COLPO SOTTO LA TINTURA – 51 INDAGATI PER LE SPESE PAZZE IN REGIONE CAMPANIA: CENE E VINI CON FONDI REGIONALI, RICEVUTE TAROCCATE E UNA TINTURA PER CAPELLI PER UN CONSIGLIERE CALVO! – IL SOTTOSEGRETARIO PD: ‘MAI PRESENTATO UNO SCONTRINO, LA LEGGE NON LO PREVEDEVA’

Tra gli inquisiti, oltre al sottosegretario del Pd, Umberto del Basso De Caro, i senatori di Fi, Eva Longo e Domenico De Siano: le accuse vanno dal peculato alla truffa - Tra gli altri, figura nell’inchiesta anche la moglie dell’ex ministro Mastella per l’acquisto di piante e gadget -

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1 - LA TINTURA PER CAPELLI DEL CONSIGLIERE CALVO BUFERA IN CAMPANIA
Conchita Sannino per "la Repubblica"

A ciascuno, il suo non sense. Politico e istituzionale. La cena di San Silvestro, per dodici, nel Pdl, valeva come "spesa per il funzionamento dei gruppi regionali" alla stregua della seriale fornitura di piante per gli esteti della defunta Udeur. La ricevuta per l'acquisto di una tintura per capelli? Comicamente esibita da un consigliere, peraltro calvo, del Psi vicinissimo al governatore Stefano Caldoro (che però non è toccato dallo scandalo).

umberto del basso de caroumberto del basso de caro

Stessa mancanza di nesso tra i compiti istituzionali e i costosi gadget natalizi del Pd o i giocattoli e profumi cari al gruppo Misto. Mentre la pesa per un'opera d'arte in ceramica prediletta dall'Udc pesava quanto un rimborso per la bombola di gas ottenuto dall'Idv, o come quello della Tarsu, la tassa sui rifiuti destinata a una dimora di campagna. Eccolo, il bengodi dei rimborsi, nel consiglio della Regione Campania.

IL PALAZZO DEI "DESIDERI"
Un rimborso per ogni desiderio. E un anno e mezzo dopo l'inchiesta della Procura, per 51 consiglieri regionali si profila il maxi processo. Oltre 2 milioni e mezzo, la cifra incassata nel bienno 2010-2012 dai consiglieri: tutti per «fini privatistici», soldi bruciati in spese lontane da «finalità istituzionali».

Agli esponenti dell'aula, e ad altri 4 collaboratori esterni che li avrebbero aiutato nel "fabbricare" falsi giustificativi, sono stati notificati dal nucleo della Tributaria della Finanza gli avvisi di conclusione delle indagini, firmati dal pm Giancarlo Novelli, e dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino che coordina la sezione dei reati contro la pubblica amministrazione.

Marino Massimo De CaroMarino Massimo De Caro

Tra gli inquisiti che non sanno spiegare che uso hanno fatto del denaro intascato ecco tre parlamentari: l'attuale sottosegretario del Pd, già consigliere regionale del beneventano, Umberto del Basso De Caro (deve giustificare 11.300 euro), i senatori di Fi, Eva Longo (27mila e 991 euro) e Domenico De Siano (19mila e 660 euro), che ricopre anche il ruolo di coordinatore campano del partito berlusconiano. Le accuse vanno dal peculato alla truffa. Se le ulteriori dichiarazioni difensive non modificheranno
la valutazione del pm, si andrà verso il rinvio a giudizio. Due i filoni esaminati: i rimborsi per il fondo destinato al Funzionamento dei gruppi consiliari e quelli per il fondo Comunicazione.

IL PECULATO BIPARTISAN
Il Pd privilegia cravatte in pura seta settepieghe come auguri natalizi. E ne risponde il capogruppo Giuseppe Russo, che sui 24mila 800 euro complessivi che si autoaccredita, ne destina 3.970 solo per l'acquisto del raffinato accessorio. «Ma erano il cadeau deciso dal partito per gli auguri di Natale», spiega lui.

Il Pdl preferisce le grandi abbuffate. O le cene e i pranzi fuorisede. Singolare il caso di Luciana Scalzi, che oltre ad essere consigliere regionale Pdl è segretaria particolare di Denis Verdini (in aspettativa) e ha presentato solo scontrini romani di bar, ristoranti, esercizi commerciali.

«Perché solo Roma? Lei non è eletta qui?», le ha chiesto il pm. Non sapeva che in Regione la chiamano lady assenteismo. Poi ci sono clamorosi falsi costruiti a tavolino. Alcuni casi sono eclatanti. Finisce agli arresti, ad esempio, nel corso di un altro filone della stessa indagine, il consigliere Pdl Massimo Ianniciello: che intasca rimborsi per 64 mila euro esibendo fatture per prestazioni inesistenti. Quelle aziende non esistono, e non gli hanno mai fornito alcun servizio. Intanto deve ancora rispondere di altri 26mila e 41 euro intascati e non giustificati.

