1- DOPO LACRIME E LACRIMOGENI (80 FERITI), VIENE ALLO SCOPERTO LO SCETTICISMO DI GIULIO TREMONTI A IMPEGNARE SOLDI IN UN’OPERA CHE NON CONSIDERA NÉ PUÒ CONSIDERARE PRIORITARIA NEANCHE NELL’AMBITO DELLE GRANDI OPERE, PREMUTO DALLE ALTRE LOBBY REGIONALI (LIGURE, VENETA E FRIULANA) PER TUTTI I VARI PROGETTI “EUROPEI” IN PANNE - 2- APERTO IL CANTIERE, I LEADER NO-TAV: ’’ABBIAMO PERSO UN ROUND, NON LA GUERRA’’ - 3- L’UNICO PROGETTO DEFINITO E SICURO È QUELLO DEL TUNNEL DI CHIOMONTE CHE SI VUOLE FARE ADESSO, E CHE VERREBBE REALIZZATO DALLA CMC DI RAVENNA, UNA GRANDE COOPERATIVA “ROSSA”. UN TUNNEL DI 7 CHILOMETRI CHE CON MOLTE PROBABILITÀ RESTEREBBE DESERTO E SOLITARIO COME LO SONO DA ANNI QUELLI FRANCESI -

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1 - 118, UN\'OTTANTINA TRA FERITI E CONTUSI...
(ANSA)
- E\' di un\'ottantina, fra feriti lievi e contusi, il bilancio - secondo il 118 - ancora provvisorio, degli incidenti alla Maddalena di Chiomonte (Torino) per lo sgombero del presidio No Tav. Una trentina sono i feriti e i contusi tra le forze dell\'ordine; altrettanti tra i No Tav, portati all\'ospedale di Susa. Altre venti persone, tra forze dell\'ordine e manifestanti, sono state medicate sul posto.

PROTESTEPROTESTE NO TAV MADDALENA

2 - SCONTRI A PRESIDIO NO-TAV, APERTO IL CANTIERE...
(Ansa)
- Apre il cantiere per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocita\' Torino-Lione. Un blitz scattato all\'alba, con centinaia di uomini e mezzi di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Forestale, ha smantellato il presidio che i militanti No-Tav avevano realizzato nei boschi della Maddalena di Chiomonte (Torino), per impedire l\'avvio dei lavori. Negli scontri ci sono stati oltre trenta feriti, ma nessuno in modo grave.

\'\'Abbiamo perso un round, non la guerra\'\', ha commentato il leader dei No-Tav, Alberto Perino. Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ribadito: \'\'lo Stato non puo\' assolutamente arrendersi di fronte a dei protestatari\'\'. \'\'La Val di Susa - ha sottolineato il Presidente del Piemonte, Roberto Cota - e\' diversa dai facinorosi e non puo\' essere confusa con loro\".

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Il blitz e\' scattato da piu\' punti, all\'alba, subito dopo la chiusura al traffico dell\'autostrada A32 Torino-Bardonecchia: le ruspe, scortate da decine di agenti, hanno abbattuto le barricate che i militanti avevano costruito per bloccare i punti di accesso alla Maddalena, in particolare alla Centrale Elettrica e all\'altezza della galleria Ramats.

C\'e\' stato un fitto lancio di pietre, rami, tronchi di alberi e altri oggetti contro le pale meccaniche e gli agenti, che hanno lanciato decine di lacrimogeni. A quel punto i manifestanti sono fuggiti nei boschi, hanno devastato alcune vigne, si sono sistemati nella zona di un\'area archeologica per poter continuare a lanciare pietre e altri oggetti da una posizione piu\' favorevole, hanno dato fuoco a balle di paglia e cosparso la strada di chiodi a quattro punte e liquido oleoso.

Le ruspe hanno continuato a salire verso la Maddalena; altri lacrimogeni sono stati lanciati verso l\'area centrale del presidio No-Tav; i manifestanti sono fuggiti di nuovo e l\'area e\' stata consegnata all\'impresa che avviera\' i lavori.

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Fra forze dell\'ordine e attiviti No-Tav non ci sono stati contatti diretti, ma 28 agenti sono rimasti feriti (23 sono stati medicati sul posto; cinque sono stati portati in ospedale a Torino), mentre quattro attivisti No-Tav si sono fatti medicare al posto di pronto soccorso allestito alla Maddalena. Molti attivisti sono stati intossicati dal fumo.

Nella Val Susa, dove ieri sera si e\' svolta una fiaccolata con migliaia di persone, sono scattati alcuni scioperi spontanei; l\'Usb ha proclamato lo sciopero generale nei comuni interessati dalla Torino-Lione e i No-Tav si sono dati appuntamento per oggi nella bassa valle, a Bussoleno (Torino).

