CARRARO: I MIEI FIGLI NON SONO NELLA GEA - LETTERA DI GAUCCI: PRONTO A DIRE TUTTO - MOGGI E LE SCONFITTE VIOLA DECISE AL TELEFONO - REAZIONI ALLA NOMINA DI BORRELLI: CUSANI, DI PIETRO, LA RUSSA, CICCHITTO, GASPARRI ("SE FOSSI MILANISTA SAREI PREOCCUPATO")
1 - CARRARO: I MIEI FIGLI NON SONO NELLA GEA.
Lettera di Franco Carraro a "l'Unità" - Illustre direttore, a seguito dell'articolo «Moggiopoli» apparso sull'Unità di ieri a firma di Marco Bucciantini, preciso quanto segue: ho due figli, nessuno dei quali ha fondato, ha fatto parte o fa parte della società Gea World o di altra società che si occupi di calciatori o di qualsiasi attività collegata al calcio.
2 - PRIME REAZIONI ALLA NOMINA DI BORRELLI: CUSANI, DI PIETRO, LA RUSSA, CICCHITTO, GASPARRI ("SE FOSSI MILANISTA SAREI PREOCCUPATO")
(Adnkronos) - La nomina dell'ex procuratore generale di Milano Francesco Saverio Borrelli a capo dell'ufficio indagini della Fgci e' ''un' ottima notizia''. Adaffermarlo e' l'ex finanziere Sergio Cusani, divenuto a lungo, nell'epoca di 'Mani pulite' guidata da Borrelli, imputato simbolo di quella stagione giudiziaria.
''Penso che Borrelli - dice Cusani - non sifaccia influenzare da nessuno, neanche dal presidente della Fgci. Anche nel mondo del calcio - aggiunge - c'e' un problema sistemico. E anche in questo caso ci sono assonanze con i fatti emersi nelle inchieste di Tangentopoli del 1993. Anche qui tutti sapevano e dicevano che il sistema calcio era marcio, ma poi, sulla base di interessi generali, tutto questo veniva messo in sordina. Le inchieste condotte oggi sul mondo del calcio, invece, mi sembrano molto approfondite e la nomina di Borrelli e' il segnale che si vuole andare fino in fondo''.
''Finalmente una persona di garanzia, che permettera' l'imparzialita' di giudizio e che non e' affatto coinvolta in alcun tipo di conflitto d'interesse''. Lo ha detto Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture e leader di Idv, riferendosi alla nomina di Francesco Saverio Borrelli, ex capo del pool di Mani Pulite, alla guida dell'Ufficio indagini del Calcio. ''Grazie alla nomina di Borrelli -ha proseguito Di Pietro- si puo' dire che si e' fatto decisamente un passo avanti rispetto a Tangentopoli perche', a differenza di quanto e' avvenuto allora, oggi si puo' dire che c'e' un effettivo ricambio di classe dirigente. Personalmente -ha concluso Di Pietro- gli auguro buon lavoro. Non sara' un compito facile il suo, ma sono sicuro che sapra' ancora una volta dimostrare la sua grande capacita' di magistrato e soprattutto la sua terziarieta' super partes''.
''La nomina di Borrelli da parte di Guido Rossi a capo dell'ufficio indagini della Figc ha dell'incredibile ed e' tutt'altro che 'innocente'''. Lo dice Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia. ''E' evidente che c'e' una 'manina' che vuole recuperare il giustizialismo che ci ha deliziato negli anni '90 e strumentalizzare quello che e' avvenuto nel calcio per riprendere a sparare a raffica in molteplici direzioni e aumentare il potere di ricatto e di interdizione di alcuni ben precisi ambienti milanesi collocati a cavallo fra alcuni grandi studi legali, alcune banche, qualche potere editoriale'', ha aggiunto Cicchitto.
''La nomina del Dott. Francesco Saverio Borrelli a Capo dell'Ufficio inchieste della Figc e' la risposta piu' adeguata all'intenzione manifestata dall'on. Berlusconi di tornare a fare il Presidente del Milan. Certi rischi vanno scongiurati sul nascere''. Il senatore Alfredo Mantovano, componente dell'esecutivo nazionale di AN, commenta cosi' la nomina di Francesco Saverio Borrelli a Capo dell'Ufficio indagini della Figc.
