TOR DI VALLE DI LACRIME - PARNASI ERA GIÀ ANDATO A GAMBE ALL'ARIA CON LA SUA PARSITALIA, FINITE IN LIQUIDAZIONE E UNICREDIT COSTRETTA AD ACCOLLARSI I PEZZI DEL SUO EX IMPERO PER RECUPERARE QUALCOSA DEI 450 MILIONI DI EURO DI ESPOSIZIONE. GLI RESTAVA IL TERRENO DEL FUTURO STADIO DELLA ROMA, MA ANCHE LA SUA NUOVA SOCIETÀ ERA PIENA DI DEBITI: 47 MILIONI CONTRO 46 DI VALORE. TANTO SE VA MALE CI PENSANO LE BANCHE (E I LORO CLIENTI) A TOGLIERE LE CASTAGNE DEL FUOCO

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Fabio Pavesi per ''La Verità''

 

parnasi parnasi

Bustarelle e debiti. Tanti debiti. Mentre sulle presunte pratiche corruttive, che hanno portato in carcere Luca Parnasi e i suoi collaboratori, sarà l’inchiesta della Procura romana a fare luce, sul versante del modus operandi finanziario del costruttore romano c’è ancora una volta un copione già scritto. Parnasi come molti immobiliaristi ha sempre lavorato con una montagna di debiti.

 

È già andato a gambe all’aria una volta con la sua Parsitalia e le sue subholding, finite in liquidazione, con UniCredit il suo principale finanziatore costretto tre anni fa ad accollarsi i pezzi del suo ex impero. Ma il vizietto di usare soldi altrui per i suoi faraonici progetti, Parnasi non l’ha mai perso pur essendo fallito già una volta. E c’è da chiedersi oggi come è possibile affidare la maxi-opera da oltre un miliardo dello Stadio della Roma a un imprenditore così poco solido e poco affidabile.

pallotta-parnasi pallotta-parnasi

 

La sua Eurnova, proprietaria del terreno dell’ex ippodromo di Tor di Valle, su cui dovrà sorgere lo Stadio è quanto gli era rimasto in mano  dopo il crac Parsitalia. Anche in questo caso sono i debiti a farla da padrone. Eurnova ha in pancia il terreno comprato nel 2013 e valorizzato 46 milioni di euro nel bilancio. Unico asset coperto tutto da debiti che nel 2016 valevano 47milioni. Dieci milioni solo con UniCredit e poi 19 milioni di debiti con i fornitori e 14 milioni di impegni verso se stesso attraverso la controllante Immobiliare Pentapigna. In mezzo nel reticolo che presiede Eurnova un’altra scatola la Capital Holding con 57 milioni di debiti e un patrimonio di soli 2,8 milioni.

PALLOTTA E LUCA PARNASI n PALLOTTA E LUCA PARNASI n

 

Leve tirate, tanto debito e poco pochissimo capitale. In fondo anche per quella che doveva segnare la riscossa e che per il rampante immobiliarista romano era il fantasmagorico progetto dello Stadio, la Storia si ripete. Non è bastata l’amara avventura della sua Parsitalia andata a gambe all’aria sotto il peso delle perdite che hanno eroso tutto il capitale e dei debiti.

 

Sandro Parnasi con la moglie Sandro Parnasi con la moglie

La gran parte degli asset con la zavorra degli ingenti debiti è finita sotto il cappello di UniCredit, il principale finanziatore della famiglia di immobiliaristi che è arrivata ad avere un'esposizione per 450 milioni. Dietro UniCredit altro grande creditore è Mps seguito da Aareal bank. Parnasi con la sua Parsitalia era sommerso da più di 600 milioni di debiti prima della capitolazione, con UniCredit che è subentrato nel 2015 tramite il veicolo Capital Dev e che si è assunto le attività e con esse tutto il debito.

 

Una storia che ricorda da vicino il salvataggio da parte delle banche della Risanamento di Zunino. Anche nella vicenda Parsitalia, le banche (in questo caso UniCredit) sono subentrate dopo l’accordo di ristrutturazione del debito. È stato creato il veicolo Capital Dev, oggi guidato dallo stesso Claudio Calabi che sta cercando di portare a buon fine la lunga ristrutturazione di Risanamento.

 

Dovrà tentare di valorizzare le attività delle sei società eredità di Parsitalia e con il ricavato restituire il debito contratto con UniCredit. La parabola di Parsitalia prima dell’accordo di salvataggio di UniCredit è emblematica. Negli anni dal 2013 al 2015 ha cumulato perdite per oltre 180 milioni di euro e si è ritrovata con un patrimonio netto negativo per 20 milioni: un crac evitato dall’intervento di UniCredit, il suo principale finanziatore.

ROMA STADIO TOR DI VALLE ROMA STADIO TOR DI VALLE

 

Le macerie lasciate a UniCredit via Capital Dev sono imponenti. Si è dovuto ricorrere a un finanziamento di 100 milioni per rilevare le attività. Due delle sei società dell’ex Parsitalia, Cave nuove e Pisana, avevano patrimonio netto negativo per oltre 120 milioni. Ora UniCredit deve con pazienza provare a vendere sul mercato quanto rilevato da Parnasi solo per poter ripagare il vecchio debito che aveva fatto collassare il costruttore romano. Che lungi dall’aver imparato la lezione ci ha riprovato con quel mega-progetto molto più grande di lui.

 

E come da copione è ripartito con il solito canovaccio. Una società, la Eurnova con soli 10 milioni di patrimonio, che ha acquistato i terreni di Tor di Valle facendo subito debiti. Tanto se poi va male, deve aver pensato Parnasi, c’è sempre qualcuno (una banca in genere) che ti toglie le castagne dal fuoco. Ora il capolinea forse definitivo è arrivato.  

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