PARMALAT: “FURTO” DI 900 MILIONI $ E NESSUNO S’INCAZZA - LA FRANCESE LACTALIS SVUOTA IL TESORETTO RECUPERATO DA BONDI E LO “GIRA” A UNA SUA CONTROLLATA! - DOPPIO SCHIAFFO: “DA QUANDO HA COMPRATO PARMALAT, LACTALIS NON HA SPESO UN EURO PER MIGLIORARE GLI IMPIANTI, RINNOVARE I PRODOTTI” - GROSSI AFFARI PER I LORO CONSULENTI: PATRIZIA MICUCCI DI SOCIÉTÉ GÉNÉRALE AVREBBE RICEVUTO UN COMPENSO DA 10 MLN €, PUR ESSENDO INDAGATA CON IL COMPAGNO FABIO CANÉ PER INSIDER TRADING - CHE DIRÀ PASSERA AI SINDACATI? FABIO CANÉ LAVORAVA PER LUI IN INTESA…

1 - LA CONSOB IN PRESSING SU LACTALIS "SPIEGHI L´ACQUISTO DELLA CONTROLLATA USA"
E.L. per "la Repubblica"

La Consob va in pressing su Lactalis sul caso Parmalat. Via Isonzo ha chiesto ai vertici del gruppo francese di fornire una serie di informazioni aggiuntive sulla decisione di utilizzare 904 milioni della liquidità in portafoglio a Collecchio per acquistare Lactalis Usa, la controllata statunitense del colosso alimentare della famiglia Besnier. Una partita di giro in cui parte del tesoretto dell´ex impero dei Tanzi è stato girato alle tasche del suo socio di controllo. I francesi, ovviamente, difendono la legittimità di un´operazione che «ha una valenza industriale».

Ma oltre al forcing della Commissione guidata da Giuseppe Vegas, anche i sindacati sono scesi sul piede di guerra: «È uno scippo ai danni di Parmalat Italia», ha detto ieri Mauro Macchiesi, segretario nazionale di Flai Cgil. Di certo, ieri i titoli della società hanno lasciato sul terreno il 5%.

La Consob ha presentato a Lactalis due richieste precise: una prima relazione legata alle transazioni con parti correlate da girare al mercato entro il 29 luglio e un documento più dettagliato da presentare all´assemblea del 31 maggio - cui alcuni azionisti hanno provocatoriamente invitato Beppe Grillo, uno dei primi a parlare in tempi non sospetti dei buchi dei Tanzi - per illustrare tutti i vantaggi (presunti) dell´acquisizione di Lactalis Usa.


2 - PARMALAT: SINDACATI, INCONTRO CON PASSERA DOPO ACQUISTO LACTALIS USA

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Federazioni Sindacali Fai Cisl - Flai Cgil - Uila Uil hanno deciso di richiedere un incontro al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera affinche' il Governo apra un tavolo di confronto sul piano industriale di Parmalat. La decisione, si legge in una nota, deriva dalla "profonda preoccupazione" legata alla notizia dell'acquisto da parte del gruppo Parmalat, gia' controllata dal gruppo francese Lactalis, della Lactalis American Group.

"Con questa operazione - dicono i sindacati - la Lactalis sposta oltre 700 milioni di euro destinati agli investimenti per Parmalat Italia che potevano essere finalizzati a migliorare la produttivita' nei siti ed a sviluppare processi di innovazione di prodotto, verso un'acquisizione estera senza alcuna ricaduta produttiva nel nostro Paese. Come Federazioni Sindacali - conclude la nota - consideriamo il futuro di Parmalat strategico per tutta la filiera del latte nel nostro Paese e non possiamo rimanere inerti di fronte ad un disimpegno di queste proporzioni che rischia di porre il nostro Paese nella condizione di un ulteriore impoverimento industriale".


3 - PARMALAT, UN AFFARE PER TUTTI - OLTRE 20 MILIONI AI CONSULENTI DI LACTALIS...
Walter Galbiati per "la Repubblica"

La cessione della Parmalat sembra essere stata un affare per tutti. La famiglia Besnier che ha rilevato il gruppo di Collecchio con un'offerta di acquisto da 3,4 miliardi di euro attraverso la contorollata Lactalis, è finalmente riuscita a mettere le mani sulla cassa (1,4 miliardi raccolta con le cause legali) attraverso una brillante operazione infragruppo. Di ieri l'annuncio da parte del gruppo presieduto da Franco Tatò di voler comprare per oltre 900 milioni di dollari la controllata Usa della Lactalis, attiva nei formaggi e nei derivati del latte. Tutte attività che la stessa Parmalat aveva in parte dismesso nell'ambito del suo risanamento perché giudicate non in linea con il suo core business.

Del resto il vero affare nell'acquistare la Parmalat consisteva nel mettere le mani nelle tasche piene del gruppo lattiero caseario.

L'altro vero affare lo hanno fatto i consulenti dei francesi. Secondo alcune indiscrezioni, gli advisor finanziari di Lactalis, la banca Societe Generale, capeggiata in Italia da Patrizia Micucci, finita sotto inchiesta con il compagno Fabio Cané per insider trading, avrebbe ricevuto un compenso da 10 milioni di euro.

L'altra grande fetta, ben 7 milioni di euro, sarebbe finita a Lazard, la banca d'affari Usa che nell'ambito dell'operazione ha svolto il ruolo di consulente dei tre fondi esteri (Zenit Asset Management, Skagen e Mackenzie) che con la cessione della loro quota ai francesi hanno di fatto tolto il controllo del gruppo alla cordata italiana di Banca Intesa, mai concretizzatasi veramente e rivale dei francesi.

