VOLANO STRACCI AL GRINZANE – PIGI BATTISTA VS EGO ODIFREDDI (ESCA DAL SUO PERSONAGGIO E TORNI TRA NUMERI E TRIGONOMETRIA) – LA REPLICA DI EGO: IO, IO, IO E L’ASINO MIO – L’INCHIESTA:SORIA FALSIFICAVA LE FIRME DELLE ATTRICI PER PRESTAZIONI FANTASMA…

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1 - IO E IL GRINZANE...
Lettera di Piergiorgio Odifreddi a \"la Repubblica\"

Vorrei rispondere ad rem (cioè, nel merito) all´attacco ad personam (cioè, pretestuoso) che Pierluigi Battista mi rivolge nella «Lettera al sacerdote dell´anticlericalismo» sul Corriere della Sera del 16 marzo, elogiata da l´Avvenire il 17 marzo.

PierluigiPierluigi Battista

Anzitutto, lo ringrazio per avermi chiamato «egregio». Credo infatti che sappia, nonostante la sua avversione per le etimologie, che l´aggettivo significa «fuori del gregge», e oggi in Italia chi esprime e difende un pensiero laico è effettivamente costretto a cantare fuori dal coro dei belati. Cosa non sgradevole, comunque, visto che Albert Einstein notava nelle sue Idee e opinioni che «per essere l´immacolato componente di un gregge di pecore, bisogna prima di tutto essere una pecora».

Venendo all´articolo, Battista bolla la mia dichiarazione di ingerenza clericale nelle vicende del Premio Grinzane Cavour come «fantasticamente infondata, alla luce di un elementare buonsenso»: ne deduco che, pur scrivendo sui giornali, non li legge. Neppure il suo, che il 4 marzo titolava «L´assenza cattolica agita il Grinzane». E neppure l´Avvenire, che il 3 marzo titolava «Grinzane, un futuro a senso unico?», e vedeva come «una barzelletta l´eventuale inserimento di un solo rappresentante dell´area cattolica». E neppure La Stampa, che il 1° marzo titolava «I cattolici reclamano un posto nei saggi».

Quanto all´appello al buonsenso come verifica di fondatezza, si tratta dello stesso argomento che viene puntualmente avanzato da coloro che la pensano come lui, ogni volta che qualche idea nuova viene alla ribalta: è stato infatti il «buonsenso» a far processare Galileo per aver sostenuto che la Terra girava attorno al Sole, e non viceversa, così come è stato il «buonsenso» a far avversare Darwin per aver sostenuto che l´uomo fu creato a immagine e somiglianza della scimmia, e non di Dio.

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Purtroppo è difficile applicare il buonsenso alle vicende del Grinzane, quando il forzista Giampiero Leo e il pidino Stefano Lepri sono a verbale per aver ineffabilmente sostenuto in Consiglio Regionale a Torino che la mia nomina era «sgradita al cardinale» (come se questo dovesse importare). E quando il forzista Enzo Ghigo e il pidino Gianfranco Morgando mi chiamano «matematico ateo», mostrando ripetutamente di ritenere che il secondo (e forse anche il primo) attributo siano degli handicap, invece che delle garanzie: dimenticando che la gestione di Soria e la sponsorizzazione di Ghigo e Leo erano sì «cattolicamente corrette», ma certo non si sono rivelate evangeliche.

Battista mi dice che dovrei «aver conosciuto nelle mie peregrinazioni di studioso negli Stati Uniti e in Unione Sovietica la sorte di quegli intellettuali che, strappati dal recinto delle loro competenze specifiche, si perdono nelle fumisterie del vaniloquio ideologico e della banalità più corriva». Non so cosa c´entri, ma è vero, li ho conosciuti: in particolare il linguista Noam Chomsky e il fisico Andrei Sacharov, attaccati dai loro detrattori maccartisti e persecutori brezneviani con le sue stesse parole. E avendoli conosciuti, non posso che prenderli ad esempio: in particolare il primo, come ho scritto nella prefazione a \"Il matematico impertinente\".

Infine, a proposito del suggerimento di «tornare dove mi sento a mio agio, tra i numeri e la trigonometria», io ci sono sempre rimasto: un mio libro su Darwin è uscito da qualche settimana (Battista non se n´è accorto, ma fortunatamente il pubblico e i recensori sì), un altro sulla matematica esce in questi giorni, la scorsa settimana ho diretto un Festival della Matematica a New York, e questa settimana proseguiamo a Roma, ospitando in tutto otto premi Nobel e tre medaglie Fields. Temo che la fissazione sulle mie marginali opinioni in campo religioso siano soltanto un sintomo del fatto che la lingua batte dove il suo dente (di Battista) duole.

2 - LETTERA AL SACERDOTE DELL\' ANTICLERICALISMO: EGREGIO PROFESSOR ODIFREDDI, IL CASO GRINZANE NON È COME LO RACCONTA LEI...
Pierluigi Battista per il \"Corriere della Sera\"

GIULIANOGIULIANO SORIA

Egregio Piergiorgio Odifreddi, in una dichiarazione rilasciata al nostro Dino Messina ha sostenuto che il tempestoso precipitare della vicenda legata a Giuliano Soria rappresenterebbe «una vittoria dei clericali», soddisfatti per le sue dimissioni da capo del comitato dei garanti chiamati in extremis a salvare la continuità del Premio Grinzane Cavour finito nella bufera.

