"LA SITUAZIONE CI FA PAURA E FA PAURA AI NOSTRI FIGLI" - IN FRANCIA, BANDE DI GIOVANI NORDAFRICANI PRENDONO D'ASSALTO PISCINE PUBBLICHE E PRIVATE - LA ZONA PIÙ COLPITA È QUELLA DI TOLOSA, CON 188 SEGNALAZIONI TRA MAGGIO E LUGLIO - NELLE RESIDENZE PRIVATE LA POLIZIA NON INTERVIENE: "CI DICONO CHE NON POSSONO FARE NULLA" - ALCUNI PROPRIETARI DEGLI IMPIANTI HANNO PRESO MISURE DRASTICHE PER EVITARE LE INTRUSIONI...

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Mauro Zanon per “Libero quotidiano”

 

Non ci sono soltanto la canicola e l'incremento dei prezzi a guastare l'estate ai francesi.

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Un fenomeno sempre più inquietante si sta espandendo in tutta la Francia e sta trovando impreparate le autorità: il fenomeno delle "piscines squattés", ossia delle piscine occupate. Pubbliche o private poco importa: orde di giovani, in gran parte minorenni e provenienti dalle banlieue multietniche delle città, prendono letteralmente possesso delle piscine, fumano e bevono come se niente fosse, e quando il proprietario o il bagnino di turno li invita gentilmente ad uscire, loro, nel migliore dei casi, lo mandano a quel paese, e nel peggiore lo aggrediscono.

 

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La zona più colpita è quella di Tolosa, nel sud-est della Francia. «Con l'estate, le intrusioni nelle piscine si sono moltiplicate. Tra il 1° maggio e il 20 luglio, Allô Toulouse (piattaforma di segnalazione di incidenti, ndr) ha registrato 188 segnalazioni per questo genere di infrazione», ha indicato al quotidiano La Dépêche du Midi il comune di Tolosa. Quando l'intrusione avviene in una piscina comunale, secondo quanto precisato dal comune, «la polizia municipale viene sollecitata per intervenire nel più breve tempo possibile e ripristinare la calma».

 

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Ma non è sempre facile riportare l'ordine, tutt' altro. In particolar modo nelle residenze private dove i poliziotti intervengono soltanto in caso di violenze, come testimoniato da alcune vittime di occupazioni. «Quando parliamo a questi giovani, ci rispondono: "Ma dai, non facciamo mica rumore". E a volte ci insultano: "Torna dentro in casa brutta idiota". Una volta, ho chiamato la polizia, perché due ragazzi si stavano urlando addosso con degli alcolici in mano, e c'era una bambina accanto a loro. La polizia non è venuta. Ci dicono che non possono fare nulla», ha testimoniato Ingrid, abitante di un residence a Tolosa.

 

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Un'altra persona sentita dal quotidiano La Dépêche du Midi, che ha preferito mantenere l'anonimato, ha raccontato che il clima di tensione legato alle potenziali occupazioni «». «E visto che entrano nel residence, cosa potrebbero fare allora alle nostre automobili o alle nostre case?», si chiede.

 

David, proprietario di un altro residence a Tolosa, ha spiegato di aver preso delle misure drastiche per evitare le intrusioni: «Noi abbiamo aumentato l'altezza del cancello per evitare che lo scavalchino e abbiamo messo due catene sulla porta della piscina affinché nessuno possa entrare. Inoltre, di recente, il sorvegliante della piscina ci ha portato il filo spinato».

 

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Anche le telecamere di Tf1, il primo canale francese, si sono posate a Tolosa per raccontare il fenomeno. «Ci sono delle bande di giovani che vengono e entrano di forza nella piscina. Spesso, siamo costretti a chiamare la polizia, che non si sposta sistematicamente», ha detto a Tf1 Patrick Lammertyn, abitante di Tolosa, che, assieme ai suoi vicini, è stremato dalla situazione. Oltre al mancato intervento della polizia, le denunce raramente hanno un esito positivo e la legge francese è assai fumosa in merito.

 

 Insomma, non c'è nulla che disincentivi questi giovani a continuare a introdursi nelle piscine. Nella periferia di Tolosa, l'occupazione delle piscine è diventata uno "sport nazionale", scrive amaramente La Dépêche, in ragione delle numerose case vacanti durante il periodo estivo. Accanto al fenomeno delle occupazioni di piscine già esistenti, ci sono anche individui che le costruiscono in barba a ogni regola negli immobili occupati.

 

PISCINE PISCINE

A Lione alcuni giovani hanno occupato un intero immobile e in cima a esso hanno installato una piscina. «Con tanto di musica, barbecue, sdraio e ombrelloni», ha raccontato il quotidiano lionese Le Progrès. I vicini hanno più volte sollecitato le forze dell'ordine per sgomberare l'immobile. Ma la giustizia, secondo quanto riportato dal Figaro, li ha autorizzati a restare nell'edificio occupato fino ad aprile 2023.

 

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