IL "MONDO DI SOTTO" DI GIANCARLO DE CATALDO - IL NUOVO LIBRO DELLO SCRITTORE, "LA SVEDESE", RACCONTA DI UNA ROMA SEMPRE PIU' NELLE MANI DELLA CRIMINALITA', MA CONTIENE TUTTO: LA LOTTA DI CLASSE, LE NUOVE DROGHE, IL VIRUS, IL POTERE - GIACOMO PAPI: "PIU' CHE A UN ROMANZO, PERO', ASSOMIGLIA AL PRIMO EPISODIO DI UNA SERIE. LA FINE DELLA FINE E' TRA LE NOVITA' PIU' INTERESSANTI DELLA NARRATIVA D'AZIONE PERCHE'..."

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Giacomo Papi per repubblica.it

 

La svedese La svedese

Il nuovo romanzo di Giancarlo De Cataldo si beve come una birra ghiacciata quando fa caldo, ma contiene tutto: la lotta di classe, le nuove droghe, il virus, il potere. Più che a un romanzo, però, assomiglia al primo episodio di una serie. Non è un caso, perché la fine della fine è tra le novità più interessanti della narrativa d'azione degli ultimi anni: nell'impossibilità di ricavare una morale dalla storia, scoprire il colpevole e ridare un ordine al mondo frantumato dall'irruzione male, la narrazione tende a prolungarsi all'infinito, moltiplicando attenzione e consumo, come nei serial tv.

 

L'inizio è la minaccia che graverà sulla storia: dal carcere di Rebibbia dove è rinchiuso, Vitaliano Currò, istruito rampollo di una famiglia di 'ndrangheta attiva a Roma, ordina di ammazzare la Svedese. La storia si riavvolge di quindici mesi. Sharo ha vent'anni, una madre invalida e un lavoro in nero come aiuto-parrucchiera all'Hair & nails stylist delle Torri, desolante periferia romana. Sta andando in scooter sul Grande raccordo anulare con Fabio, il fidanzato buono e un po' scemo, quando un Suv li investe.

 

Giancarlo De Cataldo Giancarlo De Cataldo

E come accade nelle fiabe, l'incidente innesca l'avventura, spingendo Sharo a incamminarsi nel mondo in cerca di fortuna. Il mondo è il principe, un misterioso e affascinante aristocratico gay che Sharo rifornisce di droga; è l'Aquilotto, che controlla lo spaccio alle Torri; ed è Jimmy l'Albanese, che controlla l'Aquilotto e gli zingari del Fossato, ma che è controllato dai calabresi.

 

Ma il mondo è Roma, soprattutto. Solo che Roma non esiste più. È un lancio di dadi, biglie, sassi. La città da conquistare tutta intera in Romanzo criminale è esplosa in un agglomerato di sparpagliati quartieri che orbitano, come satelliti disordinati, intorno a un centro irraggiungibile perché popolato dalle misteriose tribù dei ricchi.

 

giancarlo de cataldo tiziana pomes foto di bacco giancarlo de cataldo tiziana pomes foto di bacco

"Mentre sorseggiava il suo spritz, Sharo pensò che le ragazze e i ragazzi del Ponte non assomigliavano né a quelli delle Torri né a quelli del centro. Oddio, più simili a questi ultimi, certo, ma a osservarli da vicino capivi che appartenevano comunque a un'altra tribù. E Roma così era fatta: di tribù, come gli indiani".

 

Sharo osserva, naviga, si fa una cultura. Studia le droghe, "la Gina", l'1,4-butandiolo, "la Cotta e la Cruda", "la Mafalda", "il khat" e "il catinone". Assorbe codici e segni del potere - la differenza tra brut e crémant, Bollicina più secca o più morbida - trascrivendo tutto sulle note dell'iPhone. Impara il latino sulle scritte sui palazzi ("Sharo scattò una foto col cellulare, ripromettendosi di cercare più tardi il significato. Ferox ad Feroces") o nelle palestre ("Certo, c'era questa cosa di finire faccia a faccia, metti, con una guardia e allora devi sparà, mors tua vita mea, come c'era scritto sul tesserino dello Splendor Team di pugilato").

 

giancarlo de cataldo foto di bacco giancarlo de cataldo foto di bacco

Intuisce, soprattutto, che è sempre il potere a fare la storia, dagli antichi romani ai rapper, e che è il potere a raccontare la storia di ognuno, perfino dei poveri. La sua sola possibilità è farsi plasmare plasmandosi, come nel mito di Pigmalione, E così, in pochi mesi, la biondissima, intelligente, coraggiosa Sharo - che t'immagini tale quale a Emma Marrone - si trasforma nella Svedese, la piccola boss delle Torri che ha contatti con quelli del centro ma che, all'inizio del libro, il giovane boss ha ordinato di uccidere.

 

Nei romanzi "crime" la città si manifesta, nel bene e nel male, attraverso l'indagine di un detective o un investigatore privato, al massimo nella rabbia di un serial killer. Qui è lo sguardo di una ragazzina che sceglie, con naturalezza e innocenza, di diventare criminale a rivelare un presente in cui il potere sopravvive in frantumi: "Sulla strada non c'era più il ferreo controllo di una volta, quando quelli della Magliana s'erano presi Roma. Non erano più i tempi di Romanzo criminale. Ora tutti facevano un po' come gli pareva, bastava non pestarsi i piedi".

 

giancarlo de cataldo foto di bacco giancarlo de cataldo foto di bacco

Nella sua ascesa Sharo scopre che le leggi, perfino quelle della strada, sono regredite a uno stato più primitivo: "Qualcosa l'aveva già subodorata: se vivi alle Torri, studiare la legge della strada è il minimo sindacale. Ma più apprendeva, e più si convinceva che non esisteva nessuna vera legge, se non quella, elementare, della foresta: o sei cacciatore, o sei preda. O lupo, o agnello".

 

Anche definire la droga diventa problematico, perché non sono più le sostanze a essere illegali, buone o cattive, ma l'uso che se ne fa. Nella Roma della Svedese nessuna morale è più possibile, l'unico argine è individuale: è scegliere se tagliare l'orecchio a una bambina o usare "la Gina" per stuprare oppure no. La pandemia, che fa da sfondo cupo, rarefatto al romanzo, ha rivelato un vuoto di potere che prima rimaneva nascosto per via dell'abitudine del nostro modo di guardare.

 

Gli occhi di Sharo vedono, invece, che quando l'autorità si allenta e gli schemi saltano, tutto appare sospeso, come all'ultimo dell'anno, e arriva il momento per tentare di vivere: "Mano a mano che la mezzanotte si avvicinava, la foresta dei tetti si andava popolando di gente, e dall'orizzonte si intensificavano i bagliori e cresceva lo scoppiettante concerto dei botti.

 

romanzo criminale romanzo criminale

Le autorità avevano vietato di sparare, e Roma tutta sparava; le autorità avevano vietato gli assembramenti e le terrazze brulicavano di umanità". La Svedese è un romanzo di formazione criminale in un mondo in cui, per i poveri, il crimine sembra tornato a essere l'unico romanzo possibile.

 

Il libro - La Svedese di Giancarlo De Cataldo (Einaudi, Stile libero, pagg. 240, euro 18).

 

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