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MANGANELLI, PS NON \'CONTRO\' MA PER DIRITTI TUTTI - \"Le donne e gli uomini delle forze di polizia sono chiamati a far rispettare disposizioni legittime e lo fanno, a prezzo di enormi sacrifici, non \'contro\' qualcuno ma per garantire i diritti di libertà di tutti, a partire da coloro che esprimono il loro legittimo dissenso nelle forme consentite dalla legge\". Lo dice il capo della Polizia Antonio Manganelli, raggiunto dall\'ANSA per un commento sulle dichiarazioni dei sindacati di polizia che hanno espresso vicinanza alle forze dell\'ordine impegnate in Val Susa.

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\"Condivido pienamente\" le loro parole, prosegue Manganelli sottolineando che \"la mia solidarietà, il mio affetto e la vicinanza come uomo e come capo va agli operatori delle forze di polizia che oggi, solo per aver fatto il proprio dovere, hanno riportato ferite e contusioni, e alle loro famiglie che ne condividono i sacrifici\".

MATTEOLI: LO STATO NON PUO\' ARRENDERSI - \'\'Lo Stato non puo\' assolutamente arrendersi di fronte a dei protestatari\'\'. Lo ha detto il ministro dei trasporti Altero Matteoli rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell\'inaugurazione del primo tratto dell\'autostrada da Rosignano a Civitavecchia, commentando quanto sta avvenendo a Chiomonte (Torino) tra forze dell\' ordine e comitati no-tav. \'\'La Tav e\' considerata una priorita\' da parte dello Stato. I lavori inizieranno e andremo avanti\'\', ha detto Matteoli. Il ministro ha anche aggiunto di essere costantemente informato da Roberto Maroni sulla situazione dell\'ordine pubblico.

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LEADER NO-TAV: ABBIAMO PERSO ROUND, NON LA GUERRA - \'\'Abbiamo perso un round, non la guerra\'\'. E\' il commento a caldo, dopo lo sgombero dell\'accampamento dei No Tav a Chiomonte, del leader del movimento, Alberto Perino. \'\'Oggi - dice - e\' andata come di pensava che andasse. Noi abbiamo resistito poi le forze dell\'ordine hanno sparato migliaia di lacrimogeni. Adesso dobbiamo portare via tutti i materiali dalla Maddalena. Poi vedremo il da farsi, di certo non siamo sconfitti\'\'.

TAFFERUGLI TRA NO-TAV E AUTOMOBILISTI - Tafferugli fra manifestanti che si oppongono all\'apertura del cantiere della Tav in Val di Susa e alcuni automobilisti sono avvenuti a Sant\'Ambrogio di Susa (Torino), dove una cinquantina di manifestanti avevano bloccato la strada statale 25. Lo si apprende da fonti della Questura di Torino. A protestare contro i manifestanti No Tav sono stati soprattutto pendolari e autisti di autocarri. Non sono al momento segnalati feriti.

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SASSI DALLA BOSCAGLIA CONTRO AMMINISTRATORI LOCALI - Sassi contro alcuni amministratori della Valle di Susa sono stati scagliati all\'alba da persone nascoste nel bosco vicino al presidio No Tav di Giaglione, il paese che confina con Chiomonte. Lo afferma il sindaco di Sant\'Ambrogio, Dario Fracchia, precisando che non vi e\' stato alcun ferito. Il numero di sassi - ha riferito Fracchia - e\' stato esiguo.

AVVOCATI DIFFIDANO POLIZIA, NO SGOMBERO - Lo sgombero del presidio No Tav di Chiomonte da parte della polizia e\' illegittimo: lo affermano gli avvocati del pool legale del movimento, che la scorsa notte hanno inoltrato una diffida al Ministero dell\'Interno e alla Prefettura di Torino. Lo sgombero dovrebbe permettere l\'avvio di alcuni lavori preliminari, ma gli avvocati fanno presente che sono pendenti diversi ricorsi ai Tar del Piemonte e del Lazio. Molti dei terreni interessati dall\'azione di polizia sono, inoltre, di proprieta\' privata o concessi legalmente dal Comune per manifestazioni culturali. A Bussoleno, sede della Comunita\' montana, gli amministratori locali hanno attivato una loro \'\'unita\' di crisi\'\'.

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3- ANCHE LE FS SI SCOPRONO NO-TAV - SPUNTA IL PROGETTO LOW COST CHE PIACE A TREMONTI...
Paolo Hutter per \"ilFattoQuotidiano.it\"

La corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti Tav, quella parte più o meno immediatamente disponibile di fondi europei che sembra una manna dal cielo in tempi di crisi delle commesse pubbliche, non aveva e non ha come ostacolo soltanto la popolazione manifestante che impediva l\'avvio della recinzione del cantiere per il tunnel di Chiomonte.

A parte il fatto che l\'effettiva praticabilità dei lavori del cantiere in questa atmosfera in mezzo ai manifestanti è tutta da valutare, un ostacolo più insidioso era e in parte è ancora la necessità che il governo italiano entro il 30 giugno firmi un nuovo accordo preventivo con la Francia sugli stanziamenti per la realizzazione del nuovo collegamento Torino Lione.

