LA QUARANTENA DEI GIUSTI: GUIDA TV PER RECLUSI – VEDO CHE SU NETFLIX PASSANO IL MIGLIOR FILM ITALIANO DEGLI ULTIMI DIECI ANNI, “BELLUSCONE”, E “SILVIO FOREVER” DI STELLA&RIZZO – SE NON AVETE VOGLIA DEL RIPASSINO BERLUSCONIANO NON C’È NIENTE DI MEGLIO CHE UN RIPASSONE DEI CLASSICI VERDONIANI – MA LA VERA SORPRESA È IL PASSAGGIO DEL RARISSIMO DOCUMENTARIO DI TINTO BRASS “CA IRA – IL FIUME DELLA VIOLENZA” - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

belluscone 2 belluscone 2

Che vediamo stasera? Fermi tutti, stasera su Netflix vedo che passano “Belluscone” di Franco Maresco, il miglior film italiano degli ultimi dieci anni, il più comico e quello che meglio spiega il legame tra i siciliani/gli italiani e Berlusconi, e “Silvio forever” di Roberto Faenza, scritto da Stella&Rizzo, una sorta di documentario a caldo, siamo nel 2011, sulla parabola berlusconiana fino ai bunga bunga, prodotto da Lucky Red e passato su La7 con successo. Ma noi critici snob, ammetto, non lo abbiamo amato come “Belluscone”. Magari va rivisto…

stasera a casa di alice 1 stasera a casa di alice 1

 

Se non avete voglia del ripassino berlusconiano stasera non c’è niente di meglio che un ripassone dei classici verdoniani con effetto karaoke sui social su Cine 34 dalle 21. Prima “Un sacco bello”, primo film e capolavoro di Carlo Verdone con tanto di Mario Brega come padre (“Fascio!? Fascio a me? A zoccole’…. Io non so communista così… so’ communista cosìììì!!!”), e la geniale scena dei due portantini del Fatebenefratelli che vale qualsiasi lezione dei virologi di oggi (“Il dottore c’è?.... C’è il dottorino…”), poi alle 22, 55 “Stasera a casa di Alice” con Ornella Muti e Sergio Castellitto.

 

 

qualunquemente qualunquemente

Alle 21 vedo che “Un sacco bello” ha contro “Qualunquemente” di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese su Rai Movie, “Star Wars – Il risveglio della forza” di J.J.Abrams con John Boyega su Italia 1, il bel film storico su una tragica pagina della storia irlandese, “Michael Collins” di Neil Jordan con Liam Neeson e Julia Roberts, su Iris. Ma il Verdone di “Un sacco bello” nun se batte. Mi spiace. Per farsi perdonare la giornata Pupi Avati di ieri, Cine 34 propone oggi pomeriggio, dopo il modestissimo ma rarissimo “Zorro il dominatore” di José Luis Merino con Charles Quiney, alle 16, non molto amato dalla critica (“Messa in scena caotica su una sceneggiatura incoerente, interpretazione da filodrammatica con dei cattivi grotteschi… Scenografia inesistente con anacronismi madornali”, J.M.Sabatier), una bella doppietta.

zorro il dominatore zorro il dominatore

 

Prima, alle 17, 55, “Amarsi un po’” di Carlo Vanzina con Claudio Amendola e Tahnee Welch, una sorta di Romeo e Giulietta romano tra un ragazzo coatto, Amendola figlio di Brega e della Di Lorenzo, e una ragazza dell’alta borghesia, la Welch, figlia di Virna Lisi e Riccardo Garrone. Molto carino. Poi, alle 19, 25, il capolavoro western di Enzo G, Castellari, lo scatenatissimo “Ammazzali tutti e torna solo” con Chuck Connors, qui al suo esordio nello spaghetti con dentiera invedibile, l’ottimo Frank Wolff, il pasoliniano Franco Citti e il campione di lotta Hercules Cortes, una specie di montagna semovente di scarsa mobilità facciale.

 

amarsi un po’ amarsi un po’

Il film, tutto giocato sul ritmo, l’azione e la costruzione dei personaggi, è una specie di “Quella sporca dozzina” versione western, aiutato dalle musiche di Filippo De Masi e dalla fotografia di Alejandro Ulloa. Enzo G. Castellari ha raccontato spesso le avventure comiche di Franco Citti in Spagna, dove venne assieme al fratello Sergio come se fossero in vacanza, ospiti del miglior ristorante di Madrid, El Nuevo Valentino. Sergio ha pure un piccolo ruolo nel film. Al produttore, Edmondo Amati, fecero lo scherzo di mostrargli un pezzo di dialogo originale di Citti che se ne esce nel film con un “Mortacci tua e de sto fijo de ’na mignotta!”.

