IL PREMIO PER AVER ABBATTUTO DUE RECORD IN POCHE ORE VA A MAGDALENA ANDERSSON, LEADER SOCIALDEMOCRATICA SVEDESE CHE NON SOLO È DIVENTATA LA PRIMA PREMIER DONNA, MA È RIMASTA SULLA POLTRONA PER APPENA OTTO ORE AL TERMINE DI UNA GIORNATA SURREALE: I DEPUTATI, A SORPRESA, HANNO APPROVATO IL BILANCIO PRESENTATO DALL'OPPOSIZIONE CON L'APPOGGIO INEDITO DELL’ESTREMA DESTRA. UN FATTO CHE HA CAUSATO L'USCITA DEI VERDI DALLA COALIZIONE APPENA FORMATA: “NON VOGLIO DIRIGERE UN GOVERNO LA CUI LEGITTIMITÀ È MESSA IN DISCUSSIONE…”

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Monica Ricci Sargentini per il "Corriere della Sera"

 

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Ieri doveva essere un giorno speciale per la Svezia. Per la prima volta, dopo trentatré uomini, veniva eletta premier una donna, la leader socialdemocratica Magdalena Andersson. E il Riksdag le tributava un lungo applauso mentre lei si alzava in piedi e quasi piangeva, nonostante la sua fama di politica dura che le è valsa il soprannome di «bulldozer». Nemmeno otto ore dopo la prima ministra si dimetteva al termine di una giornata surreale in cui i deputati, a sorpresa, avevano approvato il bilancio presentato dall'opposizione con l'appoggio inedito dei Democratici di Svezia (Sd), di estrema destra.

 

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Un fatto che aveva causato l'uscita dei verdi dalla coalizione appena formata: «Non voglio dirigere un governo la cui legittimità è messa in discussione - ha spiegato la leader socialdemocratica -, ma sono disposta a ricoprire di nuovo quel ruolo in un esecutivo a guida socialdemocratica». Ex ministra delle Finanze nel governo uscente di Stefan Lofven, Andersson, 54 anni, ieri mattina era stata eletta per un soffio a capo di una coalizione formata, oltre che dai socialdemocratici, dal partito di Centro, dai Verdi e dalla Sinistra. Quest' ultima in extremis aveva ottenuto un aumento delle pensioni per una fascia della popolazione in cambio del suo appoggio.

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Dei 349 membri del Riksdag ben 174 le avevano votato contro mentre 117 si erano espressi in suo favore e 57 si erano astenuti, dandole così la vittoria perché in base al sistema svedese,un candidato premier non ha bisogno della maggioranza favorevole, basta che non abbia quella contraria. «Cento anni dopo che le donne hanno ottenuto il diritto di voto, la Svezia ha eletto Magdalena Andersson prima ministra, la prima donna in assoluto! Un soffitto di cristallo si è rotto. Un bel giorno!» aveva twittato entusiasta la commissaria europea agli Affari Interni, la svedese Ylva Johansson. Neanche il tempo di gioire che il piccolo partito di Centro annunciava che non avrebbe più sostenuto il bilancio presentato dal governo perché i socialdemocratici avevano stretto un accordo con la Sinistra sulle pensioni.

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A quel punto il colpo di scena: lo stesso Parlamento che aveva eletto la premier la mattina approvava il budget presentato da Moderati, Cristiano-democratici e Democratici svedesi, partito di estrema destra. Un affronto per gli ecologisti il cui leader Per Bolund, vicepremier nell'esecutivo durato mezza giornata, annunciava che il suo partito non poteva tollerare una legge di bilancio «redatta per la prima volta insieme all'estrema destra». Tra le contestazioni, i previsti tagli fiscali alla benzina, che avrebbero a suo avviso aumentato le emissioni nocive, invece di farle diminuire. L'uscita dalla maggioranza degli ecologisti ha suonato la campana a morto per il governo. Il presidente del Riksdag, Andreas Norlen, ha accettato le dimissioni ed ha annunciato consultazioni con i partiti per i prossimi passaggi politico-parlamentari.

 

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Ora cosa succederà? Incredibilmente Andersson ha buone chance di essere rieletta alla guida di un governo monocolore socialdemocratico, ancor più minoritario del precedente. I Verdi e la Sinistra hanno già fatto sapere che la appoggeranno mentre il Centro si asterrà, consentendo così la sua nomina perché, nonostante i disaccordi sul bilancio, tutti questi partiti hanno l'obiettivo comune di tenere l'estrema destra fuori dal governo: «Faremo in modo che il Paese non abbia un esecutivo che dipende dal Democratici di Svezia» ha twittato la leader del partito di Centro Annie Loof. Ma la strada della premier sarà comunque in salita.

 

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A settembre 2022 sono previste le elezioni legislative e Andersson dovrà governare mentre è già in corso la campagna elettorale e il blocco Conservatori-Democratici è dato in forte ascesa. Lei però, è nota per la sua tenacia: non si spaventa facilmente. Dopo una giornata come quella di ieri non è difficile crederlo.

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