LA RAGAZZA CHE ACCUSA DI STUPRO CIRO GRILLO E I SUOI AMICI HA RACCONTATO DI AVER SUBITO UN'ALTRA VIOLENZA IN NORVEGIA, MA IN QUEL CASO NON DENUNCIÒ L'EPISODIO ALLE AUTORITÀ - NEL 2019, DOPO LA DENUNCIA DELLA RAGAZZA, CIRO E GLI AMICI SI FECERO INTERROGARE SENZA CONOSCERE I DETTAGLI. POI NEL 2021, ALL'IMPROVVISO, DISPONGONO INDAGINI DIFENSIVE: PERCHÉ HANNO DECISO DI MUOVERSI CON TANTO RITARDO?

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Giacomo Amadori Fabio Amendolara per "la Verità"

CIRO GRILLO CIRO GRILLO

 

Schiaffi su natiche e schiena, frammenti di video hot che passerebbero di mano in mano, un'ulteriore violenza subita in Norvegia. S. J., la ragazza che ha denunciato Ciro Grillo e altri tre amici, accusandoli di averla stuprata, avrebbe subito questi ulteriori abusi, denunciati dal suo legale Giulia Bongiorno e contenuti nelle carte. Partiamo dalla nuova clamorosa notizia di una violenza, così come emerge in tre diversi verbali di testimonianza.

AMICA CIRO GRILLO INTERVISTATA A NON E L ARENA AMICA CIRO GRILLO INTERVISTATA A NON E L ARENA

 

La ragazza e sua mamma, C.S., nell'estate del 2019 si recano dai carabinieri per denunciare lo stupro che S. avrebbe subito all'alba del 17 luglio a casa di Ciro Grillo ad Arzachena. Ai militari le due donne non dicono di quanto accaduto nel Paese d'origine del padre della giovane italo-norvegese.

 

S. riferisce, però, di aver raccontato la violenza subita in Sardegna a un'amica milanese. Per questo i pm, nell' autunno del 2019, convocano la testimone per chiedere conferma di quanto sostento da S. e in particolare notizie sul presunto stupro avvenuto ad Arzachena.

 

CIRO GRILLO - LA VILLETTA DI CALA DI VOLPE DOVE SI SAREBBE CONSUMATO LO STUPRO CIRO GRILLO - LA VILLETTA DI CALA DI VOLPE DOVE SI SAREBBE CONSUMATO LO STUPRO

Il verbale inizia con la giovane che spiega di essere amica di S. al punto da aver ricevuto la confidenza di una violenza. Ma, un po' a sorpresa, cita quella avvenuta in Norvegia e di cui i magistrati in quel momento non sapevano nulla. «S. me l'ha riferita senza entrare nei particolari» confida la giovane.

 

A febbraio, dopo il deposito della perizia del consulente dei pm sugli apparati elettronici degli indagati, viene convocata S., la quale conferma la scabrosa vicenda e descrive più dettagliatamente quanto successo. Racconta che, mentre dormiva in tenda, si sarebbe svegliata all'improvviso perché l'amico con cui era in vacanza la stava penetrando. Passano cinque mesi, e a fine lockdown viene convocata l'altra presunta vittima del festino sardo a casa di Grillo, R.M..

 

ciro grillo ciro grillo

R. a precisa domanda riferisce quanto aveva appreso da S. al suo ritorno dalla vacanza scandinava: «L'episodio riguardava quando si trovava in Norvegia in campeggio e la violenza sarebbe stata commessa da un suo amico mentre dormiva. S. non denunciò l'episodio alle autorità».

 

Intanto a Tempio Pausania si starebbe aggravando la posizione di alcuni indagati.

Nonostante l'inchiesta sia stata chiusa a novembre 2020, proprio i nuovi dettagli impressi nei verbali degli indagati sembra che abbiano portato la Procura di Tempio Pausania a ridefinire i capi d'imputazione.

 

FRANCESCO CORSIGLIA FRANCESCO CORSIGLIA

In particolare i pm starebbero modificando il secondo, quello contestato a Ciro Grillo, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, che fa riferimento a una serie di foto o frame di video realizzati tutti nella stessa stanza, in cui si vedono a tratti due, a tratti tre ragazzi (in alcune foto, sfocate, non si distingue il volto dei giovani coinvolti), con i genitali scoperti, in un caso appoggiati sul capo dormiente della seconda presunta vittima, R. M..

 

A giudizio di alcune fonti verrà presto depositato in cancelleria un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per altri, invece, questa ipotesi sarebbe di difficile applicazione. Negli atti, come ha riferito l'Adnkronos, gli inquirenti parlerebbero anche di «schiaffi sulla schiena e sulle natiche» di S..

 

ciro grillo 9 ciro grillo 9

Un altro duro colpo per i familiari della ragazza che ha denunciato: «Abbiamo appreso che frammenti (frammenti!) di video intimi vengono condivisi tra amici, come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo. Qualcosa che ci riporta a un passato barbaro che speravamo sepolto insieme alle clave». I frame potrebbero far parte del video ricostruito ieri dalla Verità in cui si vedono Grillo junior, Capitta e Lauria mentre hanno un rapporto sessuale di gruppo con S..

 

I suoi genitori, attraverso l'avvocato Bongiorno, hanno fatto sapere anche che «non è facile rimanere in silenzio davanti alle falsità che si continuano a scrivere e a dire sul conto di nostra figlia, aggiungendo dolore al dolore: il nostro e il suo.

 

CIRO GRILLO CIRO GRILLO

D'altro canto, sarebbe fin troppo facile smentirle sulla base di numerosi atti processuali che sconfessano certe arbitrarie ricostruzioni e che, per ovvie ragioni, non possono essere resi pubblici. Confidiamo nel fatto che tutto questo fango sarà spazzato via facendo emergere la verità». E infine hanno aggiunto di aver conferito mandato al loro legale «di agire in sede giudiziaria contro tutti coloro che a qualsiasi titolo partecipano e parteciperanno a questo deplorevole tiro al bersaglio».

 

LE TAPPE DELLA NOTTATA DEL PRESUNTO STUPRO DI GRUPPO LE TAPPE DELLA NOTTATA DEL PRESUNTO STUPRO DI GRUPPO

Il clima giudiziario e politico su questa vicenda si sta davvero surriscaldando. Da parte loro le difese hanno deciso di ingaggiare un medico legale, Marco Salvi, per provare a valutare il tasso alcolemico della ragazza al momento dei presunti abusi. Una decisione presa quasi alla chiusura delle indagini.

 

Ma perché gli avvocati e le famiglie dei ragazzi hanno deciso di muoversi con tanto ritardo? Per provare a capirlo bisogna riavvolgere il nastro dei ricordi di quasi due anni. Il 26 luglio 2019 S. sporge denuncia contro i suoi presunti stupratori. Il 29 agosto il procuratore di Tempio Pausania Gregorio Capasso fa sequestrare i cellulari degli indagati. Il 5 settembre 2019 gli avvocati portano Ciro & C. in Sardegna a rendere interrogatorio al buio. Infatti le parti in quel momento non conoscono nessun atto del procedimento. Perché i giovani hanno accettato di farsi sentire anziché avvalersi della facoltà di non rispondere?

 

FRANCESCO CORSIGLIA FRANCESCO CORSIGLIA

Si sentivano allora come oggi innocenti? O forse qualcuno gli aveva promesso un'indagine senza troppi scossoni? Del resto, i magistrati, non solamente non ne avevano chiesto l'arresto, ma, a loro volta, avevano convocato gli indagati senza aver visionato il contenuto dei cellulari. Infatti la Procura aveva fissato per il 24 settembre l'inizio delle operazioni tecniche, decisione che aveva lasciato perplessi gli investigatori. Dunque il 5 settembre, nel giorno del giuramento del secondo governo Conte, accusa e difesa si erano affrontate mostrando grande fiducia l'una nell' altra. La perizia del consulente è stata consegnata a fine gennaio 2020 con un po' di ritardo sulla tabella di marcia.

 

Poi è scoppiato il Covid e il processo si è quasi inabissato per dieci mesi. Solo a novembre è arrivato, infatti, l'avviso di chiusura delle indagini, quando al governo c'era ancora Conte e Guardasigilli era ancora Alfonso Bonafede. Anche in questo caso gli avvocati non hanno ritenuto di cambiare atteggiamento. Nelle more del deposito degli atti, complicato da problemi tecnici, c'è stato il cambio di governo (premier Mario Draghi) e di ministro della Giustizia (Marta Cartabia).

 

EDOARDO CAPITTA EDOARDO CAPITTA

Solo a questo punto i legali, dopo aver preso visione di tutto il materiale probatorio, hanno deciso, come detto, di affidarsi a un consulente per verificare il reale stato fisico della presunta vittima al momento dei rapporti sessuali con i ragazzi. Quindi hanno tentato la carta disperata di un secondo interrogatorio. Infine Beppe Grillo è sbottato nell' ormai celebre video. Che cosa è cambiato dal settembre 2019 a oggi, oltre al Guardasigilli e al presidente del Consiglio, da consigliare un così radicale cambio di linea? Gli avvocati non sapevano quale fosse il contenuto dei cellulari?

VITTORIO LAURIA VITTORIO LAURIA

 

L'ex pm Luca Palamara, esperto di questioni politiche legate alla giustizia, attento osservatore di questo procedimento e in rapporti con Capasso («Ho sostenuto la sua nomina, come ho fatto per tanti altri magistrati presenti nelle mie chat»), attraverso La Verità, manda un messaggio a Grillo: «È chiaro che una politica giudiziaria incentrata sul giustizialismo e meno attenta ai diritti della difesa possa mostrare improvvisamente i suoi limiti».

il figlio di grillo il figlio di grillo

 

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