 

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Rai Movie risponde oggi pomeriggio alle 14 con il classico di Gianfranco Parolini “Ehi amico, c’è Sabata… hai chiuso!” con Lee Van Cleef, William Berger, Nick Jordan alias Aldo Canti. E’ il film del passaggio di Parolini alla serie A delle produzioni PEA di Alberto Grimaldi, che gli offre la sua stella Lee Van Cleef come Sabata. Raccontava Parolini: “Lee Van Cleef, che ancora non mi conosceva, ma che era una vecchia conoscenza di Sergio Leone e del produttore, chiese di vedere qualcosa da me realizzato... In quei giorni era in programmazione il mio Cinque per l’inferno quindi me lo portai al cinema. La sala era gremita di giovani chiassosi e il film piacque molto, così, quando uscimmo, Lee era molto soddisfatto...”.

 

ehi amico, c’e' sabata… hai chiuso ehi amico, c’e' sabata… hai chiuso

Per Sandro Mancori, direttore della fotografia abituale di Parolini, ricordava che “Grimaldi prese Parolini dopo aver visto il suo Sartana. Gianfranco è un po’ il rovescio della medaglia di Sergio Leone. Lui riesce con l’intelligenza a rovesciare le situazioni più violente. Grimaldi ormai aveva fatto i soldi con i film di Leone. Assieme al nostro film, stava producendo anche il Satyricon di Fellini e Queimada di Pontecorvo. Sul set non si vedeva mai”. Inutile dire che Parolini soffriva il confronto con il maestro Leone, che vedeva i suoi film e gli bollava costantemente come “parolinate”…

 

star wars – il risveglio della forza star wars – il risveglio della forza

Contro “Amarsi un po’” Rai Movie propone alle 18, ancora una volta, “Il mercenario” di Sergio Corbucci con Tony Musante e Franco Nero, mentre contro “Ammazzali tutti e torna solo” è sempre pronto un Totò d’annata come “Il medico dei pazzi” di Mario Mattoli alle 19, 35. Su Totò non si scherza.

 

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In seconda serata, a parte il noioso “Il cigno” di Charles Vidor, ultimo film di Grace Kelly prima di ritirarsi, La 7D alle 23, 10, il giallo “Una doppia verità” di Courtney Hunt con Keanu Reeves e René Zellwegger, Paramount Network alle 23, e il trashissimo megaflop “Guardians – Il risveglio dei guardiani”, canale 20 alle 23, fantascienza russa di Sarik Andreasyan, l’offerta più curiosa è quella del napoletanissimo, canterino, quasi un po’ Bollywood, “La parrucchiera” di Stefano Incerti su Rai Movie alle 23, 10, dove trionfa la parrucchiera Rosa della neosofialorén Pina Turco assieme alle stelle di Massimiliano Gallo, sempre perfetto, Arturo Muselli in versione ricchione, Cristina Donadio come cattiva e perfino Tony Tammaro, star della canzone demenziale napoletana. In un trionfo di colori, carne, femminilità, l’idea è proprio quella di costruire una sorta di fotoromanzo popolare manifesto della nuova scena napoletana con non poche notazione politiche, decisamente iperfemminile, che tenga però conte delle tante ispirazioni diverse.

il mercenario 1 il mercenario 1 guardians – il risveglio dei guardiani guardians – il risveglio dei guardiani

 

la parrucchiera la parrucchiera

Tra il recupero dell’Almodovar alla Pappi Corsicato, quello della sceneggiata, tra la tradizione di “Un posto al sole” e le novità di “Gomorra”, la parrucchiera Rosa si ribella al dominio maschile e alle donne che lo accettano, mentre  il trans Claudia e l’amica biondo platino Micaela diventano il suo contrappunto comico come nei film di Merola. Intorno a mezzanotte devo che torna ancora una volta “Blade Runner” di Ridley Scott, Italia 1 alle 23, 55, non so in che versione uncut, torna “Todo Modo” di Elio Petri con Gian Maria Volonté, La7, che seguita a non piacermi, torna il buon film di Gabriele Muccino di quando aveva un nome in America, “La ricerca della felicità” con Will Smith, Iris alle 23, 35.

 

 

Ma la vera sorpresa della notte, lo dico per i cinephiles più esigenti, è il passaggio del rarissimo documentario di Tinto Brass “Ca ira – Il fiume della violenza”, Cine 34 alle 00, 55. Ideato da Tinto prima del suo esordio ufficiale, “Chi lavora è perduto”, uscì solo l’anno dopo, nel 1964. Costruito tutto con materiale di repertorio, con commento scritto da Giancarlo Fusco letto da Enrico Maria Salerno, Tino Buazzelli e Sandra Milo, è montato in Jugoslavia per il produttore Moris Ergas da Brass assieme al suo amico veneziano Franco Arcalli detto Kim, che poi divenne il montatore e sceneggiatore ufficiale di Bertolucci, Cavani, Samperi, Patroni Griffi, Antonioni. E qui mi fermo.

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