SALVATE IL SOLDATO GRINZANE - ODIFREDDI: “CREDO CHE Mondo ed Elkann voleSSERO prendere il controllo di quel che rimaneva del premio” - SOFRI: “il Dio in cui non credo non è fesso come quello in cui non crede Piergiorgio Odifreddi”…

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GIULIANOGIULIANO SORIA

1 - Scandaloso GRINZANE...
Wlodek Goldkorn per \"l\'espresso\"

Era la favola del figlio di un fabbro che sale in alto fino a toccare il firmamento letterario. È diventata la tragedia di un uomo ridicolo che trascina nella polvere la Repubblica delle lettere italiana. Il figlio del fabbro è Giuliano Soria, nato in un paesino del Piemonte.

Vince una borsa di studio in semiotica a Parigi, conquista la cattedra di ispanistica a Roma, gestisce un premio letterario, il Grinzane Cavour, frequenta i migliori e i più famosi scrittori del pianeta, da Philip Roth a Wole Soyinka e diventa uno dei punti di riferimento dell\'establishment culturale d\'Italia. Da lì, il precipizio. Soria passa alle pagine di cronaca giudiziaria.

Molestie sessuali, malversazione (non distingueva, pare, tra i soldi e le proprietà immobiliari del premio e quelli suoi privati) e altro ancora: sono le ipotesi su cui indaga la Procura di Torino. E oggi, tutti a chiedersi come è stato possibile che i big della nostra cultura (nessuno escluso) si siano lasciati sedurre da un personaggio che ricorda Felix Krull, protagonista di un romanzo di Thomas Mann: un megalomane con pochi scrupoli.

E questo mentre è aperta la polemica anche sul fronte di un altro premio librario: lo Strega. Comunque un tentativo di salvare il Grinzane Cavour, in extremis, c\'è stato. Il suo protagonista, Piergiorgio Odifreddi, matematico, autore di bestseller, firma di questo settimanale e organizzatore di eventi di cultura, qui racconta la sua esperienza. E suggerisce che a farlo fallire sono stati Alain Elkann, e il giornalista e scrittore Lorenzo Mondo.

PiergiorgioPiergiorgio Odifreddi

Cominciamo dall\'inizio, professor Odifreddi. Da chi e quando è stato chiamato per tentare di salvare il premio?
\"Mi ha chiamato Giuliano Soria qualche giorno dopo che sono state rese pubbliche le accuse a suo carico. Dato che non ero coinvolto nella gestione del Grinzane Cavour, che sono piemontese e ho una certa esperienza come direttore del Festival della Matematica a Roma, Soria mi ha chiesto di diventare il garante del premio. Ho chiesto il parere del presidente della Regione Mercedes Bresso e dell\'assessore alla Cultura Gianni Oliva.

Mi hanno dato il loro ok. Volevo però che fosse chiaro che ero lì per salvare il premio, e non per salvare Soria, e che non volevo fare tutto di testa mia. Così ho deciso di costruire un comitato di garanti, composto da persone che hanno competenze diverse dalle mie: Dacia Maraini, Cristina Comencini, Giulio Giorello. La Regione ha chiesto che vi fosse incluso anche Tahar Ben Jelloun, il presidente della giuria\".

Poi cosa è successo?
\"La Cassa di Risparmio di Torino ha preteso che tra i garanti ci fosse un cattolico. In consiglio regionale, l\'ex assessore alla Cultura del Pdl, Giampiero Leo ha dichiarato che il mio nome non era gradito al cardinale di Torino, Poletto. Cosa c\'entrasse il cardinale con il premio letterario lo sa solo Dio\".

Forse c\'entra perché il premio nasce in una casa editrice cattolica, Sei, e anche Soria è sempre stato un democristiano. E lei è noto come un anticlericale. Glielo ha rimproverato anche il \'Corriere della Sera\', in questi giorni.
\"Sono ateo, non anticlericale. Ma da questa esperienza ho imparato che in Italia occorre essere filoclericali. Per esempio, la Regione ha stanziato 4 milioni di euro (che dovranno arrivare fino a 10 se mettiamo anche gli enti locali: il doppio del budget del Grinzane Cavour) per l\'ostensione della Sindone, un falso conclamato, e nessuno ha avuto niente da ridire\".

AlainAlain Elkann

Ha peccato di ingenuità, professore?
\"Non avevo capito di dover applicare una specie di manuale Cencelli: per un ateo, un religioso; per un calvo, uno con i capelli; per un miope, un presbite, tutte cose che non c\'entrano con la qualità letteraria\".

Una volta insediato come presidente del comitato dei garanti, anche se per pochi giorni, che situazione ha trovato?
\"Fino al lunedì 16 marzo Soria non si era dimesso dalle cariche ufficiali. Di conseguenza ho potuto vedere poco, ma ho fatto un po\' di riunioni: ho parlato con persone dell\'amministrazione, in particolare con quelle che sapevano dell\'andazzo.

Ho chiesto: quanto guadagna Soria? Mi hanno risposto che come presidente non percepiva uno stipendio. I marchi dei premi, e sono 17 quelli italiani e nove quelli internazionali (ma poi ne vanno aggiunti altri, tra musica arte ecc.), sono di sua proprietà. Quindi chi li usa paga a lui i diritti\".

I compensi dei giurati?
\"Attorno a 1.500 euro l\'anno, per il Grinzane Cavour, il premio principale. Soria era noto per pagare poco. Qualche anno fa ho partecipato alla lettura dei temi dei ragazzi sulla scienza, ma non sono stato pagato, e così era pattuito\".

