LAVITOLA BREVE DI ORSI IN FINMECCANICA - DOPO LE MAZZETTE PER CUCCARSI LE COMMESSE IN INDIA E I PRESUNTI FONDI NERI ALLA LEGA, SPUNTANO VALIGETTE DI MILIONI AL SIGNORE DEGLI APPALTI DI PANAMA, VALTERINO LAVITOLA - LA SOCIETÀ DI FINMECCANICA “AGUSTA WESTLAND” (ALL’EPOCA GUIDATA DA ORSI) AVREBBE PAGATO UNA TANGENTE DA 30 MLN $ PER GARANTIRSI LE FORNITURE IN FORZA DEGLI ACCORDI BILATERALI TRA IL GOVERNO PANAMENSE E IL BANANA…

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LARRIVO DI LAVITOLA A FIUMICINO jpegLARRIVO DI LAVITOLA A FIUMICINO jpeg

Carlo Bonini per "la Repubblica"

Giuseppe OrsiGiuseppe Orsi

Con buona pace del suo amore per la vita agra sui pescherecci d´altura, gli atti della Procura di Napoli raccontano ora Valter Lavitola per il tangentaro che è. Svelano di quale grana sia stato il rapporto con Silvio Berlusconi.

Quali appetiti lo abbiano alimentato. Documentano come tra il 2010 e il 2011, con l´arroganza che gli consentono l´intimità con l´allora Premier e il patto di malaffare con il Presidente di Panama Ricardo Martinelli, Lavitola negozi due diverse tangenti da 20 e 30 milioni di dollari. La prima, è il prezzo per l´appalto da 176 milioni di euro che il consorzio italiano "Svemark" (Angelo Capriotti, Paolo Passalacqua, Claudio Fagiano) si è aggiudicato a Panama City per la realizzazione di 4 carceri modulari.

La seconda, è "il nero" che tre società del gruppo Finmeccanica - "Selex", "Agusta Westland" e "Telespazio" - si sono impegnate a versare perché sia dato corso a contratti di fornitura con il governo Panamense dopo gli accordi bilaterali che Berlusconi ha chiuso nella sua visita di Stato del giugno 2010. L´una e l´altra devono soddisfare gli appetiti di Lavitola e Martinelli.

"CHIAMA LAVITOLA. LO CHIEDE PAOLO B."
La storia ha un testimone chiave. Mauro Velocci, ex funzionario del ministero di Giustizia che ha la ventura di diventare presidente del consorzio "Svemark". A novembre 2011, la Procura di Napoli lo perquisisce. Il 15 dicembre, comincia a collaborare (7 interrogatori). Di Lavitola ha un ricordo nitido.

BERLUSCONI CON RICCARDO MARTINELLI E VALTER LAVITOLA jpegBERLUSCONI CON RICCARDO MARTINELLI E VALTER LAVITOLA jpegBERLUSCONI E RICARDO MARTINELLIBERLUSCONI E RICARDO MARTINELLI

«A settembre 2010 - racconta - l´ambasciatore italiano a Panama, Placido Vigo, mi disse brutalmente che per arrivare alla firma in tempi brevi del contratto di appalto (per le carceri ndr.) era indispensabile che Angelo Capriotti chiamasse un tale Valter Lavitola. Perché legatissimo al Presidente Berlusconi e al Presidente Martinelli. Aggiunse di aver ricevuto una telefonata da Paolo Berlusconi, che gli aveva esplicitamente chiesto di invitarci a chiamare Lavitola. Ma ho avuto la sensazione che Vigo fosse d´accordo con Lavitola. Che la telefonata non fosse vera».

"HO PORTATO I SOLDI DI B. A CRAXI"
Al contrario, non sembra esserci nulla di inverosimile in ciò che, tempo dopo, Velocci si sente raccontare dallo stesso Lavitola. «Mi disse che la sua conoscenza con Berlusconi risaliva ai tempi in cui lui era il pupillo di Craxi e Craxi era latitante in Tunisia. Mi raccontò che gli era stato affidato il compito di portare i soldi in contanti da Berlusconi a Craxi in Tunisia e che in occasione di un viaggio fu anche fermato. Lavitola mi ha sempre detto che Berlusconi non lo avrebbe mai abbandonato, perché lui conosceva troppe cose compromettenti».

