WU MING? DURA MING – POVERO CHIAMBRETTI, PRIGIONIERO DI UNA AUDIENCE INFEDELE E VOTATA ALLO ZAPPING COME QUELLA DI ITALIA 1 – “L’UNITÀ” INFORMA: “SORU ACCOGLIE L’INVITO DEI SARDI E VA A TORINO”. POI NON DITE CHE È INSENSIBILE…

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1 - WU MING, ATTENTI A NON PRENDERE LA SCOSSA...
Riccardo Chiaberge per il \"Domenicale\" de \"Il Sole 24 Ore\"

PaoloPaolo Repetti

Dopo un secolo, i Futuristi hanno trovato i loro degni eredi. Le scintille di Marinetti e di Boccioni si sono propagate fino a noi e nel firmamento della letteratura italiana è esplosa una meteora, una nebulosa, anzi un «campo elettrostatico»: la New Italian Epic di Wu Ming (Einaudi Stile Libero). Che roba è? Lo spiega la galvanizzata quarta di copertina, redatta presumibilmente da Paolo Repetti, responsabile della collana: «Nella narrativa italiana sta accadendo qualcosa. Qualcosa di grosso». Per le carlinghe di mille biplani! E noi che non ce n\'eravamo accorti! «In meno di sei mesi un \"memorandum\" di teoria letteraria, pubblicato on-line, viene scaricato da più di trentamila persone. Il dibattito s\'accende».

Wu Ming, per chi non lo sapesse, per chi ancora brancola nelle tenebre di un mondo pre-tecnologico, è «un collettivo di scrittori» (il sito ufficiale si chiama wumingfoundation.com) che ha già al suo attivo alcuni «oggetti narrativi» (meglio noti come U. F.O.: Unidentified Fiction Objects).

Tra le sue missioni, quella di «esplorare la dimensione sociale e politica di questo nuovo approccio al mestiere di raccontare». Mestiere descritto come «pratica di resistenza», perché «l\'unica alternativa per non subire una storia è raccontare mille storie alternative». Resta da capire che alternativa rimanga ai poveri lettori terrestri, che agli Ufo continuano a preferire i buoni romanzi.
Campo elettrostatico, resistenza, dibattiti che si accendono: siamo in piena temperie futurista. Mancano solo turbine, dinamo, contatori, interruttori e fusibili, e l\'impianto è completo. L\'essenziale è non prendere la scossa.

Per recensire un libro di Wu Ming ci vorrebbe un ingegnere dell\'Enel. Altro che critici letterari: quelli hanno tutti le pile scariche. Come diceva Ernesto Calindri in un celebre Carosello anni Sessanta: «Dura Ming! Non dura, non può durare...».

PieroPiero Chiambretti

2 - CHIAMBRETTI PRIGIONIERO DI ITALIA1...
Aldo Grasso per il \"Corriere della Sera\"

Stando alle dichiarazioni, da domani sera Piero Chiambretti anticipa: invece che rivolgersi ai soli nottambuli, tirando mattina, inizierà la sua «Night» con 20 minuti di anticipo. Una bella notizia per i suoi spettatori e per una seconda serata non troppo «late». Ma la vera domanda è: reggerà la sfida degli ascolti e lo sbarramento della controprogrammazione?

Non sarà semplice per almeno tre ragioni. La prima è che «Chiambretti Night» dovrebbe riuscire a intercettare il pubblico in uscita dalla prima serata; ma, il martedì e il mercoledì, questo ha, per abitudine, già una prima e una seconda scelta di due «late show» consolidati come «Porta a porta» e «Matrix».

In secondo luogo, il pubblico di Chiambretti è stato, finora, un pubblico più «di rete» che «di programma»: legata a Italia 1, è un\'audience giovane o giovanissima, coi migliori share fra adolescenti e persino bambini (tutt\'altra cosa dal pubblico di «Markette»), debole nelle fasce più mature. È un pubblico per definizione più infedele e votato allo zapping, e che premia molto di più «Mai dire Grande Fratello» il lunedì (25% di share). Terzo: neppure la pubblicizzata trash litigata con la signora Milingo ha catalizzato grandi picchi, pur in una serata più facile come quella del giovedì (ci si è fermati all\' 11,29%).

RenatoRenato Soru

Anticipare la messa in onda è un rischio senz\'altro da sperimentare (i programmi «cuscinetto» come il raffinato «Gossip Girl» o «Grey\' s Anatomy» non stanno dando grandi soddisfazioni): Chiambretti è «prigioniero» dell\'audience di Italia1 o libero di estenderla? Chi vedrà, vivrà.

3 - \"L\'UNITÀ\" INFORMA: \"SORU ACCOGLIE L\'INVITO DEI SARDI E VA A TORINO\". POI NON DITE CHE È INSENSIBILE...
Andrea Marcenaro per \"Il Foglio\"

Abbiamo rischiato di commettere un terribile errore, dando retta alla caterva di scemenze scritte in questi ultimi giorni su Renato Soru. Ne stavano massacrando l\'immagine, volevano farlo apparire un padroncino legato morbosamente al denaro, un isterico opportunista con la fissa di discutibili campagne ecologiste, un uomo capace di far giungere la collera a un passo dallo scontro fisico, di maltrattare in modo imbarazzante i propri dipendenti, e insomma, perché questo dissero, un pescecane travestito da spigola.

Finché non s\'è letta l\'Unità. Per chi non la frequentasse con l\'assiduità che merita, l\'Unità propone tutti i giorni un talloncino dal titolo \"Renato Soru\", un riquadrino in tutto simile al mai dimenticato \"Vita di partito\", dove si informano utilmente i lettori sui programmi e sull\'agenda quotidiana dell\'uomo politico. Quello di ieri recitava così: \"Renato Soru accoglie l\'invito delle comunità dei sardi e domani si recherà a Torino\". Così stanno dunque le cose. Ma di un signore che, accogliendo l\'invito esplicito dei sardi, saluta la Sardegna e se ne va a Torino, tutto si potrà dire salvo che sia insensibile.

 

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