spiegando che "Finmeccanica non vuole abbandonare il campo civile ma diventare una società di alta tecnologia", Orsi ha affermato - sempre secondo quanto appreso - che "la mia attenzione resta concentrata su ciò che più conta: portare avanti con voi il piano di risanamento e di rilancio di Finmeccanica per guardare al futuro con ottimismo".

Orsi ha quindi parlato del piano industriale in generale sottolineando che "nessun piano sarà efficace se ciascuno di noi non lo avrà prima metabolizzato e condiviso nella sua necessità. Dobbiamo chiederci, ciascuno di noi deve farlo se e quale suo atteggiamento personale è cambiato rispetto agli anni in cui tutto andava o sembrava andasse bene. Se non è cambiato niente nell'atteggiamento personale, vuol dire che non abbiamo capito la difficoltà della situazione in cui ci troviamo e non fatto nostro il cambio del piano. Dobbiamo avere capacità di fare scelte - ha avvertito il manager - che a volte richiederanno anche il coraggio di dire no. Non vogliamo essere un gruppo italiano con una dimensione internazionale ma vogliamo diventare un gruppo internazionale di proprietà italiana. I dipendenti di Finmeccanica devono sapere che sono in mani sicure - ha concluso - perché sappiamo dove vogliamo andare e sappiamo come andarci".

7 - FONSAI: GHIZZONI, NON ANCORA DECISA PARTECIPAZIONE RICAPITALIZZAZIONE
Radiocor - Il cda di UniCredit 'non ha ancora preso una decisione' sull'eventuale sottoscrizione pro quota dell'aumento di capitale di Fonsai. Cosi' l'amministratore delegato di UniCredit, Federico Ghizzoni. Il top manager di UniCredit ha aggiunto che riguardo alla prospettata fusione di Fonsai e Premafin con Unipol la partecipazione di UniCredit si diluirebbe ma la diluizione non e' ad oggi stimabile perche' i negoziati sui concambi 'sono ancora in corso'.

8 - SNAM:SPUNTA IPOTESI ALLEANZA CDP-FONDO SOVRANO PER RILEVARE 29%
Radiocor - Spunta l'ipotesi di un'alleanza tra Cassa depositi prestiti e un fondo sovrano estero per rilevare il 29% di Snam da Eni. A formularla, secondo quanto risulta a Radiocor, e' stata una primaria banca d'affari internazionale: in questi giorni il dossier e' sul tavolo dei ministeri competenti. L'entrata in scena di un fondo sovrano si potrebbe configurare attraverso la creazione di una newco partecipata pariteticamente con Cdp, non quotata e con una governance adeguata, che comprerebbe il 29% di Snam.

Cio' permetterebbe, di fatto, alla Cassa di dimezzare l'investimento previsto (da 3,8 a 1,9 miliardi) conservando risorse finanziarie per supportare la societa' in futuro e a Eni di preservare buona parte delle azioni proprie, che in alternativa sarebbero state annullate. Inoltre, l'intero l'iter della separazione proprietaria tra Snam ed Eni, che attualmente la controlla al 55%, verrebbe velocizzato. L'ingresso di un fondo sovrano, che potrebbe essere attirato dai dividendi e dal busi ness stabile di Snam, configurerebbe l'intervento di un'istituzione straniera in una infrastruttura strategica del Paese. Ma contemporaneamente lo stesso fondo rappresenterebbe un partner industriale di lungo periodo. Nella newco sulla quota del fondo sovrano saranno previste clausole di put&call.

9 - GENERALI: UTILE I TRIM 567 MLN (-7,9%), RACCOLTA +6,1% A 19,8MLD
Radiocor - Utile netto di 567 milioni di euro per il gruppo Generali nel primo trimestre 2012, in calo del 7,9% rispetto ai 616 milioni dello stesso periodo del 2012, ma - come sottolinea una nota - in forte ripresa rispetto agli ultimi tre trimestri del 2011. I premi hanno totalizzato 19,8 miliardi, di cui il 75,2% nei Paesi esteri e crescono sia nel vita (+6,9% a 12,8 miliardi) sia nei danni (+4,7% a 7 miliardi). Il risultato operativo e' stabile a 1,2 miliardi, con un incremento del 3,8% nel danni e del 12,2% nel segmento finanziario, mentre nel vita cala del 4,2%. La nuova produzione in termini Ape sale del 6% a 1,3 miliardi e il combined ratio migliora al 95,4% dal 96,1% al 31 marzo 2011. Il margine di solvency 1 aumenta al 133% dal 117% della fine dello scorso anno.

10 - PENSIONI: UE, IMPATTO MOLTO POSITIVO E VISIBILE DA RIFORME ITALIANE
Antonio Pollio Salimbeni per Radiocor - Le riforme attuate negli ultimi anni dall'Italia nel settore pensionistico 'stanno avendo un impatto positivo visibile molto ampio'. E' questa la valutazione contenuto nel nuovo rapporto Commissione-Ecofin sulle pensioni, i cui contenuti Il Sole 24 Ore Radiocor e' in grado di anticipare. Nella proiezione sulla spesa relativa all'invecchiamento della popolazione entro il 2060, l'Italia si trova nel gruppo di paesi in cui l'aumento 'restera' moderato' (4% o meno).

 

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