La fantastica infondatezza della sua supposizione, così evidente alla luce di un elementare buonsenso, dovrebbe tuttavia indurla a riflettere su una vis polemica anticristiana la quale (sebbene finora baciata dal successo) se portata agli estremi rischia di condurre anche il più impertinente dei matematici tra le braccia del parossismo ossessivo e della fissazione paranoica: aggiungiamo pure, sempre che il richiamo alla terminologia religiosa non le suoni offensivo, del più scatenato misticismo egotistico.

C\' è da immaginare che lei conosca, nelle sue peregrinazioni di studioso negli Stati Uniti e in Unione Sovietica, la sorte di quegli intellettuali che, strappati dal recinto delle loro competenze specifiche, si perdono nelle fumisterie del vaniloquio ideologico e della banalità più corriva. È accaduto anche a lei. Ma a lei il trasloco dal campo del rigore a quello dell\' ovvietà ha portato fortuna e popolarità. Abbandonati i territori astratti della matematica e delle esattezze geometriche, si è trasformato in portavoce dell\'ateismo più militante, tra gli applausi dell\' opinione pubblica stanca delle prepotenze clericali. Quando si è avventurato nei meandri dell\'etimologia più fantasiosa, asserendo che il termine «cretino deriva da \"cristiano\"», le sono giunti più consensi che pernacchie.

Quando ha deriso il cristianesimo per affermare che, «essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che sono stati condannati a non esserli», più che la protesta per una battuta così volgarmente oltraggiosa per chi è fedele di una «religione per letterali cretini», è risuonata la chiassosa approvazione dei laicisti «condannati» a essere, o a considerarsi, più intelligenti.

Ora, professor Odifreddi, essendo la sua intelligenza non una verità dogmatica ma un\'ipotesi da accertare laicamente mediante il metodo delle prove empiriche, dovrà essere sua cura dimostrare che, proseguendo con la fissazione dell\'oscuro complotto clericale, la sua guida illuminata del campo ateo-laicista non corra il pericolo della deriva macchiettistica, del suo inesorabile slittamento nei clichés di un personaggio dell\' eterna commedia italiana.

EleonoraEleonora Giorgi

Si goda il suo meritato successo, e non lo guasti con stentoree dichiarazioni che, consenta la citazione, assomigliano sempre più al «cretinismo» religioso da lei orgogliosamente vituperato. Non si prenda molto sul serio, e sappia accettare laicamente la constatazione (scientifica) secondo la quale tra una verità profonda e una sciocchezza il confine è molto sottile e labile.

Esca dal suo personaggio e torni dove si sente a suo agio, tra i numeri e la trigonometria. Abbandoni le sue pose ieratiche (pardon), perché non c\' è peggior clericalismo del clericalismo ateista. Al massimo dovrà rinunciare ai vertici del Premio Grinzane Cavour, ma non è un prezzo troppo elevato. Con immutata stima.

3 - SORIA FALSIFICAVA LE FIRME DELLE ATTRICI...
Giusi Fasano per il \"Corriere della Sera\"

«Spese sostenute per la premiazione dell\'attrice Eleonora Giorgi». Oppure: «Compenso per la partecipazione della signora Eleonora Giorgi a...». Ogni volta poche migliaia di euro, 4-5 al massimo. E in fondo al foglio - o sull\'allegato che aveva il compito di confermare l\'avvenuto evento - la firma di lei: «Palesemente falsa» dicono oggi gli inquirenti.
L\'ignara Eleonora, come del resto la sua inconsapevole collega Stefania Sandrelli, sono state più volte «causa» di pagamenti per partecipazioni o premiazioni fantasma.

Per rendere tutto più credibile bastava falsificare la firma e il fanta-evento finiva sulle carte contabili che giustificavano questa o quell\'uscita dalle casse del Premio Grinzane-Cavour.

C\'è anche questo nelle migliaia di carte della procura di Torino che indaga sulla multinazionale della cultura di Giuliano Soria, anima del Premio, in carcere da giovedì scorso per malversazione e violenza sessuale. Ci sono fatture, ricevute, giustificativi di spesa per piccole somme usate a fini personali ma contabilizzate come parcelle per attività culturali o di promozione del Grinzane. Niente di rilevante dal punto di vista penale, s\'intende. Anche perché sembrerebbe che quei soldi non provenissero da finanziamenti pubblici.

A colpire gli inquirenti, semmai, è la disinvoltura e l\'inventiva del professor Soria nella gestione delle cifre enormi che il Premio riusciva a racimolare ogni anno da pubblici e privati. Ma tutto le sue presunte messe in scena nei conti dell\'Associazione potevano riuscirgli soltanto con l\'aiuto di società «amiche» che si prestavano al gioco (ce n\'è una fitta rete che ruota attorno al Grinzane).

Ed è proprio sui suoi rapporti con i vari «imprenditori della cultura» che ieri i pubblici ministeri hanno insistito nelle 4 ore di interrogatorio alla fine del quale l\'avvocato del professore, Roberto Piacentino, ha annunciato che chiederà la scarcerazione oppure gli arresti domiciliari, preferibilmente in una clinica «perché è da metà febbraio che il mio assistito è in questo frullatore. E\' provato, anche perché sotto una pressione mediatica che schiaccerebbe chiunque». I pm hanno contestato a Soria nuovi episodi di malversazione: una montagna di fatture irregolari per centinaia di migliaia di euro. Lui «sta collaborando» per dirla con il suo legale. Lo scandalo Grinzane non è che all\'inizio.

 

 

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