SPARKLE SPACCA IL GOVERNO - DI MAIO E DE PUYFONTAINE (VIVENDI) SI OPPONGONO ALLA VENDITA MA I TEMPI STRINGONO: IL FONDO ELLIOTT DEVE FAR RISVEGLIARE IL TITOLO E PURE INCASSARE QUALCOSA, EVITANDO UN 'GOLPE' DEI FRANCESI PER RIPRENDERSI LA SOCIETÀ. LA RETE DEI CAVI SOTTOMARINI VALE 900 MILIONI E ORA POTREBBE FARSI AVANTI CDP PER MANTENERE IL CONTROLLO ITALIANO. E OPEN FIBER…

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Federico De Rosa per il Corriere della Sera

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Non è la prima volta, ma forse, rispetto a due anni fa quando si parlava di uno scambio di asset con la Cassa depositi e prestiti, oggi le cose stanno in modo un po' diverso e probabilmente Sparkle verrà davvero ceduta. Tuttavia l' avvio dell' iter per la vendita della società a cui fa capo la rete internazionale di Tim è partito in salita.

 

L' auspicio del presidente Fulvio Conti («Venderemo Sparkle al migliore offerente») si è subito scontrato con il veto del governo che per bocca di Luigi Di Maio ha chiesto di fermare i motori: «Sparkle non si vende» ha detto, trovando l' inattesa sponda di Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi e consigliere di Tim, che gli ha dato ragione. Va detto che il manager francese si sta spendendo in lungo e in largo per cercare sponde nel governo pentaleghista, come segnalato ieri dall' agenzia Lapresse, che ha adombrato l' ipotesi di un «golpe» in arrivo da parte di Vivendi per riprendere il controllo di Tim.

 

Le manovre per la vendita sono comunque partite, anche se in molti hanno avuto la sensazione che mettendo Sparkle sul tavolo Tim abbia voluto soprattutto sollecitare l' apertura di un dialogo con il governo.

 

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Per adesso sono state invitate le banche al «beauty contest», che servirà a decidere a chi assegnare il mandato. Così avviene di solito. Ma Sparkle non è una società qualsiasi e dunque bisogna tenere in considerazioni diverse variabili. La prima è il governo, che può bloccare la vendita. La seconda è nel consiglio di Tim che parte già spaccato, non solo sul dossier Sparkle. La terza, più importante, è l' acquirente.

 

Le possibilità non sembrano molte: o un concorrente - ma sarebbe straniero e probabilmente extra-Ue -, o un private equity a cui tuttavia difficilmente il governo darebbe il benestare, oppure la Cdp o F2i.

 

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Due anni fa, quando era in gestazione Open Fiber, la Cdp aveva avviato una trattativa con Tim per uno scambio tra Metroweb e Sparkle, naufragata per differenti valutazioni. Oggi alla Cassa c' è un nuovo vertice, guidato dall' amministratore delegato Fabrizio Palermo, e assicurano che sul suo tavolo non c' è un dossier Sparkle. Almeno non ancora. Un' operazione con Cdp porterebbe la rete internazionale di Tim sotto l' ombrello publico (Cdp è partecipata all' 83% dal Tesoro) e potrebbe essere funzionale alla creazione di un' unica società per le reti mettendo l' infrastruttura di Open Fiber (il 50% è della Cdp) insieme a quella del gruppo telefonico.

 

I tecnici della Cassa conoscono bene la società. Dovrebbero solo aggiornare i numeri. Negli ultimi tre anni Sparkle ha rallentato la crescita: dai 198 milioni di Ebitda del 2015 è passata a 182 milioni nel 2016 e a 154 milioni nel 2017 e la proiezione sul 2018 arriva a 110-120 milioni. I multipli di mercato assegnerebbero un valore a Sparkle di circa 850-900 milioni, più o meno la stessa cifra che due anni fa la Cdp era disposta a riconoscere a Tim.

GIUSEPPE CONTE ARNAUD DE PUYFONTAINE GIUSEPPE CONTE ARNAUD DE PUYFONTAINE

 

Intanto il ceo di Tim Amos Genish si è messo al lavoro sulla squadra di management. E Pietro Scott Jovane, chief commercial officer del gruppo, lascia.

 

bollore de puyfontaine bollore de puyfontaine GORDON E PAUL SINGER GORDON E PAUL SINGER MICHELE EMILIANO LUIGI DI MAIO MICHELE EMILIANO LUIGI DI MAIO

 

 

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