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CAFONALINO - LA SALMA VA A NOZZE COL 'DOGE FRANCESE' DI VENEZIA, PINAULT - IL BILLIONAIRE FRANCESE PASSA DAL 'SEQUESTRO' DEI DIPENDENTE LICENZIATI A UN PARTY DI 3 GIORNI CON BONO - TUTTI IN MASCHERA, PER SALVARE L'ESCLUSIVA FOTOGRAFICA...

Maria Giulia Minetti per "La Stampa" - Foto da stampa.it e corriere.it

anna wintouranna wintour

A varcare l'ingresso del Teatro La Fenice mano nella mano e occhi negli occhi non sono stati Salma Hayek e François-Henry Pinault, gli sposi freschissimi (nozze a Parigi due mesi fa) che hanno sentito il bisogno di rinnovare i voti matrimoniali qui a Venezia, dove si sono conosciuti, ma Jacques Chirac, ex presidente di Francia, e il padre di lui, tuttora presidente della multinazionale del lusso PPR, proprietario di Palazzo Grassi e celebre collezionista di arte contemporanea.

Da sempre amicissimi e ciascuno importante per la carriera dell'altro, la coppia milionario-uomo politico ben riassumeva il peso dell'avvenimento mondano di ieri: show sensazionale, folla di invitati da Oscar, esibizione che sembrava incoronare Pinault senior re della laguna, una specie di doge. Loro invece, i ragazzi, se vogliamo chiamarli così (definizione generosa, perché lui ha 49 anni e lei 42), sono stati i meno protagonisti fra i protagonisti della giornata. Giornata clou di una tre giorni cominciata venerdì sera con una festa transennata alla Punta della Dogana, la nuova dépendance di Palazzo Grassi affidata da Pinault all'architetto Tadao Ando per un restauro radicale (troppo radicale, secondo molti).

ASHLEY JUDDASHLEY JUDD

Non ancora finito, il ripristino della Punta, ma sufficientemente avanti da consentire a Pinault di aprirla per una festa in onore della nuora e del figlio. Festa privatissima, e l'essere la Punta a filo d'acqua ha permesso di mantenerla tale nonostante la ressa di fotografi e giornalisti: gli invitati - tutti, per di più, con una mascherina - sbarcavano direttamente dietro le transenne, un baluginar di abiti e già erano spariti. Difficile mantenere lo stesso segreto il giorno dopo, alla Fenice, affittata per una cena grandiosa, e dunque, per gli schivi Salma & François-Henry, s'è prospettata la necessità di qualche compromesso. Ovvero: ricognizione mattutina in tenuta dimessa e occhiali scuri sperando di sfuggire all'attenzione (speranza mezzo delusa, naturalmente) e arrivo anticipato al pomeriggio.

Lei è approdata all'ingresso sul retro, affacciato al Rio de la Veste, che non erano ancora le quattro. Addosso aveva un abitino che i fotografi rimasti di guardia definivano beige con disegni, fra le braccia, impacchettato, il vestito da sera che si sarebbe messa più tardi. Mezz'ora dopo è arrivato lui, già con lo smoking d'ordinanza. Tanta ostinata elusività fa quasi credere che sia vera la notizia secondo cui Antonio Banderas, amico della sposa e suo partner nel primo film importante da lei interpretato («Desperado», 1995), abbia ricevuto una disdetta dell'invito per la sua lingua lunga: è colpa di Banderas, infatti, se il mondo è stato allertato in tempo dell'imminente ri-matrimonio veneziano; l'attore s'è lasciato sfuggire la notizia in Spagna a un incontro con la stampa.

bonobono

Perché tanta segretezza? La risposta sta in una certa imperiosità del vecchio Pinault, che rivendica il diritto di tenere la stampa fuori da una festa privata o, almeno, di tenerla fuori il più possibile. È vero, la festa è affollata di divi più della Mostra del Cinema; d'accordo, la festa è piena di gente famosa. E allora?, pensa Pinault, sono amici miei, non è un festival, questo. A lui, poi, adesso, tanta pubblicità per un avvenimento così costoso non fa neppure gioco: suo figlio è appena stato sequestrato per un'ora da dipendenti inferociti alla notizia di 1200 licenziamenti.

Né licenziamenti né crisi sembravano turbare il festone di ieri, comunque. Costretti a passare sotto un «arc de triomphe» di macchine fotografiche gli invitati diretti all'ingresso principale della Fenice sembravano meno schivi dei loro ospiti. Rideva come un pazzo il designer Philippe Starck dietro la sua mascherina nera veneziana (la indossavano quasi tutti), sorrideva il temibile, iracondo regista Emir Kusturica, salutavano graziosamente Charlize Theron, Ashley Judd, Valeria Golino, Gael García Bernal, la stilista Frida Giannini di Gucci e il curatore dell'erigendo museo di Punta della Dogana Francesco Bonami.

Inciampava negli scalini, invece, la spettrale Anna Wintour di «Vogue», magra al punto da ricordare la celebre definizione di Tom Wolfe, «certe donne sembrano fotografie ai raggi X», fuggiva come fosse inseguita da troppi fan la cantante calva Skunk Anansie, e la signora Chirac (arrivata per conto suo), aveva un guizzo di sarcasmo sentendosi chiamare mademoiselle dai fotografi: «Mademoiselle!!!!!», ha ritorto, con mille beffardi punti esclamativi. Sfuggente quasi come gli sposi Edward Norton, ex fidanzato di Salma, in velluto nero da piccolo lord, mozzafiato una supposta fidanzata di Mick Jagger alta un metro e ottantasette in verde smeraldo. Invisibili Penelope Cruz e Bono, entrati dal retro come gli sposi. Poi le porte si sono chiuse e la festa è cominciata.

CHARLIZE THERONCHARLIZE THERON

2 - MASCHERINE ALLE NOZZE PER SALVARE L'ESCLUSIVA
Giovanna Cavalli per il "Corriere della Sera"

Alle 5 del mattino Francois Henry era senza più cravatta e con camicia semi- sbottonata. Salma la bi-spo­sa (2 sì in 2 mesi) era decisa­mente allegra, Charlize Theron traballava sui tacchi, Emir Ku­sturica non ricordava più la strada per l'albergo, Penelope Cruz e Javier Bardem non se ne volevano proprio andare. L'happening nuziale veneziano dei Pinault, cominciato sabato pomeriggio alla Fenice, è poi migrato all'esclusivissimo B Bar dell'Hotel Bauer per altri cheers e altro (tanto) champagne.

Prima c'era stato il taglio della torta, un sacramento di cioccolato bianco su cui scendevano petali di rosa. Gran balli. E lo show improvvisato di Bono che ha dedicato alla Hayek la sua One Love.

Riccardo Scamarcio e Valeria Golino uscivano spesso a fumare. La baby Valentina Paloma, 19 mesi, si è addormentata con la ninna nanna del capomaschera Giorgio. Le celebrazioni, curate dalla Fest, sono costate 200 mila euro solo di affitto sale. Ieri brunch familiare al Cipriani con sobrio carpaccio. Esclusiva protetta con le mascherine e concessa (pare) a Vogue, compenso in beneficenza ad evitare che il billionario FHP si ritrovi ancora accerchiato da lavoratori in crisi.

 

 
[27-04-2009]
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