DOMENICO DE SIANODOMENICO DE SIANO

I RECORDMEN DEGLI SCONTRINI
Il Nuovo Psi, con il consigliere Gennaro Salvatore, anch'egli agli arresti domiciliari, detiene due record. Prima consegna una montagna di scontrini, dalla lavanderia all'acquisto della tintura per capelli (nonostante la calvizie), da ristoranti e bar ad acquisti di supermarket.

Poi, una volta scoperto che si è incastrata da solo, si giustificato col pm: «Per essere trasparente, ho presentato tutta la documentazione raccolta in ufficio per mesi, ma era delle mie assistenti». L'altro picco: ha prelevato la somma più elevata dal capitolo "Funzionamento dei gruppi", 95mila e 955 euro.

Quasi un ex aequo con Ugo De Flaviis, all'epoca Udeur e ora Nuovo centro destra, con 95.990 mila, mentre il terzo posto se lo aggiudica Raffaele Sentiero, anche lui in Ncd con circa 80 mila euro. Tra gli altri, figura con i suoi acquisti di piante e gadget anche la moglie dell'ex ministro Mastella, Alessandra Lonardo (Udeur), Anna Petrone (Pd), rappresentante di associazioni no profit, Gianfranco Valiante (Pd), a capo della commissione regionale Antimafia.

SENZA PEZZE D'APPOGGIO
Per gli inquirenti la maglia nera spetta ai tre parlamentari sotto accusa. Del Basso de Caro, De Siano e Longo hanno evitato di fornire qualunque carta e spiegato che «non erano tenuti dalla norma a giustificare l'impiego delle somme».

Un quadro già esaminato, nella sua gravità, dalla magistratura contabile. Solo poche settimane fa, il procuratore della Corte dei Conti Tommaso Cottone - nel citare la parallela indagine su quegli stessi rimborsi farsa - mette il dito nella piaga, e sottolinea pubblicamente: «Abbiamo incontrato molti ostacoli. Dall'amministrazione regionale viene prospettata la circostanza che i consiglieri non sarebbero tenuti a rendicontare sulle somme loro assegnate. Un Consiglio insofferente a qualunque tipo di controllo».

2 - DEL BASSO DE CARO: "MAI PRESENTATO UNO SCONTRINO, E ALLORA?"
Ottavio Lucarelli per "la Repubblica"

Sottosegretario Del Basso De Caro, l'accusa è di peculato?
«Articolo 314 del codice penale. Lo conosco, sono un avvocato».

Denaro pubblico speso per la propria attività politica?
«Lo consentiva la legge. Non solo in Campania, ma in tante altre regioni».

Ma in Campania ne è stato speso tanto di denaro. Lei, in particolare, deve rispondere di undicimila e trecento euro. Non è poco.
«Sì, undicimila e trecento euro spesi in due anni, tutto qui».

Comunque denaro pubblico. Come lo ha speso?
«Attività politica. Lei sta parlando con uno che la politica la fa paese per paese, porta a porta. Lei sta parlando con un parlamentare del Sannio che è stato il più votato in Italia alle primarie del Pd di un anno e mezzo fa perché trascorre tanto tempo con la gente ».

Su tanti manifesti a Benevento c'è scritto "Del Basso De Caro orgoglio del Sannio" ma i soldi della Regione come li ha spesi?
«Attività politica».

Oggi non lo potrebbe più fare senza redigere un rendiconto?
«Oggi la legge non lo consente più»

Ma non si dovrebbe rendicontare comunque ogni euro speso di denaro pubblico?
«La legge non lo prevedeva. Le dico di più. In Lombardia, dove hanno speso molto più della Campania, ma davvero tanto più della Campania, l'inchiesta si è già chiusa con l'archiviazione. In Piemonte sono sulla stessa via. In Campania siamo invece alla fase di chiusura indagini».

Lei in ogni caso non ha consegnato gli scontrini come hanno fatto altri consiglieri regionali anche in Campania?
«La legge non lo prevedeva ».

Cosa risponde ai grillini che chiedono le sue dimissioni da sottosegretario al ministero delle infrastrutture?
«Non è una novità. Hanno presentato da venti giorni una mozione contro di me».

Chiederà di essere ascoltato dal magistrato?
«Certo. E ripeterò le cose che gli ho già detto due anni fa quando mi ha ascoltato una prima volta».

E cioè ?
«Glielo devo ripetere? Sono un po' stanco di farlo da due anni. La legge non prevedeva il rendiconto. Il magistrato ha già la mia memoria difensiva, ma chiederò di essere nuovamente ascoltato per spiegare ancora una volta cosa era scritto in quella legge della Regione ».

Una brutta legge ?
«Sed lex. Sono un avvocato e rispetto sempre la legge».

 

 

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