Buone nuove dalla germania: \"Ebrei geneticamente diversi\" - Ondata di sdegno contro Thilo Sarrazin, alto dirigente della Bundesbank e membro della Spd (partito socialdemocratico, sinistra, all´opposizione) - contro i musulmani, ma anche verso i tedeschi deboli (i poveri e disoccupati percettori di aiuti pubblici, che in passato Sarrazin ha descritto come pigri, consigliando loro di dimagrire) - La condanna della Merkel…

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Andrea Tarquini per La Repubblica

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Si riparla, a Berlino, di patrimonio genetico degli ebrei come fattore diversificante, ed establishment, media e società insorgono. Il discorso è lanciato dal personaggio più controverso del momento: Thilo Sarrazin, alto dirigente della Bundesbank e membro della Spd (partito socialdemocratico, sinistra, all´opposizione).

Per difendere le sue tesi sull´effetto disastroso dell´immigrazione musulmana in Germania e in Europa, che già hanno spaccato il Paese, egli ha dichiarato tra l´altro in un´intervista a Welt am Sonntag: «Tutti gli ebrei hanno un determinato gene, i baschi anche hanno un gene che li distingue da tutti gli altri».

ThiloThilo Sarrazin

Durissime, scandalizzate le reazioni del governo e della comunità ebraica: Sarrazin ha passato il segno. Ma lui non si arrende, e conta su simpatie crescenti. Secondo il settimanale conservatore Focus, un tedesco su 5 spera nella nascita di un partito nazionalconservatore, non di destra radicale ma a destra della Cdu, capace di riparlare di normalità tedesca e orgoglio nazionale. E insieme ad altri intellettuali neocon, Sarrazin è indicato come uno dei possibili ispiratori.

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La polemica è esplosa con le anticipazioni dell´uscita, stamane, del provocatorio libro-manifesto di Sarrazin La Germania si distrugge da sola. Le sue tesi: gli immigrati musulmani, sempre più numerosi in Germania e nel resto d´Europa, hanno ben meno capacità e volontà d´integrarsi di altri gruppi, sono meno istruiti e meno operosi, costano al welfare alle cui spese spesso vivono, portano una mentalità retrograda. Tra qualche decennio, visto che si moltiplicano veloci, saranno più numerosi dei tedeschi e degli altri europei doc, e sarà la fine. Intanto con questo processo la Germania sta già diventando più povera e più stupida.

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Già queste affermazioni avevano suscitato condanne al più alto livello. Per la cancelliera Angela Merkel Sarrazin è «un diffamatore». Ma adesso l´implacabile bundesbanker arso da furori populisti ha rincarato la dose, per spiegarsi. È un´escalation che cambia la qualità del dibattito. Parlare degli ebrei indicando il patrimonio genetico, nel Paese che oggi è la più salda democrazia della Ue ma tra il 1933 e il 1945 fu governato da Hitler, Goebbels, Himmler e Goering, fa suonare i campanelli d´allarme.

«Non c´è posto per affermazioni che favoriscono il razzismo o addirittura l´antisemitismo», dice il vicecancelliere Guido Westerwelle. Secondo il segretario del Consiglio delle comunità ebraiche tedesche, Stephan Kramer, «chi tenta di definire gli ebrei attraverso il patrimonio genetico, anche se lo fa con le migliori intenzioni, è vittima del mito della razza, che gli ebrei non condividono; gli ebrei in grado di riflettere non cadranno nella trappola di Sarrazin». Per il ministro della Difesa barone Karl Theodor zu Guttenberg, il politico più popolare del Paese, «Sarrazin ha passato il segno».

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Umori intolleranti verso i musulmani, ma anche verso i tedeschi deboli (i poveri e disoccupati percettori di aiuti pubblici, che in passato Sarrazin ha descritto come pigri, consigliando loro di dimagrire), voglia di fierezza, auspici di linea dura. È la musica di tutti i populismi europei. Finora la Germania ne sembrava immune, o ben meno infettata di altri Paesi. Sarrazin può segnare l´inizio del cambiamento. Difficile punirlo, per l´establishment. La Bundesbank, in base al suo statuto, potrebbe espellerlo solo per gravi irregolarità sul lavoro. E la stessa Spd si mostra indecisa sul futuro rapporto col più scomodo dei suoi iscritti.

 

 

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