C’È UNA SPIA IRANIANA A SPASSO PER L’ITALIA? – LO STRANO CASO DI DANIAL KASSRAE, ESPULSO DALL’ALBANIA E MESSO SU UN AEREO PER ROMA DOPO ESSERE PASSATO DA UN CAMPO PROFUGHI - È ACCUSATO DI SPIONAGGIO PER CONTO DELL’INTELLIGENCE DI TEHERAN, CONTRO LA RESISTENZA IN ESILIO DEL “MEK”. KASSRAE HA LA CITTADINANZA ITALIANA E SAREBBE STATO IMPIEGATO A ROMA COME REPORTER DALLA “PRESS TV”. MA PERCHÉ GLI ALBANESI NON L’HANNO ARRESTATO?

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1 – C’È UNA SPIA IRANIANA CACCIATA DALL’ALBANIA IN GIRO PER L’ITALIA?

Gabriele Carrer per www.formiche.net

 

danial kassrae 1 danial kassrae 1

La scorsa settimana le autorità albanesi hanno espulso Danial Kassrae, un ventinovenne iraniano che però i media albanesi chiamano con insistenza come “italoiraniano”. La storia è stata ripresa dal manifesto, che spiega: “Il 22 luglio il ministro degli Interni albanese Sander Lleshaj lo ha dichiarato persona non grata e firmato un ordine di espulsione con cui a Kassrae è stato interdetto l’ingresso in Albania per i prossimi 15 anni. L’uomo è stato prima condotto nel campo profughi di Karec a Vora e poi il 23 luglio messo su un aereo della Blue Panorama, destinazione: Roma”.

 

L’ACCUSA DI TIRANA

ashraf 3 in albania 1 ashraf 3 in albania 1

L’accusa a suo carico è spionaggio per conto del ministro dell’Intelligence iraniano (Mois) in Albania. Il suo obiettivo sarebbe stato acquisire informazioni sui Mujahedeen-e-Khalq (Mek), uno dei principali gruppi d’opposizione al regime di Teheran che ha la propria base a Manza, vicino Durazzo. Lì vivono in quasi totale isolamento più di 4.000 mujahedeen nel campo Ashraf-3.

 

ashraf 3 in albania ashraf 3 in albania

Il Mek è da sempre nel mirino dell’Iran, che lo ritiene un’organizzazione terroristica. Basti pensare che la resistenza in esilio era l’obiettivo dello sventato attentato terroristico a Parigi contro un grande evento organizzato dal gruppo a cui ha partecipato, oltre a molti politici occidentali (anche italiani), Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e vicinissimo al presidente statunitense Donald Trump.

 

KASSRAE NON È SOLO

Ma torniamo a Kassrae. Secondo la stampa locale, scrive sempre il manifesto, “nel periodo in cui ha soggiornato in Albania, lo 007 iraniano avrebbe raccolto informazioni sui membri del Mek e cercato di contattare e reclutare attuali ed ex esponenti dell’organizzazione. Ma c’è di più”.

 

mryam rajavi e rudy giuliani mryam rajavi e rudy giuliani

Infatti, dalle intercettazioni telefoniche risulta che Kassrae “si sarebbe introdotto nel campo diverse volte e qui avrebbe cercato di mettersi in contatto con tre esponenti del gruppo. Scopo dell’operazione: condurre una campagna di demonizzazione sul controverso gruppo iraniano e facilitare l’organizzazione di attentati terroristici. Secondo le ricostruzioni apparse sui giornali locali, sarebbero in corso delle indagini su persone che potrebbero aver collaborato con l’agente iraniano”.

 

qasem soleimani qasem soleimani

Quello di Kassrae non è il primo caso di cittadino iraniano espulso dall’Albania per spionaggio. Come ricorda il manifesto, infatti, a gennaio era toccato a due diplomatici dell’ambasciata iraniana in Albania, ritenuti dall’intelligence albanesi vicini all’ex leader delle forze Quds, il generale Qassem Soleimani, ucciso da un raid statunitense a Baghdad a inizio anno. A gennaio 2018, invece era stato espulso l’ambasciatore e un altro diplomatico, dichiarati entrambi persona non grata dal ministero degli Esteri in quanto ritenuti una minaccia alla sicurezza del Paese.

 

L’ARRIVO IN ITALIA

danial kassrae danial kassrae

Com’è possibile però che un soggetto ritenuto dall’intelligence albanese pericoloso e una minaccia alla sicurezza nazionale sia arrivato in Italia? Perché Kassrae ha la cittadinanza italiana. Addirittura, secondo il Consiglio nazionale della resistenza iraniana, Kassrae sarebbe stato “precedentemente impiegato come reporter dalla televisione statale iraniana Press TV a Roma” e sarebbe stato lo stesso Mois a inviarlo dall’Italia in Albania “contemporaneamente al trasferimento in Albania degli ultimi gruppi di membri del Mek dall’Iraq”.

 

Come aveva già raccontato a novembre il Consiglio nazionale della resistenza iraniana, Kassrae è stato più volte visto nei pressi del campo del Mek (Ashraf-3), presentatosi in più vesti: reporter, poliziotto, operatore di call center. Sempre con lo stesso obiettivo, però: ingannare i mujahedeen e passare informazioni al Mois. Ed è per questo che, giustamente nota il manifesto, è “difficile valutare l’attendibilità del suo ingaggio come giornalista a Roma”.

 

GLI INTERROGATIVI

rudy giuliani e i. mujahedin e khalq rudy giuliani e i. mujahedin e khalq

Vi è però (almeno) un elemento che non torna in questa storia: perché una spia iraniana è stata espulsa, per giunta facendola passare per un campo profughi, e non incarcerata dalle autorità albanesi?