'Il calcio ora ha bisogno di getti d'acqua, non di scintille. Mi chiedo se questa nomina serva a creare polemiche, visto che puo' prefigurare una sorta di occupazione''. Cosi' Ignazio La Russa, coordinatore nazionale di AN, commenta la nomina di Francesco Saverio Borrelli a Capo dell'Ufficio Indagini della Figc, decisa stamani dal commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi: ''Come persona e'sicuramente competente, ho sempre avuto grande stima della sua professionalita' e della sua capacita' giuridica'', ha affermato La Russa all'ADNKRONOS, ''ma non so se questa scelta di Rossi, che ha una chiara colorazione politica, serva ad acquietare le acque o a creare polemiche. Il calcio ora ha bisogno di getti d'acqua, non di scintille
'Io non ho problemi perche' sono romanista. Ma se fossi milanista sarei preoccupato...''. Maurizio Gasparri, esponente di An ed ex ministro delle Comunicazioni, usa l'arma dell'ironia per commentare la nomina di Francesco Saverio Borrelli alla guida dell'ufficio indagini della Fgci.
''Voglio fare una protesta a nome dei nipoti degli ex procuratori di Milano -aggiunge Gasparri, conversando con i giornalisti in Transatlantico, a Montecitorio- ma perche' non vanno in pensione e fanno i nonni? D'Ambrosio ce l'hanno mandato al Senato, Borrelli alla Federcalcio: perche' non pensano a farei nonni?''.
3 - TARADASH: NOMINA BORRELLI TRASFORMA LO SCANDALO IN 'AFFARE DI STATO'
(Apcom) - "La nomina di Francesco Saverio Borrelli a capo dell'ufficio indagini della Federazione gioco calcio conferma la lettura che abbiamo dato subito dopo le prime mosse del Governo Prodi. Era in corso un tentativo di approfittare dello scandalo che va sotto il nome di Moggi per impadronirsi di uno strumento essenziale di controllo dell'opinione pubblica e dei mass-media. Le nomine dell'ex senatore (eletto nelle liste Pci) Guido Rossi a commissario straordinario della Fgci e di Giovanna Melandri al nuovo ministero dello sport avevano uno scopo preciso: mettere le mani sul calcio e tentare di orientare politicamente le emozioni che la passione calcistica suscita".
Lo afferma Marco Taradash, in una dichiarazione congiunta con Emilia Rossi della direzione dei Riformatori Liberali. "La decisione odierna - denunciano - amplia la natura dello scontro: si affida a Borrelli, il meno neutrale fra tutti gli ex magistrati a disposizione dello Stato, il compito di far luce sullo scandalo. In questo modo si trasforma un caso clamoroso ma in fin dei conti circoscritto in un "affare di stato" con ripercussioni clamorose e imprevedibili su tutto lo scenario politico. Non c'è ingenuità in questo, ma voglia di rivincita politica con regole truccate e l'arbitro compare".
4 - LETTERA DI GAUCCI: PRONTO A DIRE TUTTO
(Ansa) - ''Intendo confermare quanto anticipato, in maniera estremamente sintetica, circa la mia ferma volonta' di fare luce sugli incresciosi avvenimenti nei quali, mio malgrado, mi sono trovato coinvolto''. Comincia cosi' una lettera inviata da Luciano Gaucci da Santo Domingo, dove si trova attualmente, ai giudici che stanno indagando sul suo caso, il crac del Perugia, e sugli scandali del calcio: fra i destinatari vi sono infatti anche i pm di Napoli Narducci e Beatrice ed il procuratore aggiunto di Torino, Guariniello. ''Per amore di verita' e giustizia - scrive l'ex patron di Perugia, Catania e Viterbese - il mio difensore avv. Pompa fornira' alla magistratura inquirente delle procure di Perugia e Roma tutti gli elementi utili a provare le condotte inammissibili, delle quali sono stato vittima, ad opera del Dott. Cesare Geronzi, quale presidente e 'deus ex machina' di ogni vicenda legata alla gestione economica-finanziaria del calcio, nonche' della Gea, da lui etero-diretta tramite la figlia Chiara, dei suoi soci dalle nobili ascendenze, del sig. Luciano Moggi e di altri professionisti e Pubblici Ufficiali compiacenti ed ossequiosi dello strapotere Geronzi''.