PAOLO BERLUSCONIPAOLO BERLUSCONI CRAXI BETTINOCRAXI BETTINO

FOTO A VILLA CERTOSA
L´intimità con Berlusconi e la necessità di "impressionare" Ricardo Martinelli hanno un climax nell´agosto 2011. Il Presidente panamense arriva in Italia con un affollato seguito di dignitari. È una vacanza a scrocco che deve ingrassare il prestigio di cui Lavitola gode a Panama e mettere al sicuro le sue "provvigioni" sugli appalti. A cominciare da quelli di Finmeccanica. La "vacanza" ha come set l´hotel Cala di Volpe, in Sardegna, e il suo culmine è la visita a Villa Certosa.

Nell´organizzazione del tour, Lavitola tira dentro Maria Claudia Ioannucci (ex senatrice del Pdl e vicepresidente di Palazzo Madama dal 2001 al 2006, oggi nel cda di Poste), per le prenotazioni in hotel (una "briscola" da 36 mila euro che, a quanto pare, scuce Lavitola. Insieme ai 7 mila di noleggio di una barca per due giorni) e l´allora direttore commerciale di Finmeccanica, Paolo Pozzessere, che accoglie l´incombenza della trasferta in Sardegna come una sciagura.

«Che bella rottura di cazzo», dice a Valter al telefono, tanto più che «toccherà prendere un aereo di linea». Per giunta, il giorno fissato per la visita a Villa Certosa, Berlusconi non sarà in casa. Ma Lavitola non si perde d´animo. Alla comitiva panamense è sufficiente un giretto nella tenuta con tanto di foto che Valter si raccomanda di far avere alla stampa panamense perché creda ad un incontro con Berlusconi mai avvenuto.

POZZESSERE PAOLOPOZZESSERE PAOLO

LA VALIGETTA PER IL PRESIDENTE
Delle tangenti, Lavitola non parla soltanto. Le pretende. Dei 20 milioni di dollari pattuiti con "Svemark", ne viaggiano 670 mila, che Velocci è in grado di documentare. «Nell´ottobre-novembre 2010 - accusa - Capriotti consegnò, in una valigetta di colore scuro, 64 mila dollari destinati a Martinelli a tale "Frankie", cugino del Presidente.

Nel gennaio 2011, vennero bonificati 16 mila dollari al ministro della giustizia Roxana Mendez attraverso una società, la Devor Diagnostic, riconducibile a Rogelio Oruna, imprenditore dominicano intimo di Martinelli. Nel marzo di quello stesso anno, ci fu un nuovo bonifico di 60 mila dollari. Mentre a maggio-giugno, furono bonificati in Brasile 530 mila euro, poi monetizzati da Roberto Barbosa e consegnati in contanti a Enzo Valori, socio della "Pesqueira", una società riconducibile a Lavitola».

PIERFRANCESCO GUARGUAGLINI E MOGLIE MARINA GROSSIPIERFRANCESCO GUARGUAGLINI E MOGLIE MARINA GROSSI

L´ELICOTTERO TANGENTE DI AGUSTA
Lavitola, che a Panama gode dei favori del plenipotenziario (auto di stato e scorta di un agente della polizia presidenziale), tratta i suoi interlocutori, "Svemark" e Finmeccanica, come una cooperativa di corruttori dove il peso della tangente è fungibile. Racconta Velocci: «Lavitola mi chiese l´acquisto in favore di Martinelli di un elicottero Eurocopter con interni in pelle Hermes. Agusta lo aveva promesso come tangente, ma non era stato consegnato per prudenza, causa l´apertura di un´inchiesta giudiziaria sul Presidente di Finmeccanica Guarguaglini e la moglie Grossi. Aggiunse che Svemark si sarebbe poi potuta accordare con Agusta per recuperare il costo della tangente».

Amministratore delegato di Augusta, in quel momento, era Giuseppe Orsi, oggi ad di Finmeccanica. E non ci vuole un indovino per prevedere nuovi, difficili giorni in piazza Montegrappa. Non fosse altro per quanto aggiunge Velocci: «Lavitola mi ha sempre detto che dietro i contratti tra Finmeccanica e il governo di Panama c´era un nero di 30 milioni di euro destinato al presidente Martinelli, che era in società con lui, e che il suo contratto di consulenza con Finmeccanica, per 30 mila dollari, era solo la sua copertura a Panama».

 

 

 

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