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Ed ecco la sorpresa: viene allo scoperto quello che gli esperti sapevano già da tempo, cioè lo scetticismo del ministro dell\'Economia Giulio Tremonti a impegnare soldi in un\'opera che non considera né può considerare prioritaria neanche nell\'ambito delle Grandi Opere, premuto come è dalle altre lobby regionali (come quella ligure, veneta e friulana) per tutti i vari progetti \"europei\" in panne.

Come un coniglio dal cappello, è il caso di dirlo, escono e prendono piede, soprattutto sui giornali del fine settimana, ipotesi di ridimensionamento drastico del progetto Tav. Una linea leggera e low cost che, secondo La Stampa, ha l\'approvazione del governo francese e delle Ferrovie dello Stato. Si usano addirittura argomenti dei No Tav, come quello che la linea storica esistente non ha problemi di saturazione e che non li avrà per almeno 20 anni, poi si vedrà.

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Il ridimensionamento - resterebbe da realizzare soprattutto il megatunnel transfrontaliero, ridotto però a una canna sola - servirebbe a far sì che la Francia e Bruxelles si possano accontentare che l\'Italia prometta di spendere 4 miliardi e mezzo anziché 8 e mezzo. Si ricordi che non solo i tecnici No Tav, ma tutti gli addetti ai lavori, moltiplicano sempre questa cifra quasi per 3, nel caso si proceda.

Pochi giorni fa l\'Unione Industriali aveva motivato il proprio determinato impegno a sostegno dell\'opera con la previsione economica di avere tutti quei miliardi di spesa pubblica per i lavori come moltiplicatore del Pil per il torinese. A quella posizione ha risposto un comunicato che i giornali torinesi hanno snobbato, da parte di un fronte civico nazionale, che tra gli altri comprende Giorgio Airaudo e Luigi De Magistris, contrario a questi tunnel in Val di Susa e che fa notare come chi è favorevole all\'opera \"ragiona solo sui benefici che deriverebbero dai lavori di costruzione al comparto edilizio, non sulla necessità della linea\".

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Ora, a fronte di quello che viene annunciato come un ridimensionamento drastico di tutto il progetto futuro, stranamente Unione Industriali di Torino e gli altri più strenui difensori della necessità della Tav non battono ciglio. Per i tecnici che collaborano coi sindaci e i comitati No Tav questa è l\'ennesima dimostrazione che si sta giocando solo una partita politico-economica per tenere aperti dei rubinetti, e che il progetto può gonfiarsi o sgonfiarsi altre volte. Ma non sempre è lecito scherzare con le carte. Ad esempio, l\'improvvisa scomparsa dal progetto della seconda canna non può essere trattata con tanta leggerezza.

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Dice Luca Giunti, uno dei collaboratori dei Sindaci No tav: \"Il tunnel è stato progettato a due canne e tutta la sicurezza - una cospicua parte dell\'intero progetto - è fasata proprio sulla contemporanea presenza delle due canne. In pratica una serve da evacuazione e soccorso per l\'altra (le probabilità di un incidente che coinvolga entrambe le canne è considerata molto bassa). I vigili del fuoco avevano comunque sollevato molte riserve sull\'effettiva possibilità di soccorso sotto il massiccio d\'Ambin.

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Addirittura era prevista la possibilità che transitassero nella galleria solo treni merci auto condotti, senza macchinisti. Se ora si propone una soluzione mono canna è evidente che l\'intero progetto va fermato, riprogettato correttamente, sottoposto alle valutazioni di legge e solo a questo punto può riprendere l\'iter progettuale. Altrimenti si continua a valutare, come sicurezza, come impatto ambientale e come costi, un progetto - l\'unico depositato ufficialmente - che non ha più alcun riscontro con la realtà.\"

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L\'unico progetto definito e sicuro è quello del tunnel di Chiomonte che si vuole fare adesso, e che verrebbe realizzato dalla CMC di Ravenna, una grande cooperativa \"rossa\". Un tunnel di 7 chilometri che con molte probabilità resterebbe deserto e solitario come da anni lo sono le \"discenderie\" realizzate in Francia in attesa del Tav. Intanto bisogna vedere cosa verrà firmato il 30 giugno con Parigi e il 6 luglio con gli altri governi europei.

 

 

 

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“QUALCOSA HA IMPEDITO LA RIEDIZIONE DEL GOVERNO M5S-LEGA CON DI MAIO PREMIER” - NEL LIBRO “LADRI DI DEMOCRAZIA”, PAOLO BECCHI E GIUSEPPE PALMA SVELANO I RETROSCENA DELLA CRISI BALNEARE: “DOMENICA 25 AGOSTO SALVINI CHIAMA MATTARELLA PER  PROPORRE DI MAIO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. SE IL PRESIDENTE ABBIA INFORMATO DI MAIO NON LO SAPPIAMO. COSÌ COME NON SAPPIAMO SE ABBIA CHIAMATO ZINGARETTI O QUALCUNO VICINO AL SEGRETARIO DEM. FATTO STA CHE IL GIORNO DOPO IL PD APRE D'IMPROVVISO AL M5S SUL NOME DI CONTE COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO…”