Secondo Gaucci, ''indagare su cio' che e' avvenuto vuol dire anche e soprattutto indagare sulle ragioni che hanno indotto e compiere determinati atti, ed allora si comprendera' l'odiosa criminalizzazione da me subita''. L'ex presidente chiude precisando di aver ''riferito la rete tessuta ai miei danni, quindi sono in grado di dare conto in modo concreto di ogni singolo episodio da me citato a discolpa, contro i suddetti personaggi''.
5 - MOGGI E LE SCONFITTE VIOLA DECISE AL TELEFONO
Dal "Corriere della Sera"
Nelle telefonate intercettate Luciano Moggi fa sempre i nomi delle persone di cui parla. L'ex dg della Juve e Claudia, la sua segretaria, sono cauti solo in un caso, il 22 dicembre 2004, quando nominano, con grande circospezione, il signor P e il signor B.
Moggi: «Claudia, faccia una borsa , ma rapida però, per il signor Lanese...».
Claudia: «...Sì...».
Mo: «...con... gli mette... 8 maglie! e... poi qualche ... dei gagliardetti... dei... de... insomma una bella borsa, gliela metti in portineria perché lui tra un quarto d'ora passa».
C: «Sì, va bene, il tempo solo di prepararla. E signor Moggi, allora, le due borse, quelle famose, sempre di P e B, cosa dobbiamo farne? Devo avvertire?».
Mo: «Deve chiamare... deve chiamare...».
C: «...tutti e due?».
Mo: «Sì, esatto!».
C: «...Ad uno dei due dobbiamo spedirgliela, eh?».
Mo: «Gli metta le migliori maglie, Ibrahimovic, Emerson, tutte...».
C: «...sì, sì tutto ciò che abbiamo!».
«Fateli perdere»
Innocenzo Mazzini, all'epoca vicepresidente Figc, e Luciano Moggi parlano in più di un'occasione di un presunto dossier che alcune persone a Firenze sarebbero disposte a vendere per screditare Diego Della Valle. Moggi è molto interessato e annuncia che ne parlerà a Galliani. Poi, il 14 gennaio 2005, Mazzini e Moggi discutono anche della «necessità» di far perdere qualche partita alla Fiorentina.
Mazzini: «Poi, ho incontrato quei ragazzi... Loro hanno intenzione di dargli addosso a questo...».
Moggi: «Sì, hanno intenzione di dargli addosso, però devono esse più chiari!... Eh, devono, devono, dire le cose, eh?».
Ma: «A me mi so' sembrati abbastanza decisi!».
Mo: «Sì, ma decisi e non, cercano di vedere, cercano di avere gli appoggi per fare...».
Ma: «Ma loro hanno bisogno per questo che perdan qualche partita...».
Mo: «Ma noi ci siamo!».
Ma: «...eh! Appunto!».
Mo: «...io ho preso un avvocato apposta! Se vengono in concreto non c'è problema!».
Ma: «Tu vedrai che se perdon qualche partita...».
Mo: «Ho capito, se vengono in concreto, ...si può vedere anche di fare qualcosa! È chiaro che... non può figurà in prima persona...».
Ma: «...loro hanno bisogno che questi perdano delle partite!...».
Mo: «...con la Lazio hanno perso, eh?».
Ma: «Eh! ...Continuiamo!».
Mo: «Sì, sì, appunto, non... però, ehm... il problema praticamente è la gestione poi delle sconfitte!... Questi mi so sembrati più... a sentì da quello che mi ha detto l'avvocato, più... ehm... parlavano di gruppi che andavano a riprende la Fiorentina da ogni parte... noi del fatto di... di andà a prende Fiorentina per altri gruppi che cazzo ce ne frega, insomma, no?».
Ma: «...nulla! Ma pur di buttar di sotto questo, ve ne fa di tutte, eh?».
«...Digli che vengano al concreto a dirci qualcosa!»
Dagospia 23 Maggio 2006