Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo
Ospiti di Arturo Artom
Pizzi inviato a Cortina scopre che i capodanni della ridente località sciistica si svolgono sobriamente nelle case private, o al massimo negli alberghi.
Dopo la mezzanotte i giovani si buttano nelle discoteche come quella del Cashmere Club, mentre i vegliardi ebbri di alcol e gonfi di panettone restano nelle loro dimore.
Il Sor Cesare Geronzi ad esempio, è rimasto con la famiglia al Bellevue, mentre il povero Paolo Mieli, invitato dai fratelli Vanzina, manco fosse in un cinepanettone ha pensato bene di cadere e rompersi tre costole. Per lui un capodanno ammaccato.
Il mitologico Umbertone sceglie così di intrufolarsi nella casa del gallerista Stefano Contini, per imbattersi in Mario Moretti Polegato con la moglie Licia, Marta Marzotto, gli immancabili Enrico e Jole Cisnetto, Guido Bagatta con bionda fidanzata, il sottosegretario alla sanità Francesca Martini, Fulvio e Paola Lucisano, Arturo Artom e molti altri.
Ospiti di Arturo Artom
A proposito di Artom, il fulvo manager ha deciso che un ultimo dell'anno non bastava e per la sera successiva ha organizzato un party mega trash all'albergo Àncora.
Lì è stato raggiunto dalla coppia Rutelli e Palombelli e da molti amici che incuranti della macchina fotografica di Pizzi si sono gettati in stonati e sguaiati canti a base di "24 mila baci" di Celentano e "Vagabondo" dei Nomadi.
Artom e Ospiti 1
Ed è durante questa canzone che la signora Tatiana Puri Purini ha pensato bene di mimare un barbone avvinazzato attaccandosi ad una bottiglia di vino...
2 - FALSI PERMESSI PER INVALIDI, A CORTINA - FINISCONO NEI GUAI TURISTI E UN GIORNALISTA - PASS TAROCCATI PER PARCHEGGIARE INTESTATI ANCHE A DECEDUTI AUMENTANO COLORO CHE SFODERANO IL "LEI NON SA CHI SONO IO"
Lauredana Marsiglia per il Gazzettino di Venezia
Sono i parcheggi del "lei non sa chi sono io" e dei falsi permessi per invalidi la dannazione di Cortina d'Ampezzo. Pur di lasciare l'auto in centro, assaltando marciapiedi e isole pedonali, c'è gente pronta a tutto. Vip compresi. Quando si tratta di approfittare il censo non conta.
VERONICA SGARAVATTI MATTEO E MARTA MARZOTTO
Due turisti romani sono recentemente finiti sotto inchiesta con l'accusa di falso dopo essere stati sorpresi nel centralissimo Corso Italia con esposto sul cruscotto dell'auto un permesso per invalidi smaccatamente falso, fatto artigianalmente fotocopiando quello vero.
Uno era stato intestato ad una persona risultata deceduta da tempo e l'altro ad una inventata di sana pianta. Senza contare poi tutte le contravvenzioni elevate annualmente dalla polizia locale per l'uso improprio del permesso che i Comuni rilasciano in favore delle persone portatrici di handicap.
TRIO GNAM
Nel girone degli approfittatori made in Italy, qualche tempo fa, era finito anche un noto giornalista della tivù nazionale, di quelli che dall'etere predicano bene e per strada razzolano male, sorpreso dagli agenti con un pass taroccato. Anche per lui si era aperta la strada giudiziaria davanti al tribunale di Belluno.
Ma sono altri due i fascicoli aperti recentemente dalla Procura di Belluno, avviati dopo la segnalazione fatta dalla polizia locale di Cortina, costretta a far fronte ogni giorno al mare di tracotanza che spesso accompagna volti noti e meno noti del jet set, o presunto tale.
STEFANO CONTINI E MATTEO MARZOTTO
STEFANO E RICCARDA CONTINI
«È un fenomeno che non accenna a calare - spiega il comandante della polizia locale, Nicola Salvato -; ogni anno ci troviamo a fare i conti con gente che parcheggia ovunque utilizzando impropriamente i contrassegni per invalidi. E capita anche che siano contraffatti. Si tratta di gente che viene da fuori, tutti turisti, a dimostrazione di come questa prassi sia piuttosto in voga in altre città italiane».
L'altra grande grana, con la quale i vigili devono fare i conti ogni giorno, facendo spesso appello a tutta la pazienza del mondo, è il classico: "Lei non sa chi sono io". Solo qualche settimana fa, proprio per questo motivo, aveva patteggiato anche la figlia di Emilio Fede, Sveva, beccata in contromano a Cortina e per di più con la revisione della macchina scaduta.
STEFANO CONTINI E LE LUCISANO
A finire nei controlli della polizia, un paio d'anni fa, anche il fotografo Fabrizio Corona. La sua macchina, un potente Hummer nero, parcheggiato a casaccio in centro, era stato fatto rimuovere dal comandante in persona.
Ospiti di Arturo Artom