DIAZ IRAE – STRANO: SOLO “LA STAMPA” SEGUE IL PROCESSO SUL G8 DI GENOVA – ‘J’ACCUSE’ DEL PM ZUCCA: “COSÌ VOLEVANO INSABBIARE IL PROCESSO” – NESSUN PATTO COI VERTICI DELLA POLIZIA – E DE GENNARO RICHIAMA MURGOLO (EX VICE DI MANCINI)…

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1 - \"COSÌ VOLEVANO INSABBIARE IL PROCESSO\"...
Alessandra Pieracci per \"La Stampa\" -

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«Siamo qui a prendere insulti perché non abbiamo fatto patti con nessuno. Eppure ce ne sono stati proposti». Le parole cadono come un macigno nell\'aula dove si celebra il processo per la sanguinosa irruzione alla scuola Diaz-Pascoli, la notte del 21 luglio 2001, durante il G8 genovese. A pronunciarle, nella replica alle arringhe dei difensori, è il pm Enrico Zucca, il magistrato che ha portato sul banco degli imputati i vertici della polizia, chiedendo il rinvio a giudizio (per istigazione alla falsa testimonianza) per l\'ex numero uno, Giovanni De Gennaro. Zucca denuncia la condizione difficile in cui si è trovato «da solo» a fronteggiare «l\'arroganza della polizia» e gli «attacchi personali dei legali che sono violenti come i loro assistiti».

IL VICEQUESTORE MURGOLO...
«Non ho fatto alcun patto con Lorenzo Murgolo», risponde il pm alle insinuazioni relative a un accordo col vicequestore, per ottenere dichiarazioni incriminanti nei confronti di altri in cambio dell\'archiviazione della sua posizione processuale. In udienza Murgolo si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Sulla situazione Murgolo e sul suo silenzio successivo alle prime dichiarazioni aleggia una componente di mistero», commenta Riccardo Passeggi, avvocato di parte civile, che in un certo senso restituisce le accuse al mittente.

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Ma quali sono gli altri patti proposti e rifiutati? Le voci, all\'inizio dell\'inchiesta, prima ancora dei clamorosi coinvolgimenti cui avrebbe portato, erano state quelle di un tentativo di mediazione tra polizia e magistratura, suggerito forse negli incontri tra questore e procuratore della Repubblica. Una proposta d\'accordo per non scavare troppo a fondo né sul fronte delle forze dell\'ordine, nè sul fronte No global. Sarebbe questo uno dei patti cui il pm ha fatto riferimento? Zucca non smentisce né conferma, ribadisce solo che intende «andare avanti per arrivare alla verità», senza badare alle pressioni che arrivano da tutte le direzioni e a chi «ti tira la giacca da ogni parte».

Il pm cita Manzoni: «La sventurata rispose, basta non rispondere». Ma poi conferma: «Arrivavano i messaggi: attenzione a quello che fate, qui c\'è il rischio di una rivolta». «Per questo - spiega - abbiamo proceduto con grande cautela, trattando questi imputati in modo molto diverso rispetto ai cittadini comuni».

GianniGianni De Gennaro

IL COMANDANTE CANTERINI...
«All\'inizio di questo procedimento c\'era la sensazione di una divisione sul fronte degli indagati - osserva Stefano Bigliazzi, legale di parte civile - con gli uomini di Vincenzo Canterini, comandante del reparto Celere di Roma, isolati rispetto agli altri. Poi questa sensazione si è dissolta col passar del tempo, ma sono convinto che la guerra contro il pm da parte delle forze dell\'ordine non ci sarebbe stata se gli imputati fossero stati solo quei poliziotti».
«Vengo trattato come se appartenessi alle frange estremiste, come se commettessi io un reato cercando di accertare le responsabilità - denuncia il pm Zucca - purtroppo in tutto il mondo i processi contro i poliziotti finiscono quasi sempre in un nulla di fatto, nonostante la gravità di quello che hanno fatto».

Chi vuole scavare viene ostacolato, dunque. Come quel funzionario di polizia che collaborò alle indagini della procura genovese: è rimasto a Palermo nonostante una richiesta di trasferimento alla Dia, mai accolta, mentre gli imputati del processo sono stati promossi.
Enrico Rinaldo Zucca, 25 anni di carriera alle spalle, è il magistrato che ha incastrato il serial killer Donato Bilancia, facendolo arrestare nel ‘98 e ottenendone la condanna a 13 ergastoli per 17 omicidi. Nell\'estate del 2007 il pm Zucca è stato al centro di una polemica sul caso di Luca Delfino, il giovane sospettato di aver ucciso l\'ex fidanzata in un vicolo di Genova, che ha poi ammazzato un\'altra ragazza a Sanremo. Il capo della Mobile genovese, Claudio Sanfilippo, accusò il pm di non aver arrestato Delfino in tempo. Il magistrato replicò che le investigazioni non avevano portato a elementi di prova tali da consentire la richiesta di una misura cautelare.

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2 - SQUALO GENEROSO...
(F.B. per \"l\'Espresso\") -
Al soprannome Lo Squalo Gianni De Gennaro è abituato da un buon decennio, almeno da quando diventò capo della Polizia. E ora che siede ai vertici del Dis, il dipartimento che coordina l\'attività dell\'intelligence italiana, De Gennaro non ha cambiato nomignolo. La settimana scorsa, però, ha ottenuto dall\'Aise il trasferimento alle proprie dirette dipendenze di uno degli uomini dell\'era Pollari-Mancini: Lorenzo Murgolo. Con Nicolò Pollari, De Gennaro ha combattuto una lunga guerra sotterranea, culminata con la disfatta dell\'ex generale della Finanza, scivolato sulla vicenda Abu Omar e sul presunto spionaggio di Pio Pompa e della Telecom di Tavaroli.

Però il poliziotto Murgolo, ex capo della Digos di Bologna, non è stato soltanto il vice di Mancini nella stagione dei dossier illegali. Secondo la Procura di Genova, che ha chiesto il rinvio a giudizio di De Gennaro per i fatti del G8, l\'allora capo della Polizia avrebbe fatto pressione sul questore Francesco Colucci perché scaricasse la responsabilità del blitz alla caserma Diaz sul defunto Arnaldo La Barbera e sullo stesso Murgolo, già ampiamente prosciolto in istruttoria.

 

 

 

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