Premiare gli scrittori quanto costava?
\"L\'ammontare dei premi andava dai 5 ai 25 mila euro. Una cifra modesta sul mercato culturale d\'oggi. Tempo fa ho fatto parte del Premio Pitagora, in Calabria, che consisteva in 50 mila euro e veniva assegnato a un grande matematico\".

Questo premificio a cosa serviva? Alla vanità di Soria? O a fargli guadagnare soldi in modo illecito, come sospetta la magistratura?
\"Al Grinzane Cavour erano interessati gli editori dei libri, per venderli: è ovvio. Poi c\'era la ricaduta sul territorio. Non a caso Soria faceva molti premi che riguardassero il vino, l\'olio e così via. È un modo per reclamizzare le Langhe, l\'Astigiano\".

AdrianoAdriano Sofri

Lei, che già dirige il Festival della Matematica a Roma, una rassegna che gode di un certo prestigio, perché si è messo in questa vicenda?
\"Per ristrutturare il premio e per allargarlo alla scienza\".

Sulle ceneri del Grinzane Cavour, distrutto da Soria?
\"La mia idea di portarvi la matematica era precedente alla caduta di Soria. Ne abbiamo discusso a dicembre a Guadalajara, alla Fiera del libro: io, Soria, il sottosegretario alla Cultura Francesco Giro\".

Il suo tentativo di salvare il Grinzane Cavour non è andato bene. Sono arrivate le dimissioni dei giurati.
\"Le racconto un po\' di retroscena. Una sera con Soria a Grinzane: lui fa delle telefonate. Una di queste al sottosegretario Giro. E Giro informa Soria che Elkann, consigliere del ministro, ha intenzione di far dimettere la giuria. A questo punto Soria chiama Elkann. È stata una scena pazzesca. Soria gli dice: \'Ti prego in ginocchio di non affossare il premio\'. Elkann risponde quello che poi dichiara ai giornali: che lui non vuole essere sotto la tutela di un matematico, e per di più ateo\".

Elkann non è cattolico...
\"Fa lo stesso. Perché a lui si è unito Lorenzo Mondo, uno dei giurati\".

Mondo, lo diciamo ai nostri lettori, è un giornalista, scrittore, vincitore di uno dei premi Grinzane...
\"Ed è un uomo legato a Comunione e liberazione. La mia impressione è che Mondo ed Elkann volessero prendere il controllo di quel che rimaneva del premio\".

Volevano sostituirla?
\"Ironicamente, quando mi hanno chiesto di prendere in mano il Grinzane, prima di nominare il comitato contestato avevo proposto come garanti Elkann e Gustavo Zagrebelsky. La Regione mi fece notare che Elkann aveva già troppi incarichi ufficiali (Museo egizio, ministero). Comunque il giorno dopo la telefonata di Soria chiamai il sottosegretario Giro per chiedergli di indicare il rappresentante del ministero nel nuovo consiglio d\'amministrazione del Grinzane che stavo mettendo su.

La sua segreteria mi disse che doveva essere Elkann a occuparsene, perché aveva ricevuto la delega dal ministro Bondi. Così, da un lato Elkann era nella giuria, dall\'altro era il rappresentante di uno dei finanziatori. Chissà, forse si è dimesso per evitare il conflitto d\'interessi. Ma mi ha stupito il comportamento di Mondo\".

Perché?
\"Diceva che il mio comitato di garanti non andava bene in quanto concordato con Soria e quindi incapace di un gesto di discontinuità. Ma se è lui l\'incarnazione della continuità: è da sempre nella giuria, nominato da Soria. Era un suo amico. Guardi l\'elenco dei viaggi che hanno fatto insieme: New York, Salamanca, Buenos Aires, Praga, Edimburgo, Tokyo, Tirana, Cuba. Niente di penalmente perseguibile, semplicemente un\'abitudine che indica un certo andazzo\".

Anch\'io ci sono andato. Nel 2005 a Mosca.
\"Chi è senza peccato scagli la prima pietra: ci sono andati tutti, nel tempo. Il problema era non diventare un habitué del premio, e soprattutto non lodarlo sui propri giornali\".

Come finirà?
\"Al momento ci sono due proposte. L\'una è trasformare il Premio Grinzane in un Premio Langhe. L\'altra di farlo confluire nella Fiera del Libro e affidarlo al presidente Rolando Picchioni, da sempre grande avversario di Soria\".

2 - Adriano Sofri, lo scandalo e il buonsenso del matematico...
Dal \"Corriere della Sera\" -
«Non credo in Dio, ma il Dio in cui non credo non è fesso come quello in cui non crede Piergiorgio Odifreddi». Ieri Adriano Sofri sul Foglio nella sua rubrica «Piccola posta» commentava così l\'articolo di Odifreddi pubblicato dalla Repubblica con il titolo «Io e il Grinzane». «Che ho letto - scrive Sofri - con la curiosità di sentire che cosa volesse dire uno che era stato designato presidente di quel comitato dei garanti, a proposito dell\'affare in generale, e in particolare della propria insinuazione che lo scandalo fosse stato suscitato da una ingerenza clericale cattolica».

In realtà, nota Sofri, non si capisce il rapporto tra il malcontento dei cattolici e le malversazioni di Sorìa. Ma Sofri è anche colpito dall\'affermazione di Odifreddi, che invitato ad applicare un po\' di buonsenso risponde: «È stato il buonsenso a far processare Galileo... così come è stato il buon senso a far avversare Darwin...». Ironizza Sofri: «Dunque è stato l\'espediente meschino del buonsenso», per Odifreddi, ad abbattere «il padrone del Grinzane».

 

 

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