Il manager Massimo Rossi, che avrebbe dovuto guidare la Parmalat se fosse rimasta in mano ai fondi, avrebbe ricevuto un compenso di 2,7 milioni di euro, mentre altri 2,5 milioni sarebbero stati incassati dallo studio legale Cova. Solo per essersi presentati come possibili consiglieri al fianco di Rossi, gli ex banchieri Rainer Masera ed Enrico Salza, entrambi provenienti dal San Paolo, fusosi con Banca Intesa, avrebbero preso un contentino da 100mila euro. Il conto per tutti sarebbe stato pagato non dai fondi, ma dai francesi della Lactalis.


4 - PARMALAT GENEROSA CON LACTALIS, MA IL MERCATO NON SCONTA SINERGIE
Dall'articolo di Francesca Gerosa per "Milano Finanza"

Parmalat perde in borsa dopo aver annunciato ieri l'acquisizione di Lactalis American Group per un controvalore complessivo di 904 milioni di dollari, ovvero 9,5 volte il multiplo enterprise value/ebitda 2012, un multiplo un po' generoso rispetto a quello implicito (9 volte) nell'opa sul gruppo di Collecchio, ma non sconta completamente le future sinergie.

"La nostra prima impressione è che l'affare sia abbastanza costoso: il margine ebitda di Lactalis American Group è dell'8,6% rispetto alle nostre stime del gruppo Parmalat prima dell'acquisizione di un margine ebitda dell'8,2% e di un multiplo ev/ebitda di circa 3 volte", valutano gli analisti di Banca Akros (hold e target price a 1,87 euro confermati sul titolo). Anche stando di manica larga per Mediobanca (neutral e target a 1,49 euro) Parmalat da sola tratta a 5,5 volte l'ev/ebitda 2011.

Gli analisti di Banca Akros vorrebbero sapere, in particolare, l'importo potenziale delle sinergie, "che al momento non sembrano così consistenti", il ROCE (ritorno sul capitale impiegato) storico del gruppo acquisito e gli obiettivi di crescita prospettici, al fine di valutare appieno l'impatto della transazione sul bilancio del gruppo Parmalat.

La società acquisita, attiva principalmente in Usa nella produzione e distribuzione di formaggi e derivati del latte, ha chiuso il 2011 con vendite pari a 979 milioni di dollari e un ebitda di 84 milioni di dollari. L'operazione, che verrà chiusa entro luglio, verrà finanziata interamente con mezzi propri.

5 - PARMALAT: CGIL, CASSA NON ERA PER ACQUISTO LACTALIS AMERICAN
(ANSA) - Con l'acquisizione di Lactalis American Group da parte Parmalat "in un colpo solo rischia di scomparire la tanto famosa liquidità accantonata nell'era Bondi e di cadere l'illusione di ogni sinergia industriale con le attività del latte in Europa". E' quanto scrive, in una nota, la Flai-Cgil di Parma. A giudizio del sindacato, "la cassa accumulata doveva servire ad acquisizioni strategiche per Parmalat, a investimenti industriali e in innovazioni di prodotto, assenti da anni dal gruppo di Collecchio e non per ridurre l'indebitamento della società controllant".

Di fatto, viene osservato, mentre Lactalis "investe in Francia, percependo anche 99 milioni di euro di aiuti di Stato, sottrae risorse alla controllata italiana e prepara un piano industriale che temiamo contenga soprattutto tagli di volumi e di personale". Secondo la Cgil parmense, "non erano questi gli intendimenti dichiarati ai tempo dell'Opa, non sono queste le aspettative dei lavoratori che hanno contribuito in maniera determinante a risollevare l'azienda dal crack e oggi si trovano in balia di queste dinamiche sovranazionali. E' urgente l'intervento del Governo - chiosa la nota - il sindacato non rimarrà fermo".

6 - FLAI-CGIL, FRANCESI SCIPPANO AZIENDA EMILIANA
"In questo anno - spiega Macchiesi - Lactalis non ha investito un euro per migliorare gli impianti e soprattutto per rinnovare i prodotti". Lactalis "con questa operazione cala la maschera ed evidenzia la volontà di utilizzare la Parmalat nel mondo e dismettere la parte italiana. Ci chiediamo - conclude Macchiesi - se il Governo e gli organi competenti non abbiamo nulla da dire per evitare che a pagare siano i soliti noti".

7 - PARMALAT:UILA, LACTALIS VIOLA IMPEGNI, TESORETTO VA A ESTERO
(ANSA) - "Apprendiamo dai giornali che il 'tesoretto' di Parmalat (1,4 mld di euro) è andato a rafforzare attività industriali di Lactalis fuori dall'Italia". Così il segretario nazionale della Uila-Uil, Tiziana Bocchi, commenta l'acquisto, da parte dell'azienda emiliana, di Lactalis Usa. Questa operazione contraddice, secondo la sindacalista, l'accordo sulle linee guida del piano industriale del 16 maggio scorso, quando Lactalis aveva dichiarato di voler rendere Parmalat "il principale operatore globale nel mercato del latte confezionato", valutando l'opportunità di farvi confluire le proprie attività nel settore "e portando, quindi, sede, organizzazione e testa in Italia".

A un anno di distanza, "siamo ancora in attesa di conoscere il piano industriale" mentre la diversificazione produttiva del gruppo sembra sempre più orientata al mercato dei formaggi, continua Bocchi. "Se queste sono le modalità attraverso le quali Lactalis intende gestire le relazioni sindacali, deve sapere che a la strada sbagliata e che gli impegni assunti dovranno essere rispettati", aggiunge la sindacalista. "Insieme a Fai e Flai, metteremo in campo tutte le iniziative utili a tutelare e difendere Parmalat Italia", conclude, sollecitando anche l'intervento del governo.

 

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