dagospia.com

SIAMO ALLA CANNA DEL GAS? DI SICURO SIAMO CON L'ACQUA ALLA GOLA! - LA DIGA CALTAGIRONE-BENETTON, DA ACEA AD A2A, DA IRIDE AD ACEGAS, POTREBBE ARGINARE COLOSSI COME VEOLIA, THÜGA - LE MOSSE DI SORGENIA BY DE BENEDETTI, INTESA E F2I - E IL POSSIBILE SBARCO DI FININVEST NELLA CUCCAGNA DELL'ENERGIA...

Jacopo Tondelli per il "CorrierEconomia" del "Corriere della Sera"

GIANCARLO CREMONESI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONEGIANCARLO CREMONESI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Quelli che ci sono già e quelli che potrebbero entrare. Quelli che sono attivi in business sinergici e quelli che cercano diversificazione sicure e redditizie. Gli italiani e gli stranieri. Il decreto Ronchi, che impone agli enti pubblici di scendere sotto il 30% in tutte le società di gestione dei servizi idrici, ha tempi di approdo medio-lunghi visto che la sua piena applicazione è prevista solo per il 2015.

Tuttavia, gli scenari iniziano ad essere mossi fin da ora, visto che le partecipazioni delle quotate da «redistribuire» valgono 2,3 miliardi. Dal Nordest a Torino, da Milano a Roma, in Puglia e in Campania, i dossier sensibili sono tanti e i privati industriali e finanziari già attivi li stanno studiando.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONEFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

NELLA CAPITALE
Il primo caso su cui si sono accesi i riflettori è quello di Acea. Le accelerazioni impresse dal sindaco di Roma nei mesi scorsi, e la contemporanea e costante crescita azionaria di Francesco Gaetano Caltagirone nella capitolina hanno lasciato intendere che l'acqua romana potrebbe rappresentare un termometro delle possibili tendenze per tutta la Penisola.

Il gruppo del costruttore ed editore, proprio mentre attorno al Campidoglio infuriava la polemica sull'ipotesi che fosse lui il destinatario della cessione del 20% in eccedenza, arrotondava ulteriormente al rialzo la sua partecipazione, che oggi sfiora il 9%, appena un punto percentuale in meno di Suez-GdF.

gilberto benetton 01 lapgilberto benetton 01 lap

Proprio il colosso francese, che con Acea ha aperto un contenzioso sulla riorganizzazione dei rapporti societari, ha fatto sapere nei giorni scorsi che è la multi della Capitale a «dover decidere la propria strategia». Mentre parlava di Acea come di un buon partner il presidente transalpino Jean-François Carrière ha sottolineato l'intenzione della società che lui guida di crescere lungo tutta la penisola. «L'Italia è un paese in cui vogliamo crescere. Ora siamo il numero tre nella vendita di gas e vogliamo diventare il numero due e rafforzarci anche nell'elettricità» ha spiegato da Parigi.

Gilberto Benetton - azionista della holding SintoniaGilberto Benetton - azionista della holding Sintonia

Di acqua non ha parlato esplicitamente. Tuttavia, proprio il fatto che la maggioranza delle italiane gestisca oltre a luce e gas anche i servizi idrici le sottopone all'obbligo di cambiamenti azionari previsti dal decreto Ronchi, e questo fa rima con le intenzioni del d'Oltralpe. Ma l'ennesimo incrocio di lame e destini tra italiani e francesi, e tra acqua ed energia, non si ferma certo all'utility romana.

IL FRONTE OCCIDENTALE
C'è un altro grande gruppo energetico, con una divisione acqua assai attiva, che è pronto a giocare la sua partita sul fondale degli scenari aperti dal decreto Ronchi: Veolia. La sede di Veolia Acqua è a Milano, ma i principali interessi e rapporti sono stretti a Nordovest, tra Torino e Genova, dove si muove Iride (nata dalla fusione tra le municipalizzate dei capoluoghi regionali di Piemonte e Liguria, e che sta per aggregare anche l'emiliana Enia). L'utlity del Nordovest è partecipata al 4,7% da Intesa Sanpaolo (presente anche in Acegas, al capo opposto della pianura padana) e da Fondazione Crt al 4%.

AceaAcea

I francesi, ancora guidati da Henry Proglio, che a settembre 2009 è stato nominato amministratore delegato del colosso energetico Edf, controllano da quasi 13 anni Sicea, la principale società privata di servizi idrici in provincia di Torino.

Un ottimo punto di osservazione per capire cosa succederà alla Smat, società dell'acqua controllata dal Comune che proprio con Acea ha la gestione dei servizi fino al 2023. Lo stesso azionista pubblico, assieme all'utility torinese-genovese Iride, controlla il 60% della quotata Acque potabili spa, gestore dei servizi idrici in 100 comuni, di cui Intesa Sanpaolo detiene quasi il 10%. E proprio Iride sarà chiamata - sempre dal Ronchi - ad alleggerire la presa sui servizi idrici genovesi, gestiti da Mediterranea delle Acque, dove l'italianità privata è rappresentata dal 5% di Impregilo.

Montezemolo e SarkozyMontezemolo e Sarkozy

Dove si ritrova, ancora una volta, il tricolore francese con il 17% di Veolia che, scendendo verso la dorsale tirrenica, controlla le acque di Sestri Levante, detiene il 19% nella Geal di Lucca e al 49% nella laziale Acqualatina. Tutto un territorio in cui anche Acea ha il suo peso. Meno di un mese fa, escludendo una fusione tra Edf e Veolia e chiamando a referente il presidente Nicholas Sarkozy, Proglio ha specificato che maggiori sinergie tra i due gruppi tra «acqua, energia e trasporti» è assolutamente auspicabile.

SILVIO BERLUSCONISILVIO BERLUSCONI

I PLAYER ITALIANI
Se i colossi stranieri (non solo i francesi, anche i tedeschi di Thüga del gruppo E.On che potrebbe guardare a sud) sono in già in movimento, gli italiani attendono il momento per posizionarsi. Molti guardano a Sorgenia del gruppo Cir, che però non ama la vocazione territoriale né le partecipazioni di minoranza. I Benetton sono ormai strutturalmente attenti alle reti e alle concessioni, l'F2i di Gamberale è già in movimento sulle reti del Gas, e perfino il gruppo Fininvest, secondo il mercato, potrebbe non escludere, un domani, di investire un po' di liquidità in un settore a oggi inesplorato per la finanziaria della famiglia Berlusconi.

Carlo De Benedetti con moglieCarlo De Benedetti con moglie

 

RODOLFO DE BENEDETTIRODOLFO DE BENEDETTI
 
[08-03-2010]