 

Due diverse fonti di Formiche.net che hanno conoscenza del dossier iraniano sul fronte dell’intelligence e delle relazioni internazionali concordano nel suggerire che la scelta albanese di non arrestare la spia sia stata dettata dal “timore di ritorsioni” da parte di Teheran.

 

Una di loro spiega: “L’Albania è da anni nel mirino dell’Iran, è sufficiente notare quanti diplomatici del regime sono stati espulsi negli ultimi mesi”. L’altra, invece, guarda al trasferimento nel nostro Paese sottolineando che in Italia “i canali ufficiali e non della diplomazia e dell’intelligence iraniana sono particolarmente attivi nel garantire protezione a spie e informatori godendo, tra l’altro, di un discreto tasso di acquiescenza”.

 

khamenei vs trump khamenei vs trump

2 – SPIE IRANIANE A SPASSO PER L’ITALIA? COSA NON TORNA SECONDO PEDDE (IGS)

Gabriele Carrer per www.formiche.net

 

Il 22 luglio scorso il ministro degli Interni albanese Sander Lleshaj ha dichiarato Danial Kassrae, un ventinovenne iraniano che i media albanesi chiamano con insistenza come “italoiraniano”, persona non grata e firmato un ordine di espulsione con cui gli è stato interdetto l’ingresso nel Paese per i prossimi 15 anni. Portato nel campo profughi di Karec a Vora, è stato poi fatto salire il giorno dopo su un aereo della Blue Panorama con destinazione Roma.

 

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Come raccontato da Formiche.net, Kassrae è accusato di spionaggio per conto del ministro dell’Intelligence iraniano (Mois) in Albania. Il suo obiettivo sarebbe stato acquisire informazioni sui Mujahedeen-e-Khalq (Mek), uno dei principali gruppi d’opposizione al regime di Teheran che ha la propria base nel campo Ashraf-3 a Manza, vicino Durazzo, dove vivono, in quasi totale isolamento, più di 4.000 mujahedeen.

 

Secondo il Consiglio nazionale della resistenza iraniana Kassrae sarebbe stato “precedentemente impiegato come reporter dalla televisione statale iraniana Press TV a Roma” e sarebbe stato lo stesso Mois a inviarlo dall’Italia in Albania “contemporaneamente al trasferimento in Albania degli ultimi gruppi di membri del Mek dall’Iraq”.

nicola pedde nicola pedde

 

IL RAPPORTO IRAN-MEK

Nicola Pedde, analista italiano esperto di Iran e direttore dell’Institute for Global Studies (Igs), è convinto, sulla base delle ricostruzioni giornalistiche, che Kassrae fosse lì per fare reclutamento. “Visto che ci sono state diverse defezioni da questo campo”, spiega a Formiche.net, “probabilmente era alla ricerca di qualche defezione eccellente per lanciare un’azione mediatica in linea con la narrativa iraniana sul Mek”. Una narrativa ricca di testimonianze riportate dai media di Teheran secondo cui, aggiunge l’esperto, gli ospiti del campo sono “tenuti contro la loro volontà”.

 

mujahedin e khalq mujahedin e khalq

L’operazione che avrebbe condotto Kassrae “rientra nelle attività standard d’intelligence che conduce l’Iran, che considera il Mek una minaccia per la sicurezza nazionale”, continua Pedde. Che si dice “un po’ stupito”: “gli iraniani hanno un’immagine di questo gruppo un po’ esagerata.

 

Era molto pericoloso negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta — basti pensare che furono loro a uccidere gli ultimi statunitensi in Iran prima della rivoluzione del 1979 — ma quando è passato al fianco di Saddam Hussein in Iraq ha perso credibilità”. Teheran, osserva l’analista, “continua a vedere il Mek come la longa manus degli americani, degli israeliani, eccetera”. Ma per Pedde l’Iran sopravvaluta il Mek: per questo, “che ne abbiano così tanto timore mi lascia perplesso”.

 

ayatollah in lacrime per soleimani ayatollah in lacrime per soleimani

LA SCELTA DI ESPELLERLO

Nella storia di Kassrae, invece, c’è un elemento in particolare che non torna, a Pedde come a una fonte d’intelligence interpellata da Formiche.net. “Se sei una persona accusa di spionaggio non esci da un Paese come persona non grata, rispedito in un Paese terzo”, spiega l’esperto.

 

“Se, come dicono gli albanesi dello Shish (i servizi segreti, ndr), il soggetto aveva un alto grado di pericolosità c’erano gli estremi per un arresto. E americani e israeliani sarebbero stati ben felici di mettere le mani su qualcuno del Mois. Che venga fatto uscire in questo modo è particolare”.

mujahedin e khalq proteste a washington mujahedin e khalq proteste a washington

 

Alla luce di ciò Pedde, che non esclude il legame del ventinovenne con il Mois, aggiunge: “Mi lascia pensare che la percezione che avevano di questo tizio è che non fosse così esageratamente pericoloso, che non avessero elementi particolari per incriminarlo per spionaggio ma che volessero comunque espellerlo”.

 

La tesi secondo cui la scelta di non arrestarlo sarebbe stata dettata dal timore di ritorsioni da parte di Teheran non convince l’analista. “Gli iraniani non hanno capacità di fare alcunché in Albania. Quei pochi presenti sono talmente sotto controllo da parte degli americani e della comunità internazionale. E l’Iran non ha intenzione di compiere attentati o atti su suolo albanese: provocherebbe un pandemonio in questo momento”.

hassan rohani va a trovare le figlie di soleimani hassan rohani va a trovare le figlie di soleimani corteo funebre di qassem soleimani corteo funebre di qassem soleimani

 

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