MO’ SO CAZZI PER I RUSSI: ISRAELE HA DECISO DI METTERE AL SERVIZIO DEGLI UCRAINI LA SUA INTELLIGENCE – LO STATO EBRAICO NON ROMPE UFFICIALMENTE LA NEUTRALITÀ VERSO IL CONFLITTO, MA HA DECISO DI INTERVENIRE IN FUNZIONE ANTI-IRANIANA: TEHERAN FORNISCE DRONI A PUTIN, E LA LUNGA ESPERIENZA CONTRO IL REGIME DEGLI AYATOLLAH DI GERUSALEMME PUÒ ESSERE MOLTO UTILE A ZELENSKY E COMPAGNIA…

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Floriana Bulfon per www.repubblica.it

 

benjamin netanyahu benjamin netanyahu

Israele mette al servizio della causa ucraina la sua arma più efficace: l’intelligence. Non rompe la neutralità verso il conflitto, che l’ha spinto a evitare consegne di sistemi bellici ai contendenti, ma si attiva per smascherare la rete delle forniture militari iraniane alla Russia.

 

La testata online Axios ha ricostruito la svolta del governo israeliano che ha scelto di trasmettere un dossier riservato sull’asse Teheran-Mosca a una dozzina di ambasciate nei Paesi occidentali, inclusa quella presso la Nato. L’obiettivo è chiaro, come hanno dichiarato funzionari israeliani ad Axios: usare queste notizie per incrementare la pressione internazionale sull’Iran, che continua a negare il sostegno al Cremlino.

 

VOLODYMYR ZELENSKY CON BENJAMIN NETANYAHU VOLODYMYR ZELENSKY CON BENJAMIN NETANYAHU

Centinaia di droni fabbricati dalle aziende della Repubblica islamica sono stati usati nei bombardamenti delle città ucraine: alcuni esemplari catturati intatti sono stati esaminati anche dai giornalisti europei e ci sono dozzine di foto dei rottami che dimostrano la provenienza. Adesso si teme che possano arrivare armi ancora più terribili per colpire la popolazione: i missili balistici a medio raggio, contro i quali la contraerea di Kiev viene ritenuta inutile.

 

[…]  Gli elementi raccolti sul fronte dei combattimenti indicano un crescente ruolo degli ayatollah: sono stati fotografati equipaggiamenti iraniani come giubbotti antiproiettile, elmetti, tute mimetiche distribuiti ai riservisti mobilitati da Putin. Notizie non confermate parlano pure di apparati radio.

Vladimir Putin Ali Khamenei Ebrahim Raisi Vladimir Putin Ali Khamenei Ebrahim Raisi

 

Come Repubblica aveva anticipato già lo scorso aprile, Teheran si sta rivelando il più importante partner dello sforzo bellico di Mosca e due settimane fa Sergej Naryshkin, capo del servizio segreto estero Svr, è volato nella capitale iraniana per discutere nuovi accordi. Aerei cargo delle compagnie legate ai Guardiani della Rivoluzione fanno la spola tra i due Paesi, mentre altre spedizioni avvengono attraverso le rotte navali sul Mar Caspio.

 

benjamin netanyahu accusa l'iran di non rispettare il deal nucleare benjamin netanyahu accusa l'iran di non rispettare il deal nucleare

Il sospetto della comunità internazionale è che il Cremlino stia ricambiando l’aiuto con materiali di rilevanza strategica: progetti per la produzione di missili a lungo raggio più sofisticati e un accordo per la consegna di aerei da combattimenti di ultima generazione, come i Sukhoi 35. Ma è stata ventilata anche la consegna di sistema informatici per il controllo delle telecomunicazioni e delle reti informatiche: apparati decisivi per la repressione delle rivolte popolari in Iran, dove il regime teocratico ha già arrestato 14